Casa intelligenteAggiornato il 17 settembre 202633 min di lettura

Migliori stufe a pellet 2026: quante stelle ti servono per installarla, quanto consuma e quanto costa quel calore

Migliori stufe a pellet del 2026: classi ambientali, consumi e costo del calore a confronto

In Lombardia, in Piemonte e in Emilia-Romagna una stufa a pellet nuova si installa solo se è certificata almeno 4 stelle, e il pellet deve essere di classe A1. Qui trovi quel filtro spiegato regione per regione, il calcolatore che dice quanti chili brucia la stufa che stai guardando e quanto costa il suo kilowattora di calore con il prezzo del sacco che paghi tu, e le stelle che chiede il Conto Termico 3.0 per restituirti fino al 65 per cento.

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Aggiornato il 16 settembre 2026In qualità di Affiliato Amazon, m8d.io riceve un guadagno dagli acquisti idonei.
Stufa a pellet ad aria vista di fronte, con lo sportello in vetro del braciere e il comando di programmazione

Le migliori stufe a pellet sono quelle che dichiarano le due potenze e il rendimento: sono le cifre con cui si calcola la spesa prima di pagare. In Lombardia, in Piemonte e in Emilia-Romagna, però, viene prima un filtro che non è tecnico: una stufa nuova si installa solo se è certificata almeno 4 stelle. Per un soggiorno, la KING 10; per un appartamento, la ELITE 7.

Il filtro

Stufe a pellet e classi ambientali: quante stelle ti servono per poterla installare dove vivi

Prima dei kilowatt vengono le stelle: in Lombardia, in Piemonte e in Emilia-Romagna una stufa a pellet nuova si può installare solo se è certificata almeno 4 stelle. La classificazione la fissa il decreto del Ministero dell'Ambiente 186 del 7 novembre 2017, che assegna da 1 a 5 stelle a ogni generatore a biomassa in base a rendimento ed emissioni. Non è una voce che scrive il venditore: la rilascia un organismo di certificazione, e viaggia su un foglio a parte.

C'è una seconda regola che sorprende chi arriva dalla legna, e riguarda il sacco: nelle stesse regioni il pellet deve essere certificato di classe A1 secondo la UNI EN ISO 17225-2, per le stufe fino a 35 kW. La classe del pellet, lì, non è una preferenza di qualità. È un obbligo, e cambia quale sacco puoi comprare per tutta la vita della stufa.

Quello che promette l'annuncio e quello che chiede la tua regione

Un annuncio di stufa a pellet parla di kilowatt, di metri cubi e di tramoggia. Quasi mai di stelle, che è il dato con cui il tuo Comune decide se puoi accenderla. Le regole che seguono sono quelle pubblicate da AIEL, l'associazione italiana dell'energia dal legno, per le regioni della pianura padana che le hanno scritte per intero.

Quello che dice l'annuncio
Guarda la tabella di questa guida: kilowatt nominali, kilowatt massimi, rendimento, superficie o volume e tramoggia. Sono le voci con cui queste stufe si vendono. La classe ambientale non è fra queste, e va chiesta a parte.
Quello che chiede la Lombardia
«I nuovi generatori di calore a biomassa legnosa, per essere installati, devono essere classificati almeno come 4 stelle», e 5 stelle se sostituiscono un impianto a combustibile fossile. Dal 15 ottobre 2024, nei Comuni sotto i 300 metri di quota, il nuovo apparecchio deve anche restare entro 15 mg/Nm³ di polveri e 35 mg/Nm³ di carbonio organico totale.
Quello che si dà per scontato
Che il pellet sia pellet, e che basti prendere il sacco che costa meno al supermercato o l'offerta del bancale in ferramenta.
Quello che chiede la legge regionale
In Lombardia il pellet certificato di classe A1 secondo la UNI EN ISO 17225-2 è obbligatorio per gli impianti fino a 35 kW. In Piemonte «è obbligatorio l'utilizzo esclusivo di pellet certificato della classe di qualità A1» in tutta la regione. In Emilia-Romagna vale lo stesso per i generatori a pellet sotto i 35 kW.

Regola m8d: Una stufa a pellet nuova, in pianura padana, parte da 4 stelle, e da 5 se sta sostituendo un impianto a combustibile fossile. La certificazione si chiede al venditore prima di comprare, perché non è una riga della scheda tecnica.

Cosa chiede ogni regione, e cosa succede se la classe non c'è
  • Lombardia. Nuove installazioni solo da 4 stelle in su, e 5 stelle se sostituiscono un impianto a combustibile fossile. Sotto i 300 metri di quota, dal 15 ottobre 2024, anche limiti di emissione: 15 mg/Nm³ di polveri e 35 mg/Nm³ di carbonio organico totale. Pellet certificato A1 obbligatorio fino a 35 kW.
  • Piemonte. «In tutta la Regione Piemonte è consentita la nuova installazione solo di apparecchi certificati con almeno 4 stelle», e il pellet A1 è obbligatorio in tutta la regione. Nei giorni di allerta smog, nelle zone in procedura di infrazione e solo dove esiste un altro impianto di riscaldamento, si possono usare soltanto apparecchi da 5 stelle in su.
  • Emilia-Romagna. Dal 1º gennaio 2020 le nuove installazioni domestiche partono da 4 stelle. Dal 1º ottobre al 30 aprile, sotto i 300 metri e dove l'abitazione ha un altro impianto di riscaldamento, è vietato usare apparecchi fino a 3 stelle comprese. Pellet A1 obbligatorio sotto i 35 kW.
  • Il resto d'Italia non è uguale. Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, la Provincia autonoma di Trento, Toscana, Marche, Campania e Sardegna hanno ciascuna il proprio regolamento su uso e nuove installazioni. AIEL pubblica la guida aggiornata regione per regione, ed è il documento da aprire prima di ordinare.
  • Queste regole valgono per l'installazione e per l'uso, non per la vendita. Un apparecchio si può ordinare da qualsiasi regione, e il problema arriva quando l'installatore deve firmare. Per questo la domanda sulla classe si fa prima di comprare, non dopo.
La spesa

Quanto consuma una stufa a pellet al giorno: il calcolatore dei chili, dei sacchi e del costo del calore

Una stufa a pellet da nove kilowatt tenuta a metà potenza per otto ore al giorno brucia circa 8,7 chili di pellet, poco più di mezzo sacco, e il kilowattora di calore le costa circa 11,2 centesimi al prezzo medio italiano del sacco. Quegli 11,2 centesimi sono il numero con cui si confronta tutto il resto: un radiatore elettrico consegna lo stesso kilowattora di calore a 29,7 centesimi, una caldaia a gas al 92 % a circa 16,1 e una pompa di calore con SCOP 4 a 7,4.

Il conto ha bisogno di due cifre della scheda, i kilowatt e il rendimento, e di una terza che metti tu: quanto ti costa il sacco. La terza è quella che sposta di più il risultato, ed è anche l'unica che quasi nessuno guarda prima di scegliere la stufa. In Italia sposta ancora di più del solito, perché il pellet è rincarato di circa il 30 % in un anno.

