Migliore wallbox 2026: quale comprare, quanti kW servono con il contratto italiano da 3 kW e cosa copre il bonus

m8d.ioAggiornato il

Wallbox installata sulla parete di un garage, con il cavo collegato a un'auto
Wallbox da parete vista di fronte, con il cavo di tipo 2 raccolto nel supporto laterale

Una wallbox si sceglie per la potenza che ti lascia il contatore, non per quella scritta sulla scatola: con il contratto domestico da 3 kW, che è il più diffuso in Italia, la potenza disponibile è di 3,3 kW e una wallbox da 7,4 non arriva nemmeno a metà. E c'è una data che vale più di qualunque confronto: lo sportello del bonus colonnine domestiche, che copre l'80 % della spesa fino a 1.500 euro, apre alle 12:00 del 22 settembre 2026.

La data che decide

Bonus colonnine domestiche 2026: l'80 per cento fino a 1.500 euro, e lo sportello che apre il 22 settembre

Prima di scegliere l'apparecchio conviene sapere una cosa che cambia il conto intero, e che nessuna delle pagine che occupano oggi questa ricerca mette davanti. Il bonus colonnine domestiche è un contributo in conto capitale pari all'80 % delle spese ammissibili, con un tetto di 1.500 euro per le persone fisiche e di 8.000 euro per gli interventi sulle parti comuni di un condominio.

Le date sono strette e sono tre. Le installazioni ammesse sono quelle completate fra il 26 giugno e il 31 dicembre 2026. La domanda si presenta sulla piattaforma di Invitalia dalle 12:00 del 22 settembre 2026 alle 12:00 del 31 gennaio 2027. E il documento che serve per chiederlo non lo dà il negozio: è la dichiarazione di conformità che firma l'installatore abilitato, di cui si parla più sotto.

Cosa serve per chiedere il bonus, in ordine
  • Che l'installazione sia completata fra il 26 giugno e il 31 dicembre 2026.
  • Che a installarla sia un professionista abilitato ai sensi del DM 37/08, che è chi può firmare il documento.
  • La dichiarazione di conformità dell'impianto, che certifica il rispetto della norma CEI 64-8 ed è quello che poi si allega.
  • La domanda sulla piattaforma di Invitalia, dalle 12:00 del 22 settembre 2026 alle 12:00 del 31 gennaio 2027.
  • Tenere presente che il contributo è dell'80 per cento della spesa ammissibile, con il tetto di 1.500 euro per una persona fisica.
  • Sapere che non si sommano più agevolazioni sulla stessa spesa: o il contributo a fondo perduto, o la detrazione.

La voce che sparisce dai preventivi. Su cinquantaquattro annunci di caricatore censiti l'8 settembre 2026, soltanto cinque dicono se l'apparecchio rileva la dispersione di corrente continua. Se non la rileva, quell'apparecchio va nel tuo quadro e si paga a parte. Ti consigliamo di chiedere due cose per iscritto prima di firmare, e sono due righe: quali protezioni vanno nel quadro e se la dichiarazione di conformità è compresa nel prezzo. La seconda non è burocrazia: senza quel documento il bonus dell'80 per cento non si può nemmeno chiedere.

La prima verifica

Quanti kW servono per installare una wallbox, con i 3 kW del contratto domestico italiano

È la domanda che Google mette per prima sotto questa ricerca, e ha una risposta che si controlla sulla bolletta in dieci secondi. Il contratto domestico più diffuso in Italia è da 3 kW di potenza impegnata, e il contatore elettronico riconosce una franchigia del 10 %: la potenza disponibile senza limiti di tempo è quindi di 3,3 kW. Sopra quella soglia il contatore concede un margine per qualche ora, e più su stacca.

Tradotto in scalini di wallbox: con 3 kW impegnati lo scalino che ci sta è quello da 3,7 kW, e nemmeno tutto insieme se in casa c'è acceso altro. Per sfruttare una wallbox da 7,4 kW, che è il tetto di un impianto monofase, servono almeno 8 kW impegnati oppure la gestione dinamica del carico. E gli scalini fra cui si sceglie non sono liberi: ARERA li fissa a mezzo kilowatt fino a 6 kW e a un kilowatt da 6 a 10.

I kilowatt che annuncia una wallbox e quelli che hai davvero in casa

È la distanza che nessun annuncio racconta, e in Italia è più larga che in quasi tutta Europa, perché il contratto domestico standard è più basso.

Quello che dice l'annuncio
«Wallbox 7,4 kW». I kilowatt del titolo sono quelli che eroga l'apparecchio, e li mettono lì 51 annunci su 54 del censimento. Nessuno dice quale potenza bisogna avere impegnata perché escano.
Quello che c'è sotto
ARERA descrive così il meccanismo: il contatore interrompe la fornitura quando si supera il valore di potenza impegnata del contratto maggiorato di una franchigia del 10 %. Con 3 kW impegnati sono 3,3 kW disponibili senza limiti di tempo. Con 4,5, sono 4,95. Con 6, sono 6,6.
Cosa costa alzarla
ARERA lo regola e pubblica la regola, non un listino: il contributo per l'aumento di potenza è ridotto se il nuovo livello non supera i 6 kW, e non è dovuto se l'aumento serve a ripristinare una potenza che avevi ridotto in precedenza. L'importo in euro lo applica il distributore e non lo scriviamo qui perché non abbiamo potuto verificare la tabella in vigore oggi.
L'alternativa che non tocca il contratto
La gestione dinamica del carico: la wallbox misura quanto sta assorbendo la casa e abbassa la propria corrente per non far scattare il contatore. Di questa selezione, l'unico annuncio che la dichiara è quello della ELECQ da 7,4 kW vedi ›, e lo stesso titolo avvisa che il misuratore va acquistato a parte.

