Miglior depuratore d'acqua a osmosi inversa 2026: quale scegliere, quanta acqua spreca e cosa deve dichiarare per legge

m8d.ioAggiornato il

Depuratore d'acqua a osmosi inversa domestico installato nel mobile sotto il lavello di una cucina, con il rubinetto sul piano
Depuratore d'acqua a osmosi inversa domestico installato nel mobile sotto il lavello di una cucina, con il rubinetto sul piano

Il depuratore d'acqua a osmosi inversa giusto si sceglie per il dato che quasi nessun annuncio mostra: quanta acqua manda allo scarico, da 1 a 9 litri per litro bevuto secondo le cifre pubblicate. Il più parsimonioso dei sette è l'aqqua FRESS 600GPD; quello che pubblica i suoi numeri, il BWT MO575MBWT; con poca pressione, l'Hidrowater Nereo.

Il nome e la confezione

Depuratore o osmosi inversa: cosa deve dichiarare un impianto secondo il DM 25/2012, e perché «depuratore d'acqua» da solo non basta

In Italia la differenza tra un «depuratore» e un impianto a osmosi inversa non è una questione di marketing: la fissa un decreto. Il DM 7 febbraio 2012, n. 25 del Ministero della Salute, all'articolo 8, stabilisce che nessuna apparecchiatura può essere propagandata o venduta sotto la voce generica di «depuratore d'acqua», ma solo con la precisa indicazione della specifica azione svolta. L'osmosi inversa è un'azione precisa: una membrana trattiene i sali disciolti e manda allo scarico l'acqua che li porta via. Un filtro a carboni attivi o a ultrafiltrazione fa un altro lavoro.

Lo stesso decreto dice cosa deve esserci sulla confezione (articolo 3, comma 5): le finalità a cui l'apparecchio è destinato, i parametri dell'acqua che il trattamento modifica, il periodo di utilizzo e i valori prestazionali garantiti. Chiede un manuale d'uso e manutenzione in lingua italiana e, su confezione, manuali e tutto il materiale pubblicitario, un'avvertenza obbligatoria (articolo 6): «Attenzione: questa apparecchiatura necessita di una regolare manutenzione periodica al fine di garantire i requisiti di potabilità dell'acqua potabile trattata ed il mantenimento dei miglioramenti come dichiarati dal produttore». Le linee guida del Ministero sul decreto aggiungono un'osservazione che vale per tutto lo scaffale: in commercio si trovano apparecchiature con denominazioni di fantasia, e dietro ogni nome c'è uno dei trattamenti conosciuti.

La verifica costa zero: se l'impianto non ha l'uscita per lo scarico, non è un'osmosi inversa. Le stesse linee guida mettono in fila le membrane per finezza: l'ultrafiltrazione trattiene particelle tra 0,001 e 0,05 micron, l'osmosi inversa scende sotto 0,001 micron ed è l'unica delle due che toglie i sali. Nella ricerca da cui è partita la versione spagnola di questa guida, 7 dei 62 annunci che uscivano cercando l'osmosi erano in realtà ultrafiltrazioni o filtri a carboni.

Cosa scrive l'annuncio e cosa chiede la legge prima di pagare

Il DM 25/2012 non chiede più aggettivi: chiede numeri e condizioni. Queste sono le quattro differenze che si vedono prima di comprare.

«Depuratore d'acqua» come nome del prodotto

È la parola più cercata ed è quella che il decreto non ammette da sola: un apparecchio si può vendere solo con la precisa indicazione dell'azione che svolge (articolo 8, comma 2). «Depuratore a osmosi inversa» dice cosa fa; «depuratore» e basta, no.

Cosa deve esserci sulla scatola

Finalità, parametri modificati, periodo di utilizzo e valori prestazionali garantiti (articolo 3, comma 5), con le condizioni per verificarli ripetute nei manuali (comma 6). È il posto dove cercare quanta acqua va allo scarico: se non c'è, si chiede.

«Toglie il 99 % di tutto»

Le prestazioni dichiarate devono riferirsi a sostanze verificate sperimentalmente o documentate da norme nazionali e internazionali o da linee guida dell'OMS (articolo 8, comma 1). Una percentuale senza l'elenco delle sostanze a cui si riferisce non dice che cosa è stato verificato.

Le due protezioni che l'impianto deve avere

Un sistema che impedisce all'acqua trattata di tornare in rete e un bypass che permetta di escludere l'apparecchio o di erogare acqua non trattata quando i filtri sono esauriti (articolo 5, comma 4, e articolo 7, comma 2). Si vedono sotto il lavello, e sono il segno che l'impianto è stato montato secondo il decreto.

Regola m8d: Se sulla confezione c'è scritto solo «depuratore», manca quello che la legge chiede: quale trattamento fa, quali parametri dell'acqua cambia e con quali valori garantiti. Chiedi il manuale in italiano prima di pagare: l'articolo 6 del DM 25/2012 lo rende obbligatorio per ogni apparecchio.