Calcolatore consumo stufa a pellet: chili al giorno, sacchi al mese e prezzo del kilowattora di calore

Per sapere quanto brucia una stufa servono due cifre e nessun annuncio le dà tutte e due: dei trentasei che abbiamo contato il 6 settembre 2026, undici dicono i chili della tramoggia, nove dicono le ore di autonomia e nessuno dice le due cose insieme. Questo calcolatore di m8d.io le ricava dai kilowatt e dal rendimento che nella scheda ci sono, e mette il risultato accanto allo stesso calore prodotto con un radiatore, con una pompa di calore e con il gas, ai prezzi italiani. Con quello che trova impostato: una stufa da 9,24 kW al 50 % della potenza per otto ore al giorno brucia 8,7 kg di pellet, una tramoggia da 15 chili le dura quasi quattordici ore e il kilowattora di calore le costa 11,2 centesimi. Gratis e senza account.

Quello che brucia la tua stufa, e quanto costa quel caloreScegli i kilowatt e il rendimento che sono scritti nella scheda, di' quante ore la terrai accesa e a che regime, ed esce quello che nessuna scheda mette insieme: i chili di pellet al giorno, i sacchi al mese, le ore che regge una tramoggia piena e il prezzo del kilowattora di calore, accanto allo stesso calore fatto con un radiatore, con una pompa di calore e con il gas.
Kilowatt dichiarati dalla scheda
Rendimento dichiarato dalla scheda
A che regime la terrai
Ore accesa al giorno
Quanto ti costa il sacco da 15 chili
Con cosa lo confronti
Pellet al giorno8,7 kg0,58 sacchi al giorno · 17,5 sacchi al mese
Il calore, al kilowattora11,2 centesimi2,6 volte più economico di un radiatore elettrico
Al giorno4,16 €e 124,71 € in trenta giorni con questo ritmo
La tramoggia da 15 kg13,7 huna carica regge 1,7 giorni con questo ritmo

Il conto, in chiaro: 9,24 kW al 50 % sono 4,62 kW di calore; fra un rendimento del 92 % e i 4,6 kWh che dà un chilo di pellet certificato escono 1,09 kg all'ora, e per 8 ore, 8,7 kg al giorno. Il sacco da 15 chili a 7,14 € fa 0,48 € al chilo, quindi la giornata costa 4,16 €.

Quanto costa lo stesso kilowattora di calorecon 37,0 kilowattora al giorno, che è quello che questa stufa consegna a questo regime
Una pompa di caloreil condizionatore d'inverno, con uno SCOP di 4,07,4 cent.
Pelletcon la stufa di questo conto e il sacco a 7,14 €11,2 cent.
Una caldaia a gascon un rendimento del 92 %16,1 cent.
Un radiatore elettricotutto quello che entra esce come calore29,7 cent.

Ogni barra è il prezzo di un kilowattora di calore consegnato, l'unica unità in cui questi quattro modi di scaldare si possono confrontare. 29,7 centesimi il kilowattora della bolletta, e un radiatore restituisce come calore tutto quello che consuma. L'elettricità e il gas sono il prezzo medio di una famiglia italiana con tutte le imposte dentro (29,66 centesimi al kilowattora nel secondo semestre del 2025, secondo Eurostat e 14,81 centesimi quello del gas naturale nello stesso semestre), e ognuno dovrebbe mettere il proprio.

La regolaIl pellet non si compra a chili, si compra a kilowattora: un sacco da 15 chili sono circa 63 kilowattora di calore. Dividi quello che ti costa il sacco per quella cifra e hai il prezzo del tuo calore prima ancora di comprare la stufa.
EIDER BIOMASA Stufa a Pellet KING 10, 9,24 kW nominali e 10,62 kW massimi, rendimento del 92 %, tramoggia da 15 kg e programmazione via wifi
La stufa con cui parte questo conto, e una delle otto del censimento che scrive le sue due potenze, la nominale e la massima, nello stesso titoloEIDER BIOMASA KING 10Vedi su Amazon ›

I 4,6 kilowattora al chilo sono il minimo che la norma ENplus ST 1001:2022 chiede alle sue tre classi, A1, A2 e B, scritto nella tabella 4 come «≥ 16,5 MJ/kg», e un sacco reale sta di solito un po' sopra. Il rendimento e i kilowatt sono quelli che dichiara ogni costruttore nella sua scheda. La tramoggia da 15 chili è la capacità più ripetuta fra le undici del censimento che dichiarano la propria. Lo 4,0 della pompa di calore è il minimo della classe A+ del prospetto 1 dell'allegato II del Regolamento Delegato (UE) 626/2011, quello dell'etichetta dei condizionatori, e il 92 % della caldaia, un riferimento di caldaia moderna dichiarato come tale, non una misura. Il prezzo del sacco con cui parte il calcolatore è la rilevazione AIEL di aprile 2026 del pellet certificato ENplus A1, prezzo al consumatore con IVA inclusa e trasporto escluso. Gli altri prezzi del sacco sono cifre tonde perché tu ci metta la tua, e nessuna dice quanto costa un prodotto preciso. Il catalogo è stato contato il 6 settembre 2026 e le fonti di ogni cifra sono in fondo alla guida.

Il combustibile

Prezzo del pellet in Italia: quanto costa il sacco, quanto calore c'è dentro e perché il tuo prezzo dipende da dove vivi

Un sacco da 15 chili di pellet certificato sono circa 63 kilowattora di calore con una stufa al 92 %, e questa cifra non cambia fra le classi: la norma chiede lo stesso minimo a tutte e tre. ENplus impone ad A1, A2 e B almeno 4,6 kilowattora per chilo. Quello che cambia è la cenere, dallo 0,70 % al 2,00 %, e si paga in pulizie, non in calore. Con una differenza italiana che pesa: in pianura padana la scelta non esiste, perché per una stufa sotto i 35 kW il pellet deve essere A1.

Il prezzo sì che cambia. AIEL rileva il prezzo al consumatore del sacco da 15 chili e ad aprile 2026 la media nazionale era di 7,14 euro, IVA inclusa e trasporto escluso, con 7,20 al nord e 7,34 al sud. A settembre 2025 lo stesso sacco stava a 5,60: dell'una all'altra c'è un 27,5 % in sette mesi, e AIEL misura un 30 % in più confrontando aprile con aprile. Da gennaio 2026 il valore è stabile, dice la stessa rilevazione, ed è il motivo per cui il calcolatore di questa guida parte dalla media ma ti chiede il prezzo che paghi tu.