Regola m8d: Prima di guardare le wallbox, guarda la bolletta: la potenza impegnata più il 10 per cento è il tetto reale della tua ricarica. Con 3 kW impegnati sono 3,3, e una wallbox da 7,4 su quel contratto eroga meno della metà.

Lo strumento di questa guida

Calcolatore gratuito della potenza di ricarica che ti arriva davvero a casa

Calcolatore gratuito della potenza di ricarica che ti arriva davvero a casa

La potenza che arriva all'auto non è quella che annuncia la wallbox: è quella che le lascia il tuo impianto e quella che hai impegnata nel contratto. Questo calcolatore trasforma quattro cifre che sai a memoria nella potenza reale di ricarica, nelle ore che ci mette a rimettere i chilometri di una giornata e in cosa cambia se alzi la potenza impegnata, con il conto a vista, e porta un secondo pannello con quello che l'installatore deve consegnarti e quanto ne copre il bonus. Gratis, senza account e senza pubblicità. Esempio: con 3 kW impegnati e un impianto monofase, lo scalino di wallbox che ci sta è quello da 3,7 kW, e i 40 chilometri di una giornata si rimettono in circa due ore.

Quanta potenza di ricarica ti arriva davvero, e cosa serve per alzarlaUna wallbox eroga i kilowatt che le lascia il contatore, non quelli scritti sulla scatola. In Italia il contratto domestico più diffuso è da 3 kW, e con la franchigia del 10 per cento che ARERA riconosce al contatore elettronico sono 3,3 kW disponibili. Di' le cifre che sai a memoria ed esce lo scalino che ci sta oggi, quanto ci mette a rimettere una giornata di auto e cosa serve per salire allo scalino successivo.
Potenza impegnata del contratto
Il tuo impianto
Batteria dell'auto
Chilometri che fai al giorno
Ore in cui l'auto resta collegata di notte
Lo scalino di wallbox che ci sta oggiNessuno dei quattrocon 3,00 kW impegnati bisogna limitare la wallbox a 13 ampere

Il conto, a vista: 40 km al giorno per 0,185 kWh il chilometro sono 7,4 kWh da rimettere. A 3,0 kW sono 2 h 28 min, e nelle 8 ore in cui l'auto resta collegata entrano 24,0 kWh, circa 130 km. Il consumo per chilometro esce da quello che dichiara Wallbox: un'ora di ricarica a 7,4 kW dà circa 40 chilometri.

Ti arriva di notte2 h 28 minè quello che ci mette a rimettere la giornata, e l'auto resta collegata 8 ore
Dal vuoto al pieno20 hcon la batteria da 60 kWh completamente scarica, che quasi mai è il caso reale
Chilometri per notte130 kmquello che entra in 8 ore a 3,0 kW
Cosa serve per salire allo scalino da 3,7 kWbisogna passare da 3,00 a 3,7 kW, cioè 0,70 kW in più
La regolaGuarda la bolletta prima delle wallbox: la potenza impegnata più la franchigia del 10 per cento è il tetto reale della tua ricarica. ARERA riduce il contributo se il nuovo livello non supera i 6 kW, e non lo chiede affatto se stai ripristinando una potenza che avevi ridotto prima. L'alternativa che non tocca il contratto è la gestione dinamica del carico.
GONEO caricatore per auto elettrica tipo 2 Schuko monofase 16 A 3,68 kW, cavo da 5 m, sensore di temperatura e rilevamento di terra, protezione CA 30 mA più CC 6 mA
Con 3,00 kW impegnati non ci sta nessuno scalino intero: bisogna alzare la potenza o ricaricare a meno ampere, che è quello che fa un caricatore portatileGONEO Caricatore portatile da 3,68 kWVedi su Amazon ›
Cosa serve per installarla, e quanto ne copre il bonusÈ la domanda numero uno di questa ricerca e la rispondono soltanto quelli che vendono l'installazione. Di' quanti metri ci sono dal quadro al posto dove parcheggi e dove va, ed esce la lista di quello che l'installatore deve consegnarti e la quota che copre il bonus colonnine domestiche.
Metri dal quadro al posto dove parcheggi
Dove va il punto di ricarica
L'annuncio della wallbox dice che rileva i 6 mA in continua?

Il bonus colonnine domestiche copre l'80 % della spesa ammissibile, con un tetto di 1.500 euro per una persona fisica e 8.000 per le parti comuni di un condominio. Lo sportello è aperto dalle 12:00 del 22 settembre 2026 alle 12:00 del 31 gennaio 2027 e vale per le installazioni completate fra il 26 giugno e il 31 dicembre 2026. Non si sommano più agevolazioni sulla stessa spesa: o il contributo a fondo perduto, o la detrazione.

Il contributo per l'aumento di potenza lo regola ARERA (ARERA, Atlante per il consumatore, letto il 18 settembre 2026) e la sua pagina pubblica la regola e non l'importo: è ridotto se il nuovo livello non supera i 6 kW e non è dovuto se si ripristina una potenza ridotta prima. Per questo qui non compare una cifra: preferiamo dirlo invece di scriverne una che non abbiamo potuto verificare. Gli scatti di potenza impegnata e la franchigia del 10 per cento sono quelli che pubblica la stessa Autorità (ARERA, pagina sulla potenza del contatore, letta il 18 settembre 2026). La quota coperta è quella del bonus colonnine domestiche (Invitalia, bonus colonnine domestiche, letto il 18 settembre 2026). Il consumo per chilometro è una conversione di quello che dichiara Wallbox e ogni auto consuma il suo.