L'acqua che se ne va

Quanta acqua spreca un depuratore a osmosi inversa: da 1 a 9 litri per ogni litro da bere, secondo chi ha studiato il mercato

Un'osmosi spinge l'acqua contro una membrana. Una parte la attraversa e arriva al rubinetto; il resto si porta via ciò che non è passato e finisce nello scarico. Il rapporto tra le due parti ha un nome nella norma che certifica questi impianti, la NSF/ANSI 58: si chiama rendimento, ed è il numero che decide se in un anno escono dal tubo di scarico cinquemila litri o quindicimila.

Chi ha studiato il mercato non dà la stessa risposta, e la differenza è istruttiva. L'agenzia per la protezione dell'ambiente degli Stati Uniti, preparando nel novembre 2024 la sua specifica WaterSense, ha scritto che gli impianti domestici comuni lavorano con rendimenti tra il 10 e il 20 per cento, cioè da quattro a nove litri allo scarico per ogni litro trattato. Altroconsumo, nell'inchiesta sui depuratori del 30 aprile 2025, scrive che per ogni litro di acqua osmotizzata prodotta, tra 1 e 2 litri di acqua potabile vengono sprecati. E la scheda del BWT MO575MBWT, uno dei sette di questa guida, dichiara un recupero del 10-20 %. Non si contraddicono: descrivono impianti diversi. Lo scarto non è una proprietà dell'osmosi, è un dato di ogni singolo impianto, e per questo va letto nella sua scheda.

Le linee guida del Ministero della Salute sul DM 25/2012 mettono lo stesso dato tra le informazioni utili da dare a chi compra, e aggiungono un'idea pratica:i quantitativi di soluzione concentrata da destinare allo scarico e la possibilità di utilizzo della soluzione del retentato per applicazioni dove non è richiesta un'acqua con ridotta salinità. Tradotto: l'acqua che l'osmosi scarta non è sporca, è acqua di rete con più sali, e si può raccogliere per lavare i pavimenti o per lo scarico del WC invece di mandarla nel lavello.

Le due barre in alto sono le più viste e quelle che decidono meno. La portata in galloni al giorno è una cifra di laboratorio: la NSF/ANSI 58 la ricava a 50 libbre per pollice quadrato di pressione, 25 gradi e un'acqua in ingresso con 750 milligrammi di sali per litro, e nessuna delle tre condizioni è quella di una cucina a gennaio. Il numero di stadi è la cifra più elastica della categoria: nessuna norma dice cosa conta come uno stadio, e un prefiltro e un postfiltro si possono contare insieme o separati a seconda di quanto serve per arrivare a sette.

Le tre barre in basso sono quelle che decidono e quasi non ci sono. Nessuno dei 44 annunci dice quanto durano i filtri né quanto costa il ricambio, che è una spesa che torna ogni anno. Uno solo dice la pressione che serve. E due scrivono quanta acqua buttano.

La domanda da fare prima di pagare, ed è una sola. Chiedi la scheda delle prestazioni dell'impianto con il suo rendimento. La NSF/ANSI 58 obbliga a pubblicarla per gli impianti certificati; in Italia il DM 25/2012 obbliga a indicare sulla confezione i valori prestazionali garantiti e nei manuali le condizioni per verificarli. Se il venditore ce l'ha, lì c'è il numero e il dubbio è chiuso. Se non ce l'ha, sai due cose: che il 3:1 dell'annuncio non l'ha verificato nessuno da fuori, e che quella cifra è una promessa, non un dato.

La cifra

Efficienza, recupero e un 3:1 che in due annunci della stessa ricerca vuol dire il contrario

Tre modi di scrivere la stessa cifra, e due dicono il contrario

L'acqua di un'osmosi si vende con due punti in mezzo e quasi mai con la parola che dice cosa c'è da ogni lato. Anche nelle guide italiane si legge «rapporto di scarto acqua 3:1» a proposito di un impianto Waterdrop, senza dire da quale parte stia il tre. Senza la scheda del produttore non c'è modo di sapere quale dei due significati vale.

Il 3:1 che vuol dire che butta poco

Tre litri buoni per ognuno che se ne va: un rendimento del 75 %. È come lo scrivono due annunci AQUALTRA nella ricerca del 6 settembre 2026 su Amazon Spagna, e quello da 100 galloni aggiunge la parola intera: rapporto acqua purificata/residua 3:1. Letto così, il numero grande è la parte buona.

Il 3:1 che vuol dire che butta molto

Tre litri allo scarico per ognuno buono: un rendimento del 25 %. È come lo dichiara il produttore dell'iSpring RCC7AK, che sul suo sito scrive che l'impianto consuma tre galloni per produrne uno. La stessa coppia di numeri, l'ordine invertito, e tre volte l'acqua in bolletta.

Le due parole che invece sono definite

Efficienza e recupero non sono sinonimi, e la differenza è il serbatoio. L'efficiency rating è la quota dell'acqua in ingresso che arriva all'utente in condizioni simili all'uso di ogni giorno, con la contropressione del serbatoio. Il recovery rating è la stessa cosa misurata senza serbatoio. L'agenzia statunitense lo scrive nella sua specifica: il secondo sarà sempre più alto del primo, e per questo ha definito il termine recupero confuso e fuorviante e lo ha tolto dalla sua etichetta.