Cosa chiede la norma a un sacco di pellet, e cosa non cambia fra A1, A2 e B
  • Il calore è lo stesso nelle tre classi. ENplus chiede ad A1, A2 e B lo stesso minimo, 4,6 kilowattora per chilo, che la sua tabella scrive come «≥ 16,5 MJ/kg» (ENplus ST 1001:2022, allegato A, tabella 4).
  • Quello che cambia è la cenere: 0,70 % in A1, 1,20 % in A2 e 2,00 % in B, su sostanza secca. Un sacco B non scalda di meno: sporca quasi il triplo, e svuotare il cassetto cenere è l'operazione che si ripete tutte le settimane della stagione.
  • In pianura padana la classe non è una scelta. In Lombardia, in Piemonte e in Emilia-Romagna il pellet dev'essere certificato A1 secondo la UNI EN ISO 17225-2 per i generatori sotto i 35 kW. Un sacco A2 costa meno e lì non si può usare.
  • L'umidità ha lo stesso tetto in tutte e tre: 10 %. Un pellet bagnato non è di un'altra classe, è un pellet rovinato, ed è il motivo per cui il bancale si tiene al coperto.
  • Il diametro è di 6 o 8 millimetri e la durabilità meccanica minima è del 98 % in A1 e del 97,5 % in A2 e B. È quello che decide quanta segatura sciolta trovi sul fondo del sacco.
Naturpellet, sacco da 15 kg di pellet di legno con certificazione ENplus A1 per stufe e caldaie a biomassa
Il combustibile · certificato ENplus A1

Naturpellet Pellet ENplus A1, sacco da 15 kg vedi ›

Verdetto m8d

Il riferimento con cui si fa il conto di questa guida, e in tre regioni italiane anche l'unica classe che si può usare. Un sacco da quindici chili con certificazione ENplus contiene almeno 4,6 kilowattora per chilo, cioè circa 63 kilowattora di calore con una stufa al 92 %. Quello che decide se il pellet conviene non è la stufa: è a che prezzo compri quei 63 kilowattora, e in un anno quel prezzo si è mosso di circa il 30 %.

Cosa c'è da sapere
  • La certificazione ENplus A1 impone un minimo di 4,6 kilowattora per chilo e un massimo dello 0,70 % di cenere su sostanza secca. Le classi A2 e B hanno esattamente lo stesso minimo di calore e ammettono più cenere.
  • Quindici chili con una stufa al 92 % sono circa 63 kilowattora di calore. Dividi quello che ti costa il sacco per 63 e hai il prezzo del tuo calore, che è la cifra con cui si confronta con il gas e con la luce.
  • In Lombardia, in Piemonte e in Emilia-Romagna la classe A1 non è una preferenza: è obbligatoria per i generatori a pellet sotto i 35 kW. Se vivi lì, il sacco più economico che trovi al supermercato può non essere utilizzabile.
  • AIEL rileva il prezzo medio nazionale del sacco da 15 chili di pellet certificato ENplus A1 e lo pubblica separato per area geografica: la cifra di aprile 2026, con la sua fonte e la sua data, è nella sezione sul prezzo del pellet, insieme al conto di quanti kilowattora di calore ci sono dentro un sacco.
  • Un pellet con più cenere non scalda di meno: sporca di più, e svuotare il cassetto cenere è l'operazione con cui si convive per tutta la stagione.
+Pro
  • Certificazione ENplus A1, la classe che le regioni della pianura padana rendono obbligatoria
  • Meno cenere delle altre due classi, con lo stesso potere calorifico minimo
  • Va bene per stufa e per caldaia, con 6 mm di diametro, uno dei due ammessi dalla norma
−Contro
  • Comprare a sacchi sfusi costa sempre più che comprare a bancale
  • Il pellet certificato A1 costa più di un sacco senza certificazione, e in tre regioni non c'è alternativa
  • Un bancale pesa più di una tonnellata e serve un posto asciutto dove tenerlo
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Gli incentivi

Conto Termico 3.0 e stufe a pellet: quante stelle servono per prendere fino al 65 % e quando non si prende niente

Il Conto Termico 3.0 restituisce fino al 65 % della spesa ai privati, ma solo se la stufa sostituisce un impianto che c'era già e solo se ha la classe ambientale giusta. Il meccanismo è il decreto MASE del 7 agosto 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 settembre 2025 ed entrato in vigore il 25 dicembre 2025, con 900 milioni all'anno di cui 500 riservati ai soggetti privati. Non è uno sconto del venditore: è un contributo che il GSE versa dopo, e la pratica passa dal suo portale.

La parte che decide quale stufa comprare è la classe, e il GSE la scrive in modo che non lascia margine: 4 stelle o superiore se stai sostituendo un impianto a biomassa già esistente, 5 stelle se stai sostituendo carbone, olio combustibile o gasolio, 5 stelle se l'installazione è nuova. Non è il prezzo della stufa a decidere se prendi l'incentivo. È quel foglio, e ti consigliamo di chiederlo insieme al preventivo, perché dopo non si recupera.

Le cinque cose da verificare prima di ordinare, se conti sull'incentivo
  • Devi sostituire qualcosa. Il Conto Termico incentiva la sostituzione di un impianto di climatizzazione invernale esistente. Una stufa che si aggiunge a quello che hai, e non sostituisce niente, resta fuori.
  • Le stelle dipendono da cosa togli, non da quanto spendi. Quattro se togli un generatore a biomassa, cinque se togli gasolio, olio combustibile o carbone, cinque se l'installazione è nuova. Lo scrive il GSE il 13 giugno 2022 richiamando il decreto 186 del 7 novembre 2017.
  • La certificazione ambientale va allegata alla pratica. Le richieste con lavori conclusi dal 13 giugno 2022 in poi devono includerla, e la rilascia un organismo accreditato: non è la scheda tecnica del prodotto e non la scrive il venditore.
  • Il fondo ha una capienza. Il decreto stanzia 900 milioni all'anno, di cui 500 per i soggetti privati. Non è un bonus automatico in dichiarazione: è un contributo che si chiede, e chi arriva dopo trova quello che resta.
  • Le quattro stelle della tua regione e le cinque dell'incentivo non sono la stessa soglia. Si può comprare una stufa perfettamente installabile in Lombardia e scoprire che, essendo un'installazione nuova, non prende il Conto Termico. Le due domande si fanno insieme, prima di ordinare.

Una cosa che qui non troverai, e ti diciamo perché: il termine esatto per presentare la domanda al GSE dopo la fine dei lavori. Le guide che lo spiegano riportano due numeri diversi, e una scadenza sbagliata in una guida all'acquisto costa l'incentivo intero. Quel dato sta nelle regole applicative del GSE, che è anche l'unico posto dove resta aggiornato quando cambiano.

L'installazione

Stufa a pellet senza canna fumaria: cosa dice davvero la legge, e cosa ti vendono al suo posto

Una stufa a pellet senza canna fumaria non esiste, e in Italia non esiste nemmeno la scappatoia che esiste per il gas. L'articolo 5 del DPR 412/93 dice che «gli impianti termici installati successivamente al 31 agosto 2013 devono essere collegati ad appositi camini, canne fumarie o sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione, con sbocco sopra il tetto dell'edificio alla quota prescritta dalla regolamentazione tecnica vigente». Le deroghe allo scarico a parete esistono, stanno nel comma 9-bis, e AIEL le chiude senza giri di parole: «le deroghe previste dal comma 9-bis dell'art. 5 non riguardano in nessun caso i generatori a biomassa legnosa, nemmeno in presenza di sistemi di filtrazione».

Quella coda finale, «nemmeno in presenza di sistemi di filtrazione», è lì per un motivo preciso: quello che si trova cercando «stufa a pellet senza canna fumaria» sono filtri ad acqua e abbattitori di fumi, venduti proprio come alternativa al tubo. Raffreddano e trattengono qualcosa, non sostituiscono l'evacuazione, e non spostano di un millimetro l'articolo 5.