La porta che si è chiusa

La sperimentazione ARERA dei 6 kW di notte: cos'era e perché oggi non si può più chiedere

Va raccontata perché continua a circolare come se fosse ancora aperta, e perché chi l'ha chiesta in tempo ce l'ha ancora. Con la delibera 541/2020, ARERA ha avviato una sperimentazione che permette a chi aderisce di portare fino a 6 kW la potenza disponibile del proprio contatore nella fascia notturna e festiva, a parità di spesa e senza pagare i costi dell'operazione, nei soli casi in cui sia dimostrabile l'uso per ricaricare un veicolo elettrico. La gestione operativa è del GSE.

La parte scomoda è la data. La delibera 22/2025 ha prorogato fino al 30 giugno 2027 l'applicazione dei criteri, ma ha riaperto le adesioni di nuovi clienti soltanto fino al 30 giugno 2026. Quella scadenza è passata, e non abbiamo trovato una riapertura successiva pubblicata: chi non ha presentato domanda in tempo, oggi, per avere più potenza deve alzare la potenza impegnata. Se dovesse riaprire, è la prima cosa da guardare prima di comprare.

ELECQ Wallbox 7,4 kW con cavo da 5 m, tipo 2 monofase 32 A, gestione del carico e ricarica solare, app WiFi e RFID
La risposta al contratto da 3 kW

ELECQ Wallbox da 7,4 kW con gestione del carico vedi ›

Verdetto m8d

È l'unico di questa selezione il cui annuncio dichiara gestione dinamica del carico, e in Italia quella funzione vale più che altrove: con la potenza impegnata da 3 kW della maggior parte dei contratti domestici, è quello che permette di avere una wallbox da 7,4 senza toccare il contratto. Ti consigliamo di chiedere all'installatore, prima del preventivo, quale differenziale metterà: il suo annuncio non dice se rileva i 6 mA in continua, e quella protezione la chiede la norma.

Cosa c'è da sapere
  • La gestione dinamica è quello che risolve il problema italiano più frequente: con un contratto da 3 kW, una wallbox da 7,4 farebbe saltare il contatore appena si accende il forno. Con la gestione dinamica la wallbox abbassa il proprio assorbimento quando la casa chiede corrente, quindi non impone di alzare la potenza impegnata.
  • Il titolo dice «Requiere Power Monitor», cioè che il misuratore va a parte e non è nel prezzo dell'apparecchio. È un avviso scritto dal venditore stesso, e dice il costo reale.
  • La ricarica con l'eccedenza solare ha senso soltanto se c'è autoconsumo e l'auto è a casa di giorno, che non è il caso di chi carica di notte.
  • 5 metri di cavo e 32 ampere monofase, il tetto di un impianto domestico.
+Pro
  • Gestione dinamica del carico dichiarata: è l'alternativa ad alzare la potenza impegnata
  • Ricarica con l'eccedenza del fotovoltaico, per case con autoconsumo
  • L'annuncio stesso avvisa che il misuratore va acquistato a parte
−Contro
  • Il misuratore che serve alle due funzioni non è incluso nel prezzo
  • Il suo annuncio non dice se rileva la dispersione di corrente continua, e quella protezione la chiede la CEI 64-8 sezione 722
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GONEO caricatore per auto elettrica tipo 2 Schuko monofase 16 A 3,68 kW, cavo da 5 m, sensore di temperatura e rilevamento di terra, protezione CA 30 mA più CC 6 mA
Senza opere, senza dichiarazione di conformità

GONEO Caricatore portatile da 3,68 kW vedi ›

Verdetto m8d

Non è un punto di ricarica: è un cavo con l'elettronica dentro che si collega a una presa normale, e per questo non chiede opere, né dichiarazione di conformità, né comunicazione all'amministratore. È la via d'uscita per chi ha 3 kW impegnati e non vuole ancora toccare niente, a patto di sapere che a piena corrente quel contratto non basta.

Cosa c'è da sapere
  • Attenzione a un conto che quasi nessuno fa. 3,68 kW sono 16 ampere a 230 volt, ed è il massimo che può chiedere una presa Schuko senza scaldarla. Ma con il contratto domestico da 3 kW la potenza disponibile è di 3,3 kW, franchigia del 10% inclusa: questo caricatore da solo supererebbe già il limite. Va usato a corrente ridotta, se l'apparecchio lo consente, oppure con almeno 4,5 kW impegnati.
  • Dichiara la protezione «AC 30mA + DC 6mA», la stessa delle wallbox da parete più care di questa selezione.
  • Con la conversione che pubblica il produttore della wallbox più citata di questa ricerca, un'ora a 7,4 kW dà circa 40 chilometri: a metà potenza e con otto ore collegate sono circa 160 chilometri, più di quanto faccia in un giorno quasi chiunque.
  • Aggiunge sensore di temperatura e rilevamento di terra, che sono i due punti deboli di una presa domestica vecchia.
+Pro
  • Senza opere, senza dichiarazione di conformità e senza comunicazione al condominio: si collega
  • Dichiara la protezione dei 6 mA in continua, cosa che fanno cinque annunci su cinquantaquattro
  • Sensore di temperatura della spina e rilevamento di terra dichiarati
−Contro
  • 3,68 kW non ci stanno nei 3,3 disponibili del contratto domestico più diffuso: va usato a corrente ridotta o con più potenza impegnata
  • Una presa domestica vecchia o una prolunga non reggono 16 ampere per otto ore
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La voce nascosta

La protezione contro le dispersioni in continua: i 6 mA che chiede la CEI 64-8 sezione 722

Un'auto che carica può lasciar sfuggire una piccola corrente continua, e un differenziale normale smette di vedere le dispersioni quando questo succede. La norma che governa gli impianti di ricarica in ambito domestico è la CEI 64-8 nella sua sezione 722, e chiede per ogni punto di ricarica un circuito dedicato con le sue protezioni, il rilevamento della componente continua e la verifica della messa a terra. La soluzione sta in uno di due posti: dentro la wallbox, o nel tuo quadro.