L'unica soglia che esiste, e dove sta il mercato

Il 30 %, cioè 2,3 litri allo scarico per ogni litro buono. La specifica WaterSense per l'osmosi al punto d'uso, versione 1.0, in vigore dal 14 novembre 2024, chiede almeno il 30 % per concedere la sua etichetta. La norma di settore ASSE 1086 del 2020 chiede il 40 % di recupero minimo. La NSF/ANSI 58 chiede di togliere almeno il 75 % dei solidi disciolti. In Europa una soglia equivalente non c'è, e il mercato comune sta tra il 10 e il 20 %.

Regola m8d: Un rapporto d'acqua senza la parola che lo definisce non è un dato. Prima di confrontare due impianti bisogna sapere se quel 3:1 è efficienza o recupero e da che parte sta il tre, perché la stessa coppia di numeri descrive un impianto che utilizza il 75 % dell'acqua e un altro che ne utilizza il 25 %.

La dimostrazione

La dimostrazione dell'elettrolisi dei venditori di depuratori: cosa misura davvero, e cosa dice il Ministero della Salute dell'acqua del rubinetto

La vendita a domicilio dei depuratori ha una dimostrazione di cui l'Associazione Italiana Acqua di Qualità scriveva già nel 2007: due elettrodi immersi in un bicchiere d'acqua del rubinetto, l'acqua che diventa marrone e fa dei fiocchi, e quella dell'osmosi che resta limpida. La conclusione che si vuole far trarre è che l'acqua del rubinetto è sporca.

Quello che succede lo spiega la stessa associazione: uno dei due elettrodi è di ferro, e i sali in essa disciolti permettono l'ossidazione dell'anodo in ferro, che rilascia appunto gli idrossidi insolubili responsabili della colorazione dell'acqua. I fiocchi colorati vengono dall'elettrodo, non dall'acqua; quella dell'osmosi resta limpida perché, senza sali, la corrente quasi non passa. L'associazione la chiama una tecnica fraudolenta di vendita. L'elettrolisi misura quanti sali ci sono, non se l'acqua è potabile, e un'acqua più ricca di calcio e magnesio si colora di più.

Sulla potabilità la fonte è un'altra. Le linee guida del Ministero della Salute sul DM 25/2012, con il parere del Consiglio superiore di sanità del 15 novembre 2012, scrivono che, salvo situazioni limitate nel tempo e nel territorio, le acque distribuite sono idonee al consumo umano e possono essere consumate in condizioni di sicurezza nell'intero arco della vita, e che i trattamenti domestici servono soprattutto a cambiare sapore e odore. Il sapore resta un motivo legittimo per comprarne uno: il 28,7 % delle famiglie italiane non si fida a bere l'acqua del rubinetto, e nelle isole si arriva al 49,5 % (XXI Rapporto di Cittadinanzattiva sul servizio idrico, 19 marzo 2026). È il motivo giusto da mettere sul tavolo, insieme a quello che costa.

Cosa esce

Cosa toglie l'osmosi inversa all'acqua, quanto calcio e magnesio indicano l'OMS e il Ministero e a cosa serve il rimineralizzatore

Una membrana a osmosi non distingue tra ciò che è di troppo e ciò che no: trattiene i sali, e calcio e magnesio sono sali. Le schede di questa selezione lo dichiarano senza giri di parole: l'Hidrowater toglie tra il 96 % e il 97,5 % dei sali disciolti, il Bbagua tra l'85 % e il 95 %. Per questo quindici dei quarantaquattro annunci contati vendono un rimineralizzatore e due vendono il contrario, l'acqua a bassa mineralizzazione, come argomento. Lo stesso scaffale, due promesse opposte.

In Italia c'è un riferimento che quasi nessuno mette sul tavolo. Le linee guida del Ministero della Salute sul DM 25/2012 chiedono attenzione ai potenziali rischi di un'eccessiva demineralizzazione delle acque e ricordano che per la durezza la normativa nazionale di allora, il D.Lgs. 31/2001, indicava un valore consigliato tra 15 e 50 gradi francesi, con il limite inferiore riferito proprio alle acque addolcite o dissalate. Riportano anche l'invito dell'Organizzazione mondiale della sanità: chi vende o installa questi apparecchi può richiamare l'attenzione di chi li usa sulla possibile riduzione dei minerali assunti, e i consumatori vanno informati della composizione minerale dell'acqua, trattata o no. Il capitolo dell'OMS sull'acqua demineralizzata, firmato da Frantisek Kozisek, mette i numeri: almeno 10 mg/L di magnesio e meglio da 20 a 30, almeno 20 mg/L di calcio e meglio intorno a 50, e una durezza totale da 2 a 4 millimoli per litro, cioè da 20 a 40 gradi francesi. E aggiunge che l'acqua a bassa mineralizzazione è instabile e aggressiva con i materiali con cui entra in contatto.