Quello che brucia deve uscire, e in Italia deve uscire sopra il tetto

Qui comanda il DPR 412/93 con le modifiche successive, e il punto si legge in due minuti. Nessuno dei prodotti che occupano questa ricerca cita il proprio comma.

Quello che si cerca
«Stufa a pellet senza canna fumaria». La domanda sotto è sempre la stessa: si può mettere senza opere, in un appartamento dove quel tubo non c'è?
Quello che dice il DPR 412/93
Articolo 5, comma 9: gli impianti termici installati dopo il 31 agosto 2013 vanno collegati a camini, canne fumarie o sistemi di evacuazione «con sbocco sopra il tetto dell'edificio alla quota prescritta dalla regolamentazione tecnica vigente».
Quello che ti propongono al suo posto
Filtri ad acqua e abbattitori di fumi, presentati come la soluzione che evita il tubo: i fumi passano in camere d'acqua, si raffreddano e escono trattati.
Quello che scrive AIEL
«Le deroghe previste dal comma 9-bis dell'art. 5 non riguardano in nessun caso i generatori a biomassa legnosa, nemmeno in presenza di sistemi di filtrazione». Le deroghe allo scarico a parete ci sono, ma sono per gli apparecchi a gas.

Regola m8d: Se un annuncio ti vende una stufa a pellet «senza canna fumaria», o non è a pellet o quello che non ha è la spina. Il tubo sopra il tetto non lo toglie nessun filtro, e per la biomassa non c'è deroga.

EIDER BIOMASA Stufa a Pellet VENERE da 10,8 kW, rendimento del 90 %, tramoggia da 16 kg, programmazione settimanale e scarico fumi da 80 mm scritto nella sua scheda
L'unica che scrive il suo scarico fumi

EIDER BIOMASA VENERE vedi ›

Verdetto m8d

Meglio per chi è arrivato fin qui cercando una stufa a pellet senza canna fumaria, perché questa risponde a quella domanda senza che venga fatta: la sua scheda scrive il diametro dello scarico nel titolo con cui si vende. È l'unico annuncio dei trentasei del censimento a farlo, ed è la prova del costruttore che il tubo non è un accessorio.

Cosa c'è da sapere
  • Il suo titolo include «Salida 80 mm», cioè il diametro dello scarico fumi. Nessuno degli altri trentacinque annunci del censimento lo scrive, ed è il diametro del tubo che va portato fino al tetto.
  • 10,8 kW con un 90 % dichiarato e tramoggia da 16 chili, la più grande delle undici che pubblicano quella cifra.
  • Annuncia 315 metri cubi, che a 2,5 metri di soffitto sono 126 metri quadri: 11,7 metri per kilowatt, il valore più alto dei ventiquattro del censimento che dichiarano superficie.
  • Dichiara un solo numero di potenza. Accanto ad altri modelli dello stesso marchio che scrivono la nominale e la massima, non è chiaro quale dei due sia questo.
  • Il 90 % dichiarato è il più basso dei tre valori che compaiono nel censimento, che vanno dal 90 al 94 %: sono quattro punti di chili, non un cambio di categoria.
+Pro
  • L'unico annuncio del censimento che scrive il diametro del proprio scarico fumi
  • La tramoggia più grande delle undici che la dichiarano, 16 kg
  • Programmazione settimanale e display digitale
  • Quasi undici kilowatt, e sotto la mediana di prezzo del censimento
−Contro
  • Dichiara una sola potenza e non dice se è la nominale o la massima
  • Il 90 % è il rendimento più basso fra quelli che compaiono nel censimento
  • Restavano tre unità il giorno in cui è stato letto il catalogo
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La taglia

Quanti metri quadri riscalda una stufa a pellet, e perché quelli dell'annuncio non sono una misura

Una stufa a pellet da 12 kW riscalda 120 metri quadri secondo il suo annuncio, e quella cifra non viene da nessuna misura: viene dal moltiplicare i kilowatt per dieci. L'abbiamo verificato sui 24 annunci del censimento che dichiarano superficie o volume. Dividendo i metri annunciati per la potenza annunciata, il risultato va da 5,7 a 11,7, e il valore che si ripete di più è esattamente 10: sette dei ventiquattro cadono lì.

La verifica la può fare chiunque in dieci secondi con una scheda davanti, e spiega perché due stufe della stessa taglia annunciano gli stessi metri anche quando una costa il doppio dell'altra.

Quello che annuncia una stufa a pellet e quello che si può verificare

Le schede di questa categoria danno la superficie in due modi diversi e uno dei due non è neanche una superficie: nel censimento, 14 annunci la danno in metri quadri e 10 in metri cubi. Chi compra non può confrontare un «fino a 245 m³» con un «riscalda 130 m²» senza sapere con che altezza di soffitto sono stati fatti i due conti.

Quello che dice l'annuncio
«Riscalda 120 m²» su una da 12 kW. «Fino a 245 m³» su una da 9,24 kW. «Riscalda 130 m²» su una da 14 kW. Tre marchi e tre modi di dirlo.
Quello che esce dividendo
120 diviso 12 fa 10. 245 diviso 9,24 fa 26,5 metri cubi per kilowatt, che a 2,5 metri di soffitto sono 10,6 metri quadri. 130 diviso 14 fa 9,3. I tre marchi stanno applicando la stessa regola, e nessuno ha visto casa tua.
La stessa stufa, due cifre
La famiglia da 8 kW di uno dei marchi si annuncia con «riscalda fino a 60 m²» in due dei suoi colori e con «70 m²» nel terzo. E un altro vende il suo modello Anita10 come «10 kW» in un annuncio e come «11,6 kW» in un altro, con lo stesso codice di modello scritto nella scheda.
Cosa significa per te
Che i metri di un annuncio non distinguono due stufe e la potenza sì, purché tu sappia quale delle due potenze ti stanno dando. Se il tuo soffitto misura tre metri invece di due e mezzo, gli stessi metri quadri sono un 20 % di aria in più da scaldare e il conto del costruttore smette di valere per te.

Regola m8d: I metri annunciati da una stufa a pellet non sono una misura dell'apparecchio: sono i suoi kilowatt moltiplicati per dieci. Dividi la superficie annunciata per la potenza e, se viene dieci, non ti ha detto niente della tua casa.

Quello che sposta davvero quella cifra è l'altezza del soffitto, se il soggiorno è aperto sul corridoio e sulla cucina o si può chiudere con una porta, e dove vivi: Bolzano e Bari non chiedono la stessa cosa allo stesso apparecchio. Una stufa si sceglie per il volume che deve scaldare e per la velocità con cui quel volume perde calore, non per i metri della visura. E delle due cose, quella che puoi cambiare oggi senza spendere un euro è la seconda: chiudere il soggiorno cambia il risultato più di due kilowatt in più.

La scheda

I due kilowatt di una stufa a pellet: quale dei due ti stanno vendendo

Una stufa a pellet ha due potenze e solo otto dei trentasei annunci del censimento scrivono tutte e due. Il regolamento europeo di ecodesign definisce la nominale come «la potenza calorifica di un apparecchio al funzionamento alla potenza calorifica massima che possa essere mantenuta per un periodo prolungato, secondo quanto indica il fabbricante». L'altra, quella che le schede chiamano «max.», è un picco. Quando un annuncio dà un solo numero, quel numero può essere uno qualsiasi dei due, e nei modelli che pubblicano entrambi la differenza arriva al 16 %.