Quando è dentro, il produttore lo scrive nel titolo, perché è argomento di vendita. I cinque annunci del censimento che lo dicono lo dicono così: «RCD Tipo A 30mA CA + 6mA CC», «RCD Tipo A 30 mA CA + 6 mA DC», «RCBO Tipo A 30mA+6mA DC» e «AC 30mA + DC 6mA». Gli altri quarantanove non dicono niente, e questo non significa che non ce l'abbiano: significa che va chiesto prima di chiedere il preventivo, perché dalla risposta dipende un apparecchio in più nel quadro.

GONEO Wallbox 11 kW con app, cavo tipo 2 da 7 m, 16 A e 400 V, RFID, IK10, IP65, con RCD tipo A 30 mA CA più 6 mA CC
Per impianto trifase

GONEO Wallbox da 11 kW trifase vedi ›

Verdetto m8d

Lo scalino da 11 kW ricarica nella metà del tempo di quello da 7,4, e ha senso soltanto con impianto trifase. Dichiara la stessa protezione dei 6 mA in continua della scelta di questa guida, e in più il grado IK10 di resistenza agli urti, che è quello che conta in un garage.

Cosa c'è da sapere
  • 11 kW sono 16 ampere sulle tre fasi: serve soltanto se l'abitazione ha impianto trifase, e in Italia il trifase domestico compare di solito sopra i 6 kW impegnati.
  • Dichiara «RCD Tipo A 30 mA CA + 6 mA DC», IK10 e IP65, tre cifre che quarantasei annunci su cinquantaquattro non danno.
  • Porta 7 metri di cavo, sopra i 5 che sono la lunghezza più ripetuta del censimento.
  • Il lettore di tessera RFID serve a impedire che lo usi chiunque, e in un posto auto condominiale non è un dettaglio: l'articolo 1122-bis del Codice Civile mette il consumo a carico di chi installa, quindi separare chi ricarica è parte dell'impianto.
+Pro
  • Dichiara il rilevamento dei 6 mA di corrente continua nel titolo
  • IK10 e IP65 dichiarati: urti e acqua, i due dati di un garage
  • 7 metri di cavo, sopra la lunghezza più ripetuta del censimento
−Contro
  • Senza impianto trifase non serve a niente: resta a un terzo della sua potenza
  • Il suo annuncio non dice se accetta la gestione dinamica della potenza di casa
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AIMILER Wallbox 11 kW trifase con app, 8-16 A 400 V, cavo tipo 2 da 7,6 m, display LCD da 4,3 pollici, IP66, RCBO tipo A 30 mA più 6 mA CC, CE e TÜV
Il trifase con più dati nel suo annuncio

AIMILER Wallbox da 11 kW con display vedi ›

Verdetto m8d

È l'annuncio del censimento che mette più cifre: potenza, ampere, metri di cavo, display, grado IP66, il differenziale con il rilevamento in continua e i marchi CE e TÜV. Un annuncio che dichiara otto cose è più facile da contrastare di uno che ne dichiara due.

Cosa c'è da sapere
  • Dichiara «RCBO Tipo A 30mA+6mA DC»: un RCBO unisce il differenziale e il magnetotermico nello stesso apparecchio, che in un quadro domestico è un modulo in meno.
  • IP66 è un grado sopra l'IP65 che dichiarano quasi tutti quelli che danno quella cifra, ed è quello che regge il getto d'acqua.
  • 7,6 metri di cavo, il più lungo delle wallbox da parete di questa selezione.
  • Il display da 4,3 pollici mostra quello che sta entrando senza aprire l'applicazione, che è quello che si guarda quando qualcosa non carica.
+Pro
  • Otto dati dichiarati nel titolo stesso, compresa la protezione in continua
  • IP66 e display proprio, che non dipendono dal telefono
  • 7,6 metri di cavo
−Contro
  • Trifase: senza quell'impianto non arriva ai suoi 11 kW
  • Il suo annuncio dichiara da 8 a 16 ampere, quindi non scende ai 6 ampere che altri accettano
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Il documento

Chi può installare una wallbox in Italia e cos'è la dichiarazione di conformità del DM 37/08

In Italia una wallbox non la si collega da soli, e non è una raccomandazione di prudenza: è un requisito. L'impianto lo realizza un'impresa abilitata ai sensi del DM 37/2008, e al termine dei lavori quell'impresa rilascia la dichiarazione di conformità, il documento previsto dall'articolo 7 dello stesso decreto, che certifica che l'impianto rispetta la norma CEI 64-8.

Quel foglio è quello che il compratore nota due volte. La prima, perché è la prova che l'impianto è a norma. La seconda, perché è quello che serve per chiedere il bonus dell'80 per cento: un preventivo che non lo nomini è incompleto, anche se è il più economico. Un cavo portatile con spina, come la GONEO Caricatore portatile da 3,68 kW vedi ›, è l'unico caso di questa guida che non passa da lì, perché non è un impianto fisso: si collega a una presa esistente.

Il permesso

Una wallbox nel garage condominiale: cosa dice l'articolo 1122-bis del Codice Civile

È il dubbio che ferma più acquisti, e il Codice Civile lo risolve in poche righe. L'articolo 1122-bis riconosce il diritto di installare a proprie spese un impianto di ricarica per veicoli elettrici sul proprio posto auto. Quello che chiede, quando servono modifiche alle parti comuni, è di darne comunicazione preventiva all'amministratore, indicando il contenuto e le modalità di esecuzione dei lavori.

L'assemblea non deve autorizzare, ma ha una facoltà: può prescrivere modalità alternative di esecuzione o imporre cautele a tutela della stabilità, della sicurezza o del decoro architettonico dell'edificio. E la contropartita sta nella stessa norma ed è giusta: le spese di installazione e il consumo di elettricità restano interamente a carico di chi installa. In pratica questo significa contatore proprio o un sistema di ripartizione, ed è la conversazione vera da avere con l'amministratore, non quella del permesso.