E adesso la cifra che cambia la discussione sul rimineralizzatore. Il BWT MO575MBWT ha RIMINERALIZZATORE scritto nel titolo, e il suo produttore pubblica nella scheda ufficiale cosa esce dal rubinetto dopo quella fase: pH da 6,5 a 7,5, contenuto minerale totale da 20 a 30 mg/L, calcio sotto i 10 mg/L e magnesio sotto 1 mg/L. Convertito nell'unità delle bollette italiane, è meno di 3 gradi francesi (10 mg/L di calcio valgono 2,5 °F e 1 mg/L di magnesio 0,4 °F), contro i 15 che le linee guida del Ministero riportano come minimo consigliato per le acque addolcite o dissalate. Pubblicarlo è un punto a favore di quel marchio: è l'unico dei sette che permette il confronto. La lettura utile: il rimineralizzatore di un'osmosi domestica corregge il pH e il sapore e rende l'acqua meno aggressiva, ma non restituisce i minerali che la membrana ha tolto. Se l'acqua da bere di casa uscirà da un'osmosi, calcio e magnesio arrivano dal cibo. E c'è un dettaglio dello stesso capitolo dell'OMS: cucinare con acqua molto dolce porta via minerali dagli alimenti, con perdite che arrivano al 60 % di calcio e magnesio. Per bollire la verdura ti consigliamo l'acqua di rete.

Il formato

Serbatoio o flusso diretto: cosa cambia sotto il lavello, nell'attesa e nell'acqua che esce dal rubinetto

La differenza evidente è lo spazio e l'attesa. Un impianto a serbatoio è un bi-blocco più un serbatoio in pressione da otto a quindici litri da far stare sotto il lavello, e produce piano: il BWT di questa selezione dichiara otto litri all'ora e un serbatoio da dodici, quindi lo riempie in un'ora e mezza. Un flusso diretto non ha serbatoio, sta in un corpo stretto e dà l'acqua subito, ma quasi sempre vuole una presa elettrica.

La differenza che non si racconta sta dentro il serbatoio. Le linee guida del Ministero della Salute chiedono attenzione alle modalità e ai tempi di un'eventuale conservazione dell'acqua trattata, perché alcuni trattamenti tolgono il disinfettante residuo e lasciano l'acqua meno protetta dai rischi microbiologici. Il capitolo dell'OMS sull'acqua demineralizzata riporta la stessa cosa da un istituto di sanità pubblica ceco: i serbatoi in pressione delle osmosi sono soggetti a ricolonizzazione batterica, e la sacca interna di gomma favorisce la crescita. Non è un motivo per scartare il serbatoio, che è metà del mercato: è il motivo per bere l'acqua senza lasciarla ferma per settimane, e per preferire il flusso diretto in una casa che la usa poco.

Il conto

Quanto costa un litro d'acqua da bere con l'osmosi inversa, rispetto alla bottiglia e alla casetta dell'acqua

Calcolatore dello scarto e del costo al litro di un depuratore a osmosi inversa

Chi guarda un'osmosi non si chiede quale sia la migliore, si chiede se conviene: tra le domande che Google mostra con questa ricerca c'è proprio quanta acqua si spreca. Questo calcolatore fa i due conti insieme, con quello che è esatto (l'acqua che entra, quella che se ne va e quanto costa il metro cubo in Italia) e con i prezzi pubblicati di ogni alternativa. Gratis, senza account e senza pubblicità. Esempio con i valori di partenza: due persone che bevono e cucinano con quattro litri al giorno, con un impianto che non dichiara il suo rapporto, mandano allo scarico da 5.840 a 13.140 litri l'anno e pagano il litro da 7,6 a 9,1 centesimi tra filtri e acqua, contro i 26 centesimi della minerale in bottiglia: circa 22 euro al mese in meno.

Quello che butti nello scarico e quanto ti costa il litroUn'osmosi utilizza una parte dell'acqua che entra e manda il resto allo scarico, e quella parte è il dato che quasi nessun annuncio riporta. Scegli quanti siete, che rapporto dichiara l'impianto che stai guardando e cosa bevete oggi: escono i litri che se ne vanno, quanto costa il litro da bere tra filtri e acqua e quanto smettete di spendere ogni mese, con il conto in chiaro.
Quanti siete a bere e cucinare in casa
Il rapporto d'acqua che dichiara l'impianto
Cosa bevete oggi in casa
Il litro d'acqua da bere, tra filtri e acquada 7,6 a 9,1 centesimiuna forchetta, non un numero: senza il rapporto il conto non si chiude, e il mercato va dal 10 al 20 % di acqua utilizzata. Oggi pagate 26,0 centesimi al litro
da 5840 a 13.140 Lallo scarico ogni anno, circa 414 boccioni da 20 litri, sotto l'unica soglia ufficiale
261 €in meno all'anno rispetto a quello che bevete oggi, già tolti filtri e acqua
21,78 €in meno al mese: dividi per questa cifra il prezzo dell'impianto che stai guardando e ottieni i mesi che servono a ripagarlo

2 persone a 2 litri al giorno sono 1460 litri all'anno per bere e cucinare. Senza il rapporto dichiarato il conto si apre in due. Con il 20 % di acqua utilizzata ne entrano 7300 litri e ne vanno via 5840; con il 10 % ne entrano 14.600 e ne vanno via 13.140. La differenza sono 21 euro d'acqua all'anno e niente di più, ma è lo stesso apparecchio con due schede diverse.