Il caso più chiaro sta dentro uno stesso catalogo: il modello Anita10 di uno dei marchi compare annunciato come «10 kW» in un colore e come «11,6 kW» in un altro, con lo stesso codice di modello scritto nella scheda. Non sono due stufe: sono due modi di raccontare la stessa.

StufakW nominalikW massimiRendimentoCosa annunciaTramoggia o autonomia
EIDER BIOMASA KING 10EIDER BIOMASA KING 10 vedi ›9,24 kW10,62 kW92 %245 m³Tramoggia 15 kgVedi ›
EIDER BIOMASA ELITE 7EIDER BIOMASA ELITE 7 vedi ›6,02 kW7,01 kW94 %175 m³Tramoggia 13 kgVedi ›
EIDER BIOMASA GYDA canalizzataEIDER BIOMASA GYDA canalizzata vedi ›13,75 kW14,95 kW92 %340 m³Tramoggia 15 kgVedi ›
EIDER BIOMASA VENEREEIDER BIOMASA VENERE vedi ›10,8 kWnon lo dice90 %315 m³Tramoggia 16 kgVedi ›
Stufe a Pellet Italia Canadá 12 kWStufe a Pellet Italia Canadá 12 kW vedi ›12 kWnon lo dice91 %120 m²Autonomia 15 hVedi ›
Sannover Anita 10 kWSannover Anita 10 kW vedi ›10 kWnon lo dicenon lo dicenon lo dicenon lo diceVedi ›
JOIMA NATUR STYLE 8 kWJOIMA NATUR STYLE 8 kW vedi ›8 kWnon lo dicenon lo dicenon lo dicenon lo diceVedi ›

Quello che ogni annuncio scrive nel proprio titolo su Amazon il 6 settembre 2026, senza aggiungere niente di nostro. «Non lo dice» significa esattamente questo: che la cifra non c'è nella scheda con cui si vende, non che l'apparecchio non ce l'abbia. Guarda l'ultima colonna: nessuno dà i chili della tramoggia e le ore di autonomia insieme, e sono le due che servono per sapere quanto brucia.

EIDER BIOMASA Stufa a Pellet KING 10, 9,24 kW nominali e 10,62 kW massimi, rendimento del 92 %, tramoggia da 15 kg e programmazione via wifi
La scelta m8d · quella che mostra le sue due potenze

EIDER BIOMASA KING 10 vedi ›

Verdetto m8d

Meglio per un soggiorno di una novantina di metri quadri in cui la stufa sarà il riscaldamento principale. È una delle otto del censimento che scrivono la potenza nominale e quella massima nello stesso titolo, e fra quelle otto è quella che cade proprio nella mediana di prezzo della categoria. Con 9,24 kW e un 92 % dichiarato il conto della spesa si può chiudere per intero prima di comprarla, che è esattamente quello che con metà del catalogo non si può fare.

Cosa c'è da sapere
  • Dichiara 9,24 kW nominali e 10,62 kW massimi. Quella distinzione la fanno 8 dei 36 annunci del censimento: gli altri ventisette danno un numero e non dicono quale dei due sia.
  • Con il 92 % che dichiara, a metà potenza e otto ore al giorno brucia circa 8,7 chili di pellet, poco più di mezzo sacco, e una tramoggia da 15 chili regge quasi quattordici ore di fila.
  • Annuncia 245 metri cubi, non metri quadri. A 2,5 metri di soffitto sono 98 metri quadri, che è la stessa regola dei dieci metri per kilowatt applicata da tutto il catalogo.
  • La programmazione settimanale conta per soldi e non per comodità: una stufa a pellet ci mette a partire e a spegnersi del tutto, quindi il risparmio sta nel programmarla, non nell'accenderla quando hai già freddo.
  • Classe A+ sull'etichetta energetica. Dal 1º gennaio 2022 nessuna stufa a pellet può essere venduta nell'Unione Europea sotto il 79 % di efficienza stagionale, quindi la classe distingue meno di quanto sembri. E attenzione a non confonderla: l'etichetta energetica non è la classe ambientale a stelle del decreto 186/2017, sono due cose diverse e le regioni guardano la seconda.
+Pro
  • Scrive la potenza nominale e quella massima, che è quello che permette di calcolare la spesa
  • Rendimento dichiarato del 92 %, con cui il conto dei chili si chiude
  • Tramoggia da 15 kg, la capacità più ripetuta fra le undici che la dichiarano
  • Programmazione settimanale via wifi, dove sta il risparmio vero
−Contro
  • Non dice quante ore dura la tramoggia piena, anche se nessuna del censimento lo dice accanto ai chili
  • Nove kilowatt restano corti per una casa su due piani o mal isolata
  • Come qualsiasi stufa a pellet ha bisogno di canna fumaria a tetto e di una presa di corrente
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EIDER BIOMASA Stufa a Pellet ELITE 7 compatta, 6,02 kW nominali e 7,01 kW massimi, rendimento del 94 % e tramoggia da 13 kg
La piccola · quella che entra in un appartamento

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Verdetto m8d

Meglio per un soggiorno di una sessantina di metri quadri o per chi vuole scaldare solo la parte di casa in cui vive davvero. È quella con meno potenza di tutto il censimento e dichiara comunque 6,02 kW nominali: nei trentasei annunci non c'è niente sotto i sei. Se il tuo caso è un appartamento, noi la sceglieremmo prima di una da dieci kilowatt, perché una stufa sovradimensionata passa la vita al minimo, che è il regime in cui qualsiasi apparecchio a biomassa brucia peggio.

Cosa c'è da sapere
  • 6,02 kW nominali e 7,01 massimi, con un 94 % di rendimento dichiarato: è la potenza più bassa dei trentacinque annunci del censimento che dichiarano la propria.
  • A metà potenza e otto ore brucia circa 5,6 chili al giorno, quindi una tramoggia da 13 chili regge più di diciotto ore e si riempie ogni due giorni.
  • I 175 metri cubi che annuncia sono 70 metri quadri a 2,5 metri di soffitto. Se il tuo soffitto misura tre metri, quegli stessi 70 metri quadri sono 210 metri cubi e il conto del costruttore smette di valere.
  • Il 94 % dichiarato è il più alto che compare nel censimento, condiviso con un altro modello dello stesso marchio. Fra un 90 % e un 94 % la differenza sono quattro punti di chili bruciati, non metà bolletta.
  • Essere la più piccola non la libera dalle regole: le nuove installazioni in pianura padana partono da 4 stelle indipendentemente dai kilowatt.
+Pro
  • La potenza più bassa del censimento, quella che entra in un appartamento
  • Il rendimento dichiarato più alto dei diciotto annunci che lo pubblicano
  • Scrive le sue due potenze, la nominale e la massima
  • Formato compatto pensato per un soggiorno, non per una casa intera
−Contro
  • Sei kilowatt non scaldano una casa intera nemmeno con le porte aperte
  • La tramoggia da 13 kg è fra le più piccole: meno autonomia nei giorni di freddo
  • Non è canalizzabile, quindi il calore resta nella stanza dov'è
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Stufa a pellet canalizzata: cosa cambia davvero, da quante stanze conviene e perché si sente di più

Canalizzare non distribuisce il calore per la casa: manda parte dell'aria calda dentro un tubo fino a un'altra stanza, e arriva più fredda quanto più quella stanza è lontana. Conviene quando ci sono due o tre ambienti attaccati al soggiorno e l'alternativa sarebbe una seconda stufa, che significa un altro apparecchio, un'altra canna fumaria e un'altra pratica. Non conviene per portare calore all'altro capo della casa né a un altro piano.