Mettere il punto di ricarica in un posto auto condominiale
  • Il diritto c'è: l'articolo 1122-bis del Codice Civile riconosce l'installazione a proprie spese sul proprio posto auto.
  • La comunicazione all'amministratore è preventiva, e indica il contenuto e le modalità di esecuzione dei lavori.
  • L'assemblea non autorizza, ma può prescrivere modalità alternative a tutela di stabilità, sicurezza e decoro.
  • Le spese di installazione e il consumo di elettricità restano interamente a carico di chi installa.
  • Per questo serve un modo di misurare quel consumo separatamente, e per questo un lettore di tessera non è un accessorio.
  • Per gli interventi sulle parti comuni il bonus sale a 8.000 euro invece dei 1.500 di una persona fisica.
astoneves Wallbox 7,4 kW con app, RCD tipo A 30 mA CA più 6 mA CC
Scelta m8d · Dichiara la protezione che decide il preventivo

astoneves Wallbox da 7,4 kW con app vedi ›

Verdetto m8d

Dei cinque annunci del censimento che dicono se l'apparecchio rileva la dispersione di corrente continua, è quello che lo scrive più chiaro. È il dato che decide se l'installatore deve aggiungere un apparecchio in più al tuo quadro o no, e in Italia quella differenza ora si può far coprire: il bonus colonnine domestiche rimborsa l'80% della spesa ammissibile fino a 1.500 euro.

Cosa c'è da sapere
  • Il suo titolo dichiara «RCD Tipo A 30mA CA + 6mA CC»: la parte in continua è quella che un differenziale normale smette di vedere quando un'auto carica. La norma CEI 64-8 nella sezione 722 chiede che quel rilevamento ci sia, dentro la wallbox o nel quadro.
  • 7,4 kW è il tetto fisico di un impianto monofase, che è quello della maggior parte delle abitazioni italiane: sopra serve il trifase.
  • Con il contratto domestico più diffuso non ci arrivi. Con 3 kW impegnati la potenza disponibile è di 3,3 kW grazie alla franchigia del 10% che ARERA riconosce al contatore elettronico: lo scalino che ci sta è quello da 3,7 kW, e non tutto insieme. Per sfruttare i 7,4 serve alzare la potenza impegnata, e il calcolatore di questa pagina dice di quanto.
  • Il suo annuncio non dice quanti metri di cavo porta, e nel censimento quella cifra la danno quarantasette annunci su cinquantaquattro.
+Pro
  • Dice nel titolo stesso la protezione dei 6 mA in continua, cosa che fanno cinque annunci su cinquantaquattro
  • 7,4 kW, il massimo che ammette un impianto monofase normale
  • Controllo da applicazione per programmare la ricarica nelle ore notturne
−Contro
  • Il suo annuncio non dichiara i metri di cavo né il grado di protezione contro l'acqua
  • Con il contratto domestico da 3 kW non ci arrivi: servono almeno 8 kW impegnati
Vedi su Amazon ›Prezzo e disponibilità mostrati su Amazon per il tuo paese
La scelta

Quale wallbox comprare secondo la potenza che hai in casa e dove la installi

Scegli per la potenza che hai impegnata
ELECQ Wallbox 7,4 kW con cavo da 5 m, tipo 2 monofase 32 A, gestione del carico e ricarica solare, app WiFi e RFID
La risposta al contratto da 3 kWELECQ Wallbox da 7,4 kW con gestione del carico

L'unico che dichiara gestione dinamica del carico, con il misuratore a parte.

Vedi su Amazon ›
CaricatorePotenza dichiarataPotenza impegnata che chiedeRileva i 6 mA in continuaCavo
astoneves Wallbox da 7,4 kW con appastoneves Wallbox da 7,4 kW con app vedi ›7,4 kW monofasealmeno 8 kWSì, lo dichiaraNon lo diceVedi ›
ELECQ Wallbox da 7,4 kW con gestione del caricoELECQ Wallbox da 7,4 kW con gestione del carico vedi ›7,4 kW monofase3 kW con gestione dinamicaNon lo dice5 mVedi ›
GONEO Caricatore portatile da 3,68 kWGONEO Caricatore portatile da 3,68 kW vedi ›3,68 kW portatilealmeno 4,5 kWSì, lo dichiara5 mVedi ›
GONEO Wallbox da 11 kW trifaseGONEO Wallbox da 11 kW trifase vedi ›11 kW trifaseimpianto trifaseSì, lo dichiara7 mVedi ›
AIMILER Wallbox da 11 kW con displayAIMILER Wallbox da 11 kW con display vedi ›11 kW trifaseimpianto trifaseSì, lo dichiara7,6 mVedi ›
Wallbox Pulsar Max da 7,4 kWWallbox Pulsar Max da 7,4 kW vedi ›7,4 kW monofasealmeno 8 kWNon lo dice5 mVedi ›
dé Wallbox da 7,4 kW con cavo da 7,5 mdé Wallbox da 7,4 kW con cavo da 7,5 m vedi ›7,4 kW monofasealmeno 8 kWNon lo dice7,5 mVedi ›
Masterplug Stazione di ricarica da parete con cavoMasterplug Stazione di ricarica da parete con cavo vedi ›Non la dichiaraNon si può sapereNon lo dice5 mVedi ›
tomons Cavo di tipo 2 da 5 metritomons Cavo di tipo 2 da 5 metri vedi ›Cavo da 22 kW, 32 Aquella del puntoNon si applica5 mVedi ›

Quello che dichiara il titolo di ogni annuncio su amazon.es l'8 settembre 2026, più la potenza impegnata necessaria, che è una divisione con le cifre di ARERA: potenza impegnata più la franchigia del 10 per cento. «Non lo dice» significa che il titolo non lo dichiara, non che l'apparecchio non ce l'abbia: va chiesto al produttore. Il cavo portatile con spina non è un impianto fisso e per questo non chiede dichiarazione di conformità.