Con questo rapporto l'impianto resta sotto l'unica soglia ufficiale che esiste. La specifica WaterSense dell'agenzia per la protezione dell'ambiente degli Stati Uniti, in vigore dal 14 novembre 2024, chiede un rendimento minimo del 30 %, cioè al massimo 2,3 litri allo scarico per ogni litro che esce dal rubinetto. Con quello che hai scelto escono 5,7 litri allo scarico per ogni litro bevuto. Non è illegale e non è un difetto dell'apparecchio: è il punto in cui si trova ancora la maggior parte del mercato, e per questo conviene guardarlo prima di scegliere.

Se oggi bevete acqua in bottiglia, in un anno risparmiate 261 euro, già tolti filtri e acqua, e il litro da bere vi costa 8,1 centesimi finché dura l'apparecchio.

La regolaL'acqua che un'osmosi butta non la decidono il marchio né i galloni del titolo: la decide il suo rendimento, e quel numero ha un nome nella norma che certifica questi impianti. Se l'annuncio non lo riporta, chiedi la scheda delle prestazioni prima di pagare: in Italia il DM 25/2012 obbliga il produttore a indicare sulla confezione i valori prestazionali garantiti.
AQQUA FRESS 600GPD, depuratore a osmosi inversa a flusso diretto senza serbatoio con due modalità di lavoro, una con membrana e scarico e una di microfiltrazione senza elettricità né scarico
La prima scelta di questa guida: dichiara il 70 % di acqua utilizzata, 2,3 litri buoni per ogni litro allo scarico, più del doppio della soglia WaterSenseaqqua FRESS 600GPDVedi su Amazon ›

L'acqua dello scarico è aritmetica: se un impianto utilizza una frazione r dell'acqua che entra, per ogni litro che arriva al bicchiere ne entrano 1/r e se ne vanno (1 − r)/r, che è la definizione di rendimento della NSF/ANSI 58 e la formula che l'EPA pubblica nella specifica WaterSense. I 2 litri per persona al giorno sono la razione di lavoro di questa guida, volutamente prudente: la specifica WaterSense dell'EPA statunitense calcola 940 galloni per famiglia all'anno per bere e cucinare, cioè 3,8 litri per persona al giorno con 2,57 persone per famiglia, e in Italia si bevono 273 litri di acqua minerale a testa all'anno secondo l'Annuario Acquitalia di Beverfood (dati 2025, pubblicati il 26 giugno 2026). Il metro cubo d'acqua è la spesa media di una famiglia di tre persone per 182 metri cubi l'anno nei capoluoghi di provincia, 528 euro nel 2025 secondo il XXI Rapporto sul servizio idrico integrato di Cittadinanzattiva pubblicato il 19 marzo 2026: sono 2,90 euro al metro cubo comprese le quote fisse, la fognatura e la depurazione. Il prezzo del litro di acqua in bottiglia è il prezzo medio di un litro di acqua minerale in 18 grandi città, rilevato da Consumers' Forum sui dati dell'Osservatorio prezzi del Ministero delle imprese e del made in Italy e riportato da Sky TG24 l'8 novembre 2025. I filtri sono il set di filtri di ricambio per un anno del Waterdrop X8, uno dei sette di questa guida, venduto a 89,97 euro nel negozio online italiano di Waterdrop letto il 23 settembre 2026, con una durata dichiarata fino a 12 mesi: è il costo di un impianto della selezione, non una media del mercato. L'intervallo dal 10 al 20 % quando la scheda non lo dice è l'intervallo su cui coincidono tre fonti indipendenti: il documento di supporto della specifica WaterSense dell'EPA statunitense del novembre 2024, il rapporto sui filtri per l'acqua dell'associazione dei consumatori spagnola OCU aggiornato al 1° gennaio 2011 e la scheda tecnica del BWT MO575MBWT letta il 6 settembre 2026. La soglia del 30 % è la specifica WaterSense per i sistemi a osmosi inversa al punto d'uso, versione 1.0, dell'agenzia per la protezione dell'ambiente degli Stati Uniti, in vigore dal 14 novembre 2024; in Europa non esiste una soglia equivalente.

Il bonus acqua potabile non c'è più. Era un credito d'imposta del 50 %, fino a 1.000 euro per abitazione per le persone fisiche, per chi comprava e installava sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento o gasatura dell'acqua di rete. Copriva le spese dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2023, e la pagina dell'Agenzia delle Entrate che lo descrive oggi sta nell'archivio (aggiornata al 15 gennaio 2025). Se un venditore promette una detrazione per un acquisto del 2026, chiedi per iscritto su quale norma.

L'errore caro

Che pressione serve a un'osmosi inversa e perché il gestore dell'acqua ne garantisce appena mezzo bar all'ultimo piano

È il motivo per cui un'osmosi appena installata delude, e la cifra che lo spiega sta in un decreto del 1996. Il DPCM 4 marzo 1996 fissa il livello minimo del servizio: al punto di consegna, cioè al contatore, il gestore deve garantire un carico idraulico di 5 metri riferito al solaio di copertura del piano abitabile più alto. Tradotto con le parole di un gestore, Acque Bresciane: circa 0,5 bar all'ultimo piano. È un minimo, e molte case hanno di più; ma è la sola cifra garantita.