Il costo vero non sta nella stufa. Le canalizzate di questa guida stanno un gradino sopra le loro equivalenti ad aria, e il tubo va passato nel controsoffitto, nel muro o nel pavimento. Quell'opera si decide prima di comprare, con l'installatore in casa, perché è quella che può rendere impossibile l'idea intera.

EIDER BIOMASA Stufa a Pellet Canalizzata GYDA, 13,75 kW nominali e 14,95 kW massimi, rendimento del 92 %, multiambiente e tramoggia da 15 kg
La canalizzata · quella che arriva in un'altra stanza

EIDER BIOMASA GYDA canalizzata vedi ›

Verdetto m8d

Meglio per una casa in cui vanno scaldati il soggiorno e altre due stanze. È quella con più potenza di questa guida e l'unica che porta l'aria calda in un'altra stanza attraverso un tubo. La differenza con una stufa normale non sta nell'apparecchio, sta nell'opera: il tubo va passato nel controsoffitto o nel pavimento, e questo si decide prima di comprare, non dopo.

Cosa c'è da sapere
  • 13,75 kW nominali e 14,95 massimi con un 92 % dichiarato: la potenza più alta delle sette di questa guida e quella che annuncia più metri, 340 metri cubi.
  • Canalizzare significa che un secondo ventilatore manda parte dell'aria calda in un tubo fino a un'altra stanza. La stufa resta in una sola: quello che viaggia è l'aria, e arriva più fredda quanto più va lontano.
  • A metà potenza e otto ore brucia circa tredici chili al giorno, quasi un sacco intero, e la tramoggia da 15 chili si ferma sulle nove ore.
  • Il DPR 412/93 non ammette deroghe allo sbocco sopra il tetto per la biomassa, quindi il tubo della caldaia a gas non serve né per questa né per nessun'altra.
  • Quattordici kilowatt in un appartamento di ottanta metri quadri non scaldano prima: fanno modulare la stufa al minimo quasi sempre, che è il regime in cui qualsiasi apparecchio a biomassa brucia peggio.
+Pro
  • Porta il calore in altre stanze senza una seconda stufa
  • La potenza più alta della guida, per case a due ambienti
  • Scrive le sue due potenze e il suo rendimento
  • Tramoggia da 15 kg con programmazione settimanale
−Contro
  • Canalizzare è un'opera: il tubo va passato nel controsoffitto o nel pavimento
  • Ha potenza in eccesso per un appartamento, e una stufa sovradimensionata lavora peggio
  • Quasi un sacco al giorno a regime medio, più del doppio di una da sei kilowatt
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E qui sta anche la risposta a «stufa a pellet silenziosa». In una stufa a pellet il rumore ha tre origini e sono tutte e tre meccaniche: il ventilatore che distribuisce l'aria calda, l'estrattore che porta fuori i fumi e la coclea che spinge il pellet nel braciere, che fa uno scatto ogni pochi secondi. Una canalizzata ne aggiunge un quarto, il secondo ventilatore del canale. Quello su cui si può agire dal telecomando è solo il primo: gli annunci del censimento che dichiarano i livelli parlano di cinque velocità di ventilazione. L'estrattore e la coclea vanno con la potenza a cui sta lavorando la stufa, quindi quella che fa meno rumore è quella che sta al minimo. È una conseguenza del meccanismo, ed è anche il motivo per cui nessuno di questi annunci pubblica un decibel.

Il budget

Cosa si perde nella fascia bassa di una stufa a pellet e cosa si paga in quella alta

Sotto una certa cifra quello che compare nel catalogo non è più una stufa a pellet. L'annuncio più economico dei trentasei porta la parola pellet nel titolo ed è, in realtà, una stufa tonda a legna e carbone. Il tratto reale di una stufa a pellet ad aria, nel censimento, andava dal modello più economico fino a un massimo circa tre volte più caro, con la mediana molto più vicina al primo che al secondo.

Nella parte bassa di quel tratto ci sono stufe a pellet vere, e quello che si perde non è potenza: è informazione. I sei annunci del marchio più economico del censimento dichiarano i kilowatt e nient'altro, né rendimento, né tramoggia, né ore. Nella parte alta, quello che si paga è quasi sempre la canalizzazione, un secondo ventilatore e il tubo che distribuisce, non più calore. Noi eviteremmo la fascia più bassa proprio per questo: senza il rendimento, il calcolatore di questa guida si ferma a metà e tu compri senza sapere quanto brucerà.

Sannover Anita, stufa a pellet ad aria da 10 kW in colore bordeaux, il modello più economico del censimento del 6 settembre 2026
L'ingresso · la più economica del censimentoSannover Anita 10 kW vedi ›

Meglio per chi ha il budget chiuso e accetta di comprare con meno informazioni davanti. È la stufa a pellet più economica delle trentasei che abbiamo contato, e il suo annuncio è anche quello che racconta di meno: un numero di kilowatt e basta. Senza il rendimento non si può calcolare quanto brucerà, ed è proprio quello che si vorrebbe sapere prima di spendere.

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STUFE A PELLET ITALIA Canadá da 12 kW, efficienza dichiarata del 91 %, superficie annunciata di 120 metri quadri e autonomia di 15 ore
Quella che le ore le diceStufe a Pellet Italia Canadá 12 kW vedi ›

Meglio per una casa su un piano con il soggiorno al centro e per chi vuole sapere quante ore regge accesa. Dodici kilowatt sono la potenza più ripetuta del censimento, e questa è una delle nove stufe che pubblicano le ore di autonomia. Quello che non pubblica, come nessuna delle trentasei, sono i chili della tramoggia.

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JOIMA NATUR STYLE, stufa a pellet da 8 kW che funziona senza collegamento alla rete elettrica, senza ventilatore e senza elettronica
Quella che funziona senza spinaJOIMA NATUR STYLE 8 kW vedi ›

Meglio per una casa di campagna senza corrente stabile, per una zona con blackout frequenti o per chi non vuole sentire un ventilatore tutto il pomeriggio. È quello che si trova davvero cercando una stufa a pellet «senza canna fumaria»: non una stufa senza tubo, che non esiste, ma una stufa senza elettricità, che esiste. E il tubo le serve come a tutte le altre.