Wallbox Pulsar MAX 7,4 kW, caricatore per auto elettrica con cavo da 5 m
Il marchio con rete di installatoriWallbox Pulsar Max da 7,4 kW vedi ›

È quello che raccomanda il risultato con più autorità di questa ricerca, e la differenza vera non sta nell'apparecchio: sta nel fatto che dietro c'è una rete di installatori e un'assistenza. In Italia questo pesa più che altrove, perché la dichiarazione di conformità del DM 37/08 la firma un installatore abilitato e senza quel documento il bonus non si chiede.

Vedi ›
dé Wallbox 7,4 kW monofase con app, cavo tipo 2 da 7,5 m
Quello del cavo lungodé Wallbox da 7,4 kW con cavo da 7,5 m vedi ›

Quando il posto dove parcheggi resta lontano dal muro, il cavo della wallbox fa risparmiare metri di opera, e l'opera è la voce che il bonus copre all'80%. Questo dichiara 7,5 metri, due e mezzo più della lunghezza più ripetuta. Quello che il suo annuncio non dichiara è la protezione in continua, e va chiesta prima del preventivo.

Vedi ›
Masterplug stazione di ricarica da parete per veicoli elettrici tipo 2, con cavo da 5 m, funzione di aggancio automatico, monofase
Quello che non dice i suoi kilowattMasterplug Stazione di ricarica da parete con cavo vedi ›

È in questa selezione per quello che insegna, non soltanto per quello che è: è uno dei tre annunci del censimento che non mettono i kilowatt nel titolo. Tutto il resto lo dice, perfino il sistema di aggancio del cavo, e la cifra che decide l'installazione la lascia a chi compra.

Vedi ›
tomons cavo di ricarica per auto elettrica tipo 2, 22 kW, 5 m, 32 A, trifase
Il cavo che manca quando il punto è a presatomons Cavo di tipo 2 da 5 metri vedi ›

Metà dei punti di ricarica di un garage condominiale e buona parte delle wallbox da parete si vendono senza cavo, con una presa. Lì il cavo non è un accessorio: è quello che separa avere un punto di ricarica dal non averlo.

Vedi ›
Come abbiamo valutato
Con le norme lette alla fonte e quello che dichiara ogni annuncio. (1) Le fonti italiane, dove sono pubblicate: la pagina di ARERA sulla potenza del contatore per gli scatti e la franchigia del 10 per cento, l'Atlante per il consumatore di ARERA per la regola del contributo di aumento di potenza, la delibera 541/2020 e la sua proroga per la sperimentazione notturna, la pagina di Invitalia per il bonus colonnine domestiche, il DM 37/2008 per la dichiarazione di conformità e l'articolo 1122-bis del Codice Civile per il condominio, con la data di lettura e il collegamento in fondo. (2) Censimento del catalogo: otto ricerche della famiglia, 54 annunci distinti letti l'8 settembre 2026 su amazon.es, classificando cosa dichiara il titolo con cui si vende ognuno. Sono in larga parte gli stessi modelli che si vendono in Italia, ma il censimento è di quel catalogo e lo diciamo. (3) Due divisioni fatte a vista: la potenza disponibile, che è l'impegnata più il 10 per cento, e i chilowattora che entrano in una notte, che sono la potenza per le ore. (4) Nessun prezzo di prodotto in questa pagina: ogni pulsante apre il negozio Amazon del tuo paese. Quello che non abbiamo potuto verificare lo diciamo: l'importo in euro del contributo di aumento di potenza in vigore oggi non compare nella pagina di ARERA che lo regola, e per questo qui non c'è una cifra.
Quello che si chiede la gente

Domande frequenti sulle wallbox per la ricarica domestica

Domande frequenti sulle wallbox per la ricarica domestica
Quanti kW servono per installare una wallbox?

Dipende dallo scalino che vuoi. Con il contratto domestico da 3 kW, che è il più diffuso in Italia, la potenza disponibile è di 3,3 kW grazie alla franchigia del 10 per cento che ARERA riconosce al contatore elettronico, e lo scalino che ci sta è quello da 3,7 kW, nemmeno tutto insieme se in casa c'è acceso dell'altro. Per una wallbox da 7,4 kW servono almeno 8 kW impegnati, oppure una wallbox con gestione dinamica del carico, che abbassa la propria corrente quando la casa chiede. Per 11 e 22 kW serve l'impianto trifase.

A cosa serve la wallbox?

A ricaricare l'auto elettrica a casa su un circuito dedicato, con le sue protezioni, invece che su una presa qualsiasi. La differenza pratica è la velocità e la sicurezza: una presa Schuko regge 16 ampere, cioè 3,68 kW, e non è pensata per stare sotto carico otto ore di fila; un punto di ricarica fisso arriva fino a 7,4 kW in monofase e ha protezioni proprie. La norma CEI 64-8 nella sua sezione 722 chiede per ogni punto un circuito dedicato e il rilevamento della componente continua.

Quanto costa installare una wallbox a casa?

Le voci sono sempre le stesse: l'apparecchio, il cavo dal quadro al posto auto, le protezioni nel quadro, la manodopera, la dichiarazione di conformità e, se serve, l'aumento della potenza impegnata. Le due che spariscono dai preventivi sono la protezione contro la dispersione in continua, quando la wallbox non la porta dentro, e l'aumento di potenza, che non lo vende chi vende la wallbox. Su quanto pesa il totale, quello che si può dire con certezza è quanto ne torna indietro: il bonus colonnine domestiche copre l'80 per cento della spesa ammissibile fino a 1.500 euro per una persona fisica e 8.000 per le parti comuni di un condominio.