Ora le schede. Il BWT MO575MBWT dichiara che gli servono da 3 a 6 bar e che non ha pompa. Il Bbagua EUR-50 da 3 a 5. L'iSpring RCC7AK da 45 a 70 libbre per pollice quadrato, cioè da 3,1 a 4,8 bar. L'Hidrowater Nereo è quello che chiede meno, da 2,5 a 4,2. Quindi: i quattro impianti di questa selezione che pubblicano la loro pressione chiedono tutti almeno cinque volte il minimo garantito all'ultimo piano. Le schede non mentono: sono scritte per una rete che dà più del minimo di legge. Anche le linee guida del Ministero raccomandano di guardare pressione di esercizio, temperatura, pH e durezza prima di scegliere, perché possono stare fuori dal campo di impiego dell'apparecchio.

Come sapere la tua pressione prima di comprare, e cosa fare con il risultato. Un manometro da rubinetto costa meno della spedizione dell'impianto e si legge in dieci secondi: si avvita al rubinetto della lavatrice o del giardino, si apre del tutto e si guarda la lancetta con il resto della casa chiuso. Prima di ordinare, ti consigliamo di farlo: con meno di 2,5 bar nessuno dei quattro che pubblicano la pressione dichiara di funzionare, e la soluzione è la versione con pompa della stessa gamma. Tra 2,5 e 3 bar l'unico dei sette che dichiara di lavorare è l'Hidrowater. Sopra i 3 bar vanno bene tutti. E c'è un avviso che non si legge da nessuna parte: con poca pressione non solo il serbatoio si riempie più piano, peggiora anche il lavoro della membrana, perché la portata che la attraversa è proporzionale alla pressione netta e il passaggio dei sali no. Con poca pressione esce meno acqua ed esce peggiore.

Cosa c'è sotto il tuo lavello
Waterdrop T3-T, depuratore a osmosi inversa rimineralizzante a sette stadi con 220 galloni al giorno dichiarati, che funziona senza collegamento elettrico
Quello che funziona senza presa sotto il lavelloWaterdrop T3-T

Funziona solo con la pressione della rete, dichiara sette stadi con rimineralizzazione e due litri prodotti per ognuno che va allo scarico.

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La selezione

I sette depuratori a osmosi inversa della selezione, con quello che dichiara la scheda di ciascuno

ImpiantoL'acqua che buttaPressione richiestaSerbatoioNorma nell'annuncio
aqqua FRESS 600GPDaqqua FRESS 600GPD vedi ›2,3 buoni per 1 · 70 %non la dicesenza serbatoioCE, Regolamento 1935/2004Vedi ›
Waterdrop X8Waterdrop X8 vedi ›2 buoni per 1 · 67 %non la dicesenza serbatoioNSF/ANSI 42, 58 e 372Vedi ›
Waterdrop T3-TWaterdrop T3-T vedi ›2 buoni per 1 · 67 %non la dicenon lo diceNSF/ANSI 372Vedi ›
iSpring RCC7AKiSpring RCC7AK vedi ›1 buono per 3 · 25 %da 3,1 a 4,8 barsì, in pressioneNSF/ANSI 58Vedi ›
BWT MO575MBWTBWT MO575MBWT vedi ›recupero dal 10 al 20 %da 3 a 6 bar12 litrinessuna citataVedi ›
Bbagua EUR-50Bbagua EUR-50 vedi ›dice basso scarto, senza cifrada 3 a 5 bar8 litri utilinessuna citataVedi ›
Hidrowater Nereo RO-0206-12Hidrowater Nereo RO-0206-12 vedi ›non lo dichiarada 2,5 a 4,2 barcirca 15 litrinessuna citataVedi ›

La colonna dell'acqua e quella della pressione vengono dalla scheda del produttore quando esiste e dal titolo dell'annuncio quando no, lette il 6 settembre 2026; la colonna della norma conta solo ciò che dice l'annuncio, che è quello che si legge prima di comprare. Il 70 %, il 67 % e il 25 % sono la conversione del rapporto dichiarato in rendimento: se un impianto dice due a uno con il due dalla parte buona, utilizza due litri ogni tre. In ordine da chi utilizza più acqua a chi ne utilizza meno.

AQQUA FRESS 600GPD, depuratore a osmosi inversa a flusso diretto senza serbatoio con due modalità di lavoro, una con membrana e scarico e una di microfiltrazione senza elettricità né scarico
Scelta m8d · Il più parsimonioso dei sette, e l'unico che può filtrare senza scarico

aqqua FRESS 600GPD vedi ›

Verdetto m8d

È l'unico dei sette che lascia scegliere se l'acqua passa o no dalla membrana, ed è anche quello che dichiara il rendimento più alto della selezione. In modalità osmosi lavora con presa e scarico e dichiara il 70 % di acqua utilizzata, cioè 2,3 litri buoni per ognuno che se ne va, più del doppio della soglia WaterSense. In modalità eco filtra senza elettricità e senza scarico, si ferma alla microfiltrazione e conserva i minerali dell'acqua di rete. Per riempire una pentola o il bollitore non serve demineralizzare, e poterlo decidere è un'idea che nessun altro impianto di questa selezione ha. La sua certificazione, come quella di quasi tutti, parla dei materiali.