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Come abbiamo valutato queste stufe a pellet, e da dove viene ogni cifra

Come l'abbiamo valutata

Siamo partiti dal catalogo intero, non da una lista. Il 6 settembre 2026 abbiamo percorso il catalogo Amazon che m8d segue, quello spagnolo, che fa parte del catalogo europeo condiviso di Amazon, con sette ricerche della famiglia («stufa a pellet», «senza scarico fumi», «canalizzabile», «silenziosa», «12 kW», «economica» e «sacco di pellet 15 kg») e abbiamo contato 36 annunci diversi di stufa a pellet di nove marchi e nove di pellet certificato. Di ognuno abbiamo annotato quello che dice il suo titolo, che è quello che legge chi compra: potenza nominale, potenza massima, rendimento, superficie o volume, chili di tramoggia e ore di autonomia. I titoli si leggono fino a 160 caratteri, quindi il conteggio è di quello che ogni annuncio mette davanti.

Cinque criteri decidono l'ordine, e nessuno è il voto di un negozio. Uno, quello che dichiara la scheda: una stufa il cui annuncio non pubblica il rendimento non permette di calcolare la spesa, e questo la fa scendere. Due, la coerenza fra la potenza e la superficie annunciata. Tre, la taglia della tramoggia rispetto a quello che la stufa brucia a metà potenza, che è l'autonomia vera. Quattro, se risolve un caso concreto (un appartamento, un soggiorno, due stanze, una casa senza corrente) invece di essere la più grande. Cinque, disponibilità e identità del prodotto lette dal registro di m8d.

Le cifre che non vengono dal catalogo portano la loro fonte e la loro data in fondo. Il minimo di 4,6 kilowattora per chilo del pellet è quello della norma ENplus ST 1001:2022. Il 79 % di efficienza stagionale minima e i limiti di emissione sono del Regolamento (UE) 2015/1185, e le classi da A++ a G del Regolamento Delegato (UE) 2015/1186. Le classi ambientali a stelle sono quelle del decreto 186 del 7 novembre 2017 e i minimi regionali sono quelli pubblicati da AIEL. Il prezzo del sacco è la rilevazione AIEL, e quelli di elettricità e gas sono di Eurostat per una famiglia italiana con tutte le imposte dentro. Una cosa che riguarda te e non il catalogo: modelli e disponibilità cambiano da un Paese all'altro, e i pulsanti di questa pagina ti portano al negozio Amazon del tuo Paese, dove puoi verificare il prezzo e la disponibilità di oggi.

Scegli per caso d'uso e la scheda compare sotto
EIDER BIOMASA Stufa a Pellet KING 10, 9,24 kW nominali e 10,62 kW massimi, rendimento del 92 %, tramoggia da 15 kg e programmazione via wifi
La scelta m8d · quella che mostra le sue due potenzeEIDER BIOMASA KING 10

Nove kilowatt con le due potenze e il rendimento scritti, che è quello che permette di fare il conto prima di comprare

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Domande sulle stufe a pellet
Quante stelle deve avere una stufa a pellet per poterla installare?

Dipende dalla regione. In Lombardia, in Piemonte e in Emilia-Romagna una nuova installazione parte da 4 stelle secondo il decreto 186 del 7 novembre 2017, e in Lombardia servono 5 stelle se sta sostituendo un impianto a combustibile fossile. La classificazione la rilascia un organismo di certificazione: si chiede al venditore insieme alla scheda tecnica, perché non è una riga del titolo dell'annuncio.

Il pellet di classe A2 si può usare in Lombardia o in Piemonte?

No, per una stufa domestica. In Lombardia il pellet certificato di classe A1 secondo la UNI EN ISO 17225-2 è obbligatorio per gli impianti fino a 35 kW, in Piemonte «è obbligatorio l'utilizzo esclusivo di pellet certificato della classe di qualità A1» in tutta la regione, e in Emilia-Romagna vale lo stesso sotto i 35 kW. Il calore è identico nelle tre classi: quello che cambia è la cenere, e lì la scelta l'ha già fatta la legge regionale.

Quanto consuma una stufa a pellet al giorno?

Dipende dai suoi kilowatt, dal suo rendimento e dal regime a cui la tieni. Una da nove kilowatt a metà potenza per otto ore brucia circa 8,7 chili, poco più di mezzo sacco. Il calcolatore di questa guida fa il conto con le due cifre della tua scheda, e se il tuo annuncio non pubblica il rendimento dice fino a dove arriva il conto e perché si ferma lì.

Quanto costa un sacco di pellet in Italia e quanto dura?

AIEL ha rilevato ad aprile 2026 una media nazionale di 7,14 euro per il sacco da 15 chili di pellet certificato ENplus A1, IVA inclusa e trasporto escluso, con 7,20 al nord e 7,34 al sud. Quel sacco contiene circa 63 kilowattora di calore con una stufa al 92 %, quindi a una da nove kilowatt tenuta a metà potenza per otto ore al giorno dura poco meno di due giorni.

Si può mettere una stufa a pellet senza canna fumaria?

No. L'articolo 5 del DPR 412/93 impone lo sbocco sopra il tetto per gli impianti termici installati dopo il 31 agosto 2013, e AIEL precisa che «le deroghe previste dal comma 9-bis dell'art. 5 non riguardano in nessun caso i generatori a biomassa legnosa, nemmeno in presenza di sistemi di filtrazione». I filtri ad acqua e gli abbattitori di fumi che compaiono in questa ricerca trattano i fumi, non li evacuano, e non sostituiscono la canna fumaria.

Quanto dà il Conto Termico 3.0 per una stufa a pellet?

Fino al 65 % della spesa per i privati, con il decreto MASE del 7 agosto 2025 entrato in vigore il 25 dicembre 2025. Vale solo in sostituzione di un impianto di climatizzazione invernale esistente, e la classe ambientale richiesta cambia con quello che togli: 4 stelle o più se sostituisci un generatore a biomassa, 5 stelle se sostituisci carbone, olio combustibile o gasolio, 5 stelle per una nuova installazione. Il fondo annuale è di 900 milioni, 500 dei quali per i soggetti privati.

Qual è il miglior marchio di stufe a pellet?

Non c'è un marchio che vinca su tutto, e il censimento del 6 settembre 2026 spiega perché: si distinguono soprattutto per quanto raccontano. Dei nove marchi contati, uno pubblica potenza nominale, potenza massima, rendimento, volume e tramoggia; un altro pubblica potenza, efficienza, superficie e ore di autonomia; un terzo, con sei annunci diversi, non pubblica altro che i kilowatt. La scelta m8d è la EIDER BIOMASA KING 10 perché il suo annuncio permette di calcolare la spesa prima di comprarla, non perché il suo marchio sia migliore degli altri.

Quanti metri quadri riscalda una stufa a pellet da 12 kW?

Il suo annuncio dirà 120, e quella cifra è la sua potenza moltiplicata per dieci. Nei 24 annunci del censimento che dichiarano superficie, quella divisione dà fra 5,7 e 11,7, e il valore più ripetuto è esattamente 10. Quello che decide davvero sono i metri cubi, perché conta l'altezza del soffitto, se il soggiorno si può chiudere con una porta e il clima in cui vivi.

Conviene di più il pellet o il gas?

In Italia il pellet resta sotto. Con la media AIEL del sacco e una stufa al 92 %, il kilowattora di calore costa circa 11,2 centesimi; con una caldaia a gas al 92 % e il prezzo medio del gas per una famiglia italiana di Eurostat, circa 16,1. Sono quasi cinque centesimi di differenza per ogni kilowattora di calore, e la distanza si stringe se compri il pellet a sacchi sfusi invece che a bancale.