Cosa mi serve per installare una wallbox a casa?

Un'impresa abilitata ai sensi del DM 37/2008, un circuito dedicato dal quadro al punto di ricarica con le protezioni che chiede la CEI 64-8 sezione 722, e la dichiarazione di conformità che l'impresa rilascia a fine lavori. Se il posto auto è in un condominio serve in più la comunicazione preventiva all'amministratore prevista dall'articolo 1122-bis del Codice Civile, che non è una richiesta di permesso. E se la potenza impegnata non basta, la pratica di aumento con il proprio venditore.

Serve il permesso del condominio per installare una wallbox?

No, serve la comunicazione. L'articolo 1122-bis del Codice Civile riconosce il diritto di installare a proprie spese un impianto di ricarica sul proprio posto auto, e chiede di comunicarlo preventivamente all'amministratore indicando contenuto e modalità di esecuzione dei lavori. L'assemblea non autorizza, ma può prescrivere modalità alternative o cautele a tutela della stabilità, della sicurezza e del decoro architettonico. Le spese di installazione e il consumo restano interamente a carico di chi installa, e per questo serve un modo di misurare quel consumo separatamente.

Conviene alzare la potenza impegnata per la wallbox?

Dipende da quanti chilometri fai. Con 3 kW impegnati e otto ore di notte entrano circa 26 chilowattora, che con un consumo di 0,185 chilowattora al chilometro sono circa 140 chilometri: per la maggior parte degli spostamenti quotidiani bastano. Se ti servono di più, ARERA pubblica due regole utili: il contributo per l'aumento è ridotto se il nuovo livello non supera i 6 kW, e non è dovuto se stai ripristinando una potenza che avevi ridotto in precedenza. L'alternativa che non tocca il contratto è una wallbox con gestione dinamica del carico.

Si può ancora chiedere la sperimentazione ARERA dei 6 kW di notte?

La sperimentazione della delibera 541/2020 permette a chi ha aderito di portare fino a 6 kW la potenza disponibile nella fascia notturna e festiva, a parità di spesa, per ricaricare un veicolo elettrico, ed è gestita dal GSE. La delibera 22/2025 ha prorogato l'applicazione dei criteri fino al 30 giugno 2027, ma i termini per l'adesione di nuovi clienti erano fissati al 30 giugno 2026. Quella data è passata e non abbiamo trovato pubblicata una riapertura successiva: chi non ha presentato domanda in tempo, oggi, per avere più potenza deve alzare la potenza impegnata.

Che differenza c'è fra una wallbox e un caricatore portatile?

Il caricatore portatile è un cavo con l'elettronica dentro che si collega a una presa esistente, di solito a 3,68 kW: non è un impianto fisso, quindi non chiede opere né dichiarazione di conformità, e per lo stesso motivo non è ammissibile come impianto di ricarica nei casi in cui il contributo richiede un'installazione. La wallbox è un punto fisso su circuito dedicato, arriva a 7,4 kW in monofase e a 11 o 22 in trifase, e può programmare la ricarica e misurare i consumi, cosa che in un posto auto condominiale serve.

Per la maggior parte delle case, la astoneves Wallbox da 7,4 kW con app vedi ›: 7,4 kW e uno dei cinque annunci del censimento che dichiarano il rilevamento dei 6 mA in continua, che è quello che decide se l'installatore deve aggiungere un apparecchio al tuo quadro. Se hai il contratto da 3 kW e non vuoi toccarlo, la ELECQ Wallbox da 7,4 kW con gestione del carico vedi ›, che è l'unica di questa selezione il cui annuncio dichiara la gestione dinamica del carico, sapendo che il misuratore va comprato a parte perché lo dice il suo stesso titolo. Se non vuoi fare opere, la GONEO Caricatore portatile da 3,68 kW vedi ›, con il conto davanti: 3,68 kW non ci stanno nei 3,3 disponibili di un contratto da 3. E se hai l'impianto trifase, la GONEO Wallbox da 11 kW trifase vedi ›. La cosa che vale più di tutte queste, però, è una data: lo sportello del bonus colonnine domestiche apre alle 12:00 del 22 settembre 2026 e copre l'80 per cento della spesa fino a 1.500 euro, ma soltanto per installazioni completate entro il 31 dicembre 2026 e con la dichiarazione di conformità di un installatore abilitato.

astoneves Wallbox da 7,4 kW con appScelta m8d · Dichiara la protezione che decide il preventivoastoneves Wallbox da 7,4 kW con appVedi su Amazon ›
ELECQ Wallbox da 7,4 kW con gestione del caricoLa risposta al contratto da 3 kWELECQ Wallbox da 7,4 kW con gestione del caricoVedi su Amazon ›
GONEO Caricatore portatile da 3,68 kWSenza opere, senza dichiarazione di conformitàGONEO Caricatore portatile da 3,68 kWVedi su Amazon ›
GONEO Wallbox da 11 kW trifasePer impianto trifaseGONEO Wallbox da 11 kW trifaseVedi su Amazon ›
Le fonti di questa guida

Quelle che sostengono i dati concreti di questa pagina, con la data in cui sono state lette.