Cosa c'è da sapere
  • Ha due modalità, ed è tutta la sua idea. In modalità osmosi lavora con presa e scarico e dichiara 1,6 litri al minuto con il 70 % di acqua utilizzata, cioè 2,3 litri prodotti per ognuno che va allo scarico. In modalità eco filtra senza elettricità e senza scarico, si ferma alla microfiltrazione e non toglie i minerali.
  • La seconda modalità risolve una cosa che le guide non si pongono quasi mai: non tutta l'acqua della cucina ha bisogno della membrana. Per la pentola della pasta, il bollitore o la caraffa del frigo, togliere i sali disciolti non aggiunge niente e costa acqua di scarto. È l'unico dei sette che permette di deciderlo con un gesto.
  • La certificazione che dichiara è europea e riguarda anch'essa i materiali: la marcatura CE secondo il Regolamento (CE) 1935/2004 sui materiali destinati a venire a contatto con gli alimenti. È l'equivalente europeo della NSF/ANSI 372: dice di cosa è fatto l'apparecchio, non cosa fa con l'acqua. In Italia il DM 25/2012 chiede in più di indicare sulla confezione i valori prestazionali garantiti.
  • Nel conteggio spagnolo il suo rapporto d'acqua non stava nei primi caratteri del titolo, che è quello che si legge nell'elenco prima di entrare: bisognava aprire la scheda. È lo schema che esce dal conteggio dei 44: la cifra a volte c'è, ma sta dietro un clic.
  • Flusso diretto senza serbatoio, cambio del filtro con un solo movimento e un'installazione che il marchio dichiara in quindici minuti con tre collegamenti: ingresso, scarico e rubinetto. Senza serbatoio non c'è una sacca di gomma da riempire né lo spazio del bi-blocco da riservare.
+Pro
  • Due modalità: con membrana e scarico, o filtrando senza buttare acqua
  • 70 % di acqua utilizzata dichiarato in modalità osmosi, il più alto dei sette
  • Flusso diretto senza serbatoio: niente sacca in pressione sotto il lavello
  • Cambio del filtro con un solo gesto e installazione dichiarata in quindici minuti
−Contro
  • Il rapporto d'acqua non è nel titolo: bisogna aprire la scheda
  • La certificazione dichiarata riguarda i materiali, non le prestazioni
  • In modalità eco non è un'osmosi: è microfiltrazione, e bisogna saperlo
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BWT MO575MBWT, depuratore a osmosi inversa a cinque stadi con rimineralizzatore, membrana da 75 galloni al giorno, serbatoio da 12 litri e recupero dichiarato dal 10 al 20 %
Quello che pubblica il suo recupero, e con questo si può calcolare quanto consuma

BWT MO575MBWT vedi ›

Verdetto m8d

La sua scheda ufficiale è la più onesta delle sette, ed è qui per questo anche se il numero che pubblica non è il migliore: dice, con queste parole, che il suo recupero sta tra il 10 e il 20 %. Pubblica anche la pressione d'ingresso che gli serve, la temperatura di lavoro e, cosa che non pubblica quasi nessuno, la composizione dell'acqua che esce dal rimineralizzatore. Con queste cifre si può fare tutto il conto prima di comprare, che è esattamente quello che questa guida chiede.

Cosa c'è da sapere
  • La scheda ufficiale dichiara un recupero tra il 10 e il 20 %. È l'unico dei sette che pubblica questo numero nel suo foglio tecnico, e coincide con quello che l'agenzia ambientale statunitense ha rilevato sul mercato nel novembre 2024.
  • Con questo rendimento, una casa di due persone che beve e cucina con quattro litri al giorno manda allo scarico tra 5.840 e 13.140 litri l'anno. In boccioni da venti litri sono tra 292 e 657 l'anno, solo di acqua buttata. È il conto che fa il calcolatore di questa guida.
  • La stessa scheda pubblica cosa esce dal rubinetto dopo il rimineralizzatore: pH da 6,5 a 7,5, contenuto minerale totale da 20 a 30 milligrammi per litro, calcio sotto i 10 e magnesio sotto 1. Pubblicare quella composizione è rarissimo, e cosa dicono quelle tre cifre è spiegato più su, nella parte sui minerali.
  • Dichiara la pressione d'ingresso che gli serve, da 3 a 6 bar e senza pompa, ed è l'unico dei 44 annunci contati in Spagna che la mette nel titolo. Non è un dettaglio: il DPCM 4 marzo 1996 garantisce circa mezzo bar all'ultimo piano, quindi quel minimo di tre bar è il primo controllo dell'acquisto.
  • Tra annuncio e produttore c'è una differenza, e conviene sapere quale vale: l'annuncio su Amazon Spagna dichiara 11,8 litri all'ora e la scheda ufficiale dello stesso codice di modello dichiara 130 millilitri al minuto, cioè 8 litri all'ora. Quando le due cifre non coincidono, vale quella della scheda del produttore.
+Pro
  • Pubblica il suo recupero: l'unico dei sette che lo fa
  • Dichiara la pressione d'ingresso, unico dei 44 annunci contati in Spagna a metterla nel titolo
  • Pubblica la composizione dell'acqua che esce dal rimineralizzatore
  • Serbatoio da 12 litri con cinque stadi e rimineralizzatore compreso
  • Marchio europeo del trattamento dell'acqua con scheda tecnica scaricabile
−Contro
  • Il recupero dal 10 al 20 % è la fascia bassa del mercato
  • Senza pompa, ha bisogno di almeno tre bar di pressione d'ingresso
  • L'annuncio e la scheda del produttore non danno la stessa portata
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Hidrowater Nereo RO-0206-12, depuratore a osmosi inversa domestico con serbatoio da circa 15 litri e pressione di lavoro dichiarata da 2,5 a 4,2 bar, la più bassa della selezione
Quello che chiede meno pressione per funzionare