E una pompa di calore costa meno di una stufa a pellet?

Per kilowattora, sì. Con uno SCOP di 4, che è il minimo della classe A+ del regolamento europeo di etichettatura dei condizionatori, consegna il kilowattora di calore a circa 7,4 centesimi, sotto il pellet. Quello che non fa è funzionare durante un blackout, e il suo rendimento cala quando la temperatura esterna scende parecchio, che è esattamente quando serve più calore.

Le fonti di questa guida

Ogni cifra che non viene dal catalogo ha qui la sua origine, con la data in cui è stata letta.

  1. AIEL, Associazione Italiana Energie AgroforestaliRegolamenti per gli impianti termici a biomassa: le norme di Regione LombardiaMinimo 4 stelle per le nuove installazioni e 5 stelle in sostituzione di un impianto a combustibile fossile; limiti di 15 mg/Nm³ di polveri e 35 mg/Nm³ di carbonio organico totale sotto i 300 metri dal 15 ottobre 2024; obbligo di pellet certificato A1 secondo la UNI EN ISO 17225-2 fino a 35 kW. Letto il 16 settembre 2026
  2. AIEL, Associazione Italiana Energie AgroforestaliRegolamenti per gli impianti termici a biomassa: le norme di Regione Piemonte«In tutta la Regione Piemonte è consentita la nuova installazione solo di apparecchi certificati con almeno 4 stelle» e obbligo di pellet certificato A1 in tutta la regione; nei livelli di allerta, solo apparecchi da 5 stelle. Letto il 16 settembre 2026
  3. AIEL, Associazione Italiana Energie AgroforestaliRegolamenti regionali per stufe a legna e pellet in Emilia-RomagnaDal 1º gennaio 2020 nuove installazioni domestiche da almeno 4 stelle; divieto d'uso fino a 3 stelle comprese dal 1º ottobre al 30 aprile sotto i 300 metri dove esiste un altro impianto; pellet certificato A1 obbligatorio sotto i 35 kW. Letto il 16 settembre 2026
  4. GSE, Gestore dei Servizi EnergeticiGeneratori alimentati a biomassa, i nuovi requisiti di ammissioneClasse ambientale richiesta per accedere al Conto Termico: 4 stelle o superiore in sostituzione di un impianto a biomassa, 5 stelle in sostituzione di carbone, olio combustibile o gasolio, 5 stelle per una nuova installazione, ai sensi del decreto 186 del 7 novembre 2017. Pubblicato il 13 giugno 2022 e letto il 16 settembre 2026
  5. AIEL, su FAQ del CTI Comitato Termotecnico ItalianoLa bufala delle stufe senza canna fumaria a legna e pelletArticolo 5, commi 9 e 9-bis del DPR 412/93: sbocco sopra il tetto per gli impianti installati dopo il 31 agosto 2013, e «le deroghe previste dal comma 9-bis dell'art. 5 non riguardano in nessun caso i generatori a biomassa legnosa, nemmeno in presenza di sistemi di filtrazione». Pubblicato il 30 gennaio 2025 e letto il 16 settembre 2026
  6. AIEL, Associazione Italiana Energie AgroforestaliPrezzo del pellet ad aprile 2026Media nazionale di 7,14 euro il sacco da 15 kg di pellet certificato ENplus A1, 7,20 al nord e 7,34 al sud, prezzo al consumatore con IVA inclusa e trasporto escluso, circa il 30 % in più su base annua. Pubblicato il 18 maggio 2026 e letto il 16 settembre 2026
  7. AIEL, Associazione Italiana Energie AgroforestaliPrezzo del pellet a settembre 2025Rilevazione di 5,60 euro il sacco da 15 kg: è il punto di partenza con cui si misura il 27,5 % di aumento fino alla rilevazione di aprile 2026. Letto il 16 settembre 2026
  8. Eurostat, nrg_pc_204Prezzo dell'elettricità per i consumatori domestici in Italia, fascia DC, tutte le imposte incluse0,2966 euro per kilowattora nel secondo semestre del 2025, contro 0,3291 nel primo. Consultato il 16 settembre 2026
  9. Eurostat, nrg_pc_202Prezzo del gas naturale per i consumatori domestici in Italia, fascia D2, tutte le imposte incluse0,1481 euro per kilowattora nel secondo semestre del 2025, contro 0,1240 nel primo. Consultato il 16 settembre 2026
  10. Bioenergy EuropeENplus ST 1001:2022, requisiti dei pellet di legno ENplusAllegato A, tabella 4: potere calorifico minimo di 4,6 kWh/kg per A1, A2 e B; cenere dello 0,70, 1,20 e 2,00 %; umidità massima del 10 %. Letto il 16 settembre 2026
  11. EUR-LexRegolamento (UE) 2015/1185, ecodesign degli apparecchi per il riscaldamento d'ambiente locale a combustibile solidoAllegato II: efficienza stagionale minima del 79 % per gli apparecchi a pellet dal 1º gennaio 2022 e limiti di emissione. Allegato I: definizione di potenza calorifica nominale. Letto il 16 settembre 2026
  12. EUR-LexRegolamento Delegato (UE) 2015/1186, etichettatura energetica degli apparecchi per il riscaldamento d'ambiente localeAllegato II: classi da A++ a G secondo l'indice di efficienza energetica, con A+ a partire da 107. Letto il 16 settembre 2026
  13. EUR-LexRegolamento Delegato (UE) 626/2011, etichettatura energetica dei condizionatori d'ariaAllegato II, prospetto 1: la classe A+ in modo riscaldamento parte da uno SCOP di 4,00 per la stagione media. Letto il 16 settembre 2026
  14. m8d.ioCensimento proprio del catalogo Amazon che seguiamo36 annunci diversi di stufa a pellet di nove marchi e nove di pellet certificato, su sette ricerche della famiglia lette dalla API di Amazon il 6 settembre 2026. Modelli e disponibilità cambiano da un Paese all'altro
  15. EIDER BIOMASA, Stufe a Pellet Italia, Sannover, JOIMA e NaturpelletSchede prodotto dei costruttoriPotenze, rendimenti, tramogge, autonomie, superfici e diametro dello scarico fumi, letti il 6 settembre 2026

Se la stufa sarà il riscaldamento principale di un soggiorno normale, la EIDER BIOMASA KING 10: è quella che lascia fare il conto intero prima di pagare. Se è un appartamento e vuoi scaldare solo dove vivi, la ELITE 7. Se le stanze sono due o tre e non vuoi una seconda stufa, la GYDA canalizzata, con il tubo discusso con l'installatore prima di comprarla e non dopo.

E due cose sopra le tre. La prima è italiana e viene prima di tutte: se vivi in Lombardia, in Piemonte o in Emilia-Romagna, ti consigliamo di chiedere la certificazione ambientale insieme al preventivo, perché sotto le 4 stelle la stufa non si può installare e quel foglio non lo scrive il venditore. La seconda è aritmetica: la stufa decide una parte piccola di quello che spenderai, perché fra la migliore e la peggiore di questa guida ci sono quattro punti di rendimento, mentre fra il sacco alla media AIEL e il sacco comprato male ci sono molti più centesimi per ogni kilowattora di calore.

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