  1. Invitalia, soggetto gestore della misuraBonus colonnine domesticheContributo in conto capitale pari all'80% delle spese ammissibili, con limiti di 1.500 euro per le persone fisiche e 8.000 per i condomini. Sportello dalle 12:00 del 22 settembre 2026 alle 12:00 del 31 gennaio 2027, per installazioni effettuate dal 26 giugno al 31 dicembre 2026. Letto il 18-set-2026.
  2. ARERA, Autorità di regolazione per energia reti e ambientePotenza del contatore: maggiore scelta e agevolazioniScatti di potenza impegnata di 0,5 kW fino a 6 kW e di 1 kW da 6 a 10, e franchigia del 10% sulla potenza impegnata prima che il contatore interrompa la fornitura. Letta il 18-set-2026.
  3. ARERA, Atlante per il consumatoreQuanto costa la variazione della potenzaIl contributo per la potenza aggiuntiva è definito dall'Autorità, è ridotto se il nuovo livello non supera i 6 kW e non è dovuto se l'aumento è richiesto dopo una diminuzione, per ripristinare il livello precedente. La pagina non pubblica l'importo. Letta il 18-set-2026.
  4. ARERA, delibera 541/2020/R/eel, gestione operativa del GSESperimentazione per facilitare la ricarica dei veicoli elettrici nelle fasce notturne e festiveMaggiore potenza disponibile fino a 6 kW nella fascia notturna e festiva, a parità di spesa, nei casi in cui sia dimostrabile l'uso per la ricarica di veicoli elettrici. Termine per la domanda di adesione di nuovi clienti: 30 giugno 2026. Letta il 18-set-2026.
  5. AutoScout24 ItaliaCome installare una wallbox a casa: normativa, costi e proceduraObbligo di realizzazione da parte di un'impresa abilitata ai sensi del DM 37/08 e rilascio della dichiarazione di conformità prevista dall'articolo 7 dello stesso decreto, che certifica il rispetto della CEI 64-8. Letta il 18-set-2026.
  6. Testo dell'articolo con la sua giurisprudenzaArticolo 1122-bis del Codice CivileDiritto di installare a proprie spese impianti per la produzione di energia e di ricarica, comunicazione preventiva all'amministratore con contenuto e modalità di esecuzione, facoltà dell'assemblea di prescrivere modalità alternative e spese a carico di chi installa. Letto il 18-set-2026.
  7. Registro di m8d, dato proprioCensimento proprio del catalogo dei caricatori per auto elettricaOtto ricerche della famiglia, 54 annunci distinti, letti l'8-set-2026 su amazon.es. Si classifica quello che dichiara il titolo di vendita di ogni annuncio.

Confronto: astoneves Wallbox da 7 vs ELECQ Wallbox da 7 vs GONEO Caricatore portatile da 3I tre fianco a fianco, con quello che questa guida dice di ciascuno

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ELECQ Wallbox da 7,4 kW con gestione del caricoCon 3 kW e senza alzare il contrattoELECQ Wallbox da 7,4 kW con gestione del caricoVedi ›
GONEO Caricatore portatile da 3,68 kWSenza opereGONEO Caricatore portatile da 3,68 kWVedi ›
Per chi
Dichiara la protezione che decide il preventivo
La risposta al contratto da 3 kW
Senza dichiarazione di conformità
Verdetto m8d
Dei cinque annunci del censimento che dicono se l'apparecchio rileva la dispersione di corrente continua, è quello che lo scrive più chiaro. È il dato che decide se l'installatore deve aggiungere un apparecchio in più al tuo quadro o no, e in Italia quella differenza ora si può far coprire: il bonus colonnine domestiche rimborsa l'80% della spesa ammissibile fino a 1.500 euro.
È l'unico di questa selezione il cui annuncio dichiara gestione dinamica del carico, e in Italia quella funzione vale più che altrove: con la potenza impegnata da 3 kW della maggior parte dei contratti domestici, è quello che permette di avere una wallbox da 7,4 senza toccare il contratto. Ti consigliamo di chiedere all'installatore, prima del preventivo, quale differenziale metterà: il suo annuncio non dice se rileva i 6 mA in continua, e quella protezione la chiede la norma.
Non è un punto di ricarica: è un cavo con l'elettronica dentro che si collega a una presa normale, e per questo non chiede opere, né dichiarazione di conformità, né comunicazione all'amministratore. È la via d'uscita per chi ha 3 kW impegnati e non vuole ancora toccare niente, a patto di sapere che a piena corrente quel contratto non basta.
Potenza dichiarata
7,4 kW monofase
7,4 kW monofase
3,68 kW portatile
Potenza impegnata che chiede
almeno 8 kW
3 kW con gestione dinamica
almeno 4,5 kW
Rileva i 6 mA in continua
Sì, lo dichiara
Non lo dice
Sì, lo dichiara
Cavo
Non lo dice
5 m
5 m
Pro
  • Dice nel titolo stesso la protezione dei 6 mA in continua, cosa che fanno cinque annunci su cinquantaquattro
  • 7,4 kW, il massimo che ammette un impianto monofase normale
  • Controllo da applicazione per programmare la ricarica nelle ore notturne
  • Gestione dinamica del carico dichiarata: è l'alternativa ad alzare la potenza impegnata
  • Ricarica con l'eccedenza del fotovoltaico, per case con autoconsumo
  • L'annuncio stesso avvisa che il misuratore va acquistato a parte
  • Senza opere, senza dichiarazione di conformità e senza comunicazione al condominio: si collega
  • Dichiara la protezione dei 6 mA in continua, cosa che fanno cinque annunci su cinquantaquattro
  • Sensore di temperatura della spina e rilevamento di terra dichiarati
Contro
  • Il suo annuncio non dichiara i metri di cavo né il grado di protezione contro l'acqua
  • Con il contratto domestico da 3 kW non ci arrivi: servono almeno 8 kW impegnati
  • Il misuratore che serve alle due funzioni non è incluso nel prezzo
  • Il suo annuncio non dice se rileva la dispersione di corrente continua, e quella protezione la chiede la CEI 64-8 sezione 722
  • 3,68 kW non ci stanno nei 3,3 disponibili del contratto domestico più diffuso: va usato a corrente ridotta o con più potenza impegnata
  • Una presa domestica vecchia o una prolunga non reggono 16 ampere per otto ore

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