Hidrowater Nereo RO-0206-12 vedi ›

Verdetto m8d

È quello della selezione che chiede meno pressione: il produttore dichiara una pressione di lavoro da 2,5 a 4,2 bar, mezzo bar in meno degli altri dalla parte bassa. Dove il livello minimo del servizio garantisce circa mezzo bar all'ultimo piano, quel mezzo bar è la differenza tra un impianto che lavora e uno che passa la giornata a riempire il serbatoio. La sua scheda non dichiara l'acqua che butta, e annuncio e catalogo tecnico non contano gli stessi stadi, il che dice parecchio su quanto vale quella cifra in tutta la categoria.

Cosa c'è da sapere
  • La scheda del produttore dichiara una pressione di lavoro da 2,5 a 4,2 bar, la più bassa dei sette. Conta più di quanto sembri: il DPCM 4 marzo 1996 garantisce al contatore un carico di circa mezzo bar riferito all'ultimo piano, e un impianto che chiede tre bar come minimo può non partire in un appartamento alto con una rete debole.
  • L'annuncio dice sei stadi e la scheda dello stesso produttore nel suo catalogo tecnico dice cinque: filtro da 5 micron, carbone granulare, carbone a blocco, membrana e postfiltro. Non è un caso isolato né un problema di un marchio: è quello che succede a una cifra che nessuno ha definito. Ventisei dei quarantaquattro annunci contati in Spagna dichiarano gli stadi e nessuna norma dice cosa conta come uno.
  • Il produttore dichiara di togliere tra il 96 % e il 97,5 % dei sali disciolti, sopra il 75 % che la NSF/ANSI 58 chiede come minimo a un impianto certificato. E fissa il limite d'ingresso a 1.000 parti per milione di solidi disciolti: sopra quell'acqua, questo non è l'impianto giusto.
  • Serbatoio da quattro galloni, circa quindici litri, e poco più di undici chili. È il formato classico del bi-blocco sotto il lavello: occupa spazio, e conviene misurare il vano e la posizione dello scarico prima di ordinarlo.
  • Hidro-Water è un'azienda spagnola di trattamento dell'acqua e pubblica un catalogo tecnico con le schede dei suoi impianti. Prima di comprarlo dall'Italia conviene chiedere se ricambi e assistenza arrivano qui: su un apparecchio collegato alla rete per anni, una valvola o un portafiltro contano.
+Pro
  • La pressione di lavoro più bassa della selezione: da 2,5 bar
  • Toglie tra il 96 % e il 97,5 % dei sali secondo il produttore
  • Fissa per iscritto il limite dell'acqua in ingresso: 1.000 parti per milione
  • Produttore del trattamento dell'acqua con catalogo tecnico pubblicato
−Contro
  • Non dichiara l'acqua che butta né il suo rendimento
  • L'annuncio conta sei stadi e la scheda del produttore cinque
  • Bi-blocco con serbatoio: è il formato che chiede più spazio
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Waterdrop X8, depuratore a osmosi inversa a flusso diretto con 800 galloni al giorno dichiarati, nove stadi e certificazione secondo le norme NSF/ANSI 42, 58 e 372
L'unico dei 44 annunci contati che nomina nel titolo la norma che misura le prestazioni

Waterdrop X8 vedi ›

Verdetto m8d

Dei 44 impianti contati nel catalogo spagnolo, è l'unico il cui titolo scrive NSF/ANSI 58. Non è un dettaglio di marketing: è la norma di prodotto delle osmosi domestiche, chiede di togliere almeno il 75 % dei solidi disciolti e obbliga il produttore a pubblicare il rendimento verificato nelle istruzioni e nella scheda. Il suo rapporto dichiarato, due litri prodotti per uno allo scarico, è molto sopra la soglia ufficiale. E il marchio vende in Italia il set di filtri per un anno con il suo listino pubblico, quindi il costo di gestione si conosce prima di comprare. Da mettere in conto: servono presa e scarico, e la stessa Waterdrop avverte che il rapporto reale può scendere sotto quello dell'etichetta.

Cosa c'è da sapere
  • È l'unico annuncio dei 44 contati su Amazon Spagna che scrive NSF/ANSI 58 nel titolo. Quella norma chiede a un impianto certificato di togliere almeno il 75 % dei solidi disciolti e obbliga il produttore a dichiarare il rendimento verificato nelle istruzioni e nella scheda delle prestazioni, che deve essere a disposizione di chi compra.
  • La scheda della gamma dichiara 800 galloni al giorno e un rapporto di due litri prodotti per ognuno che va allo scarico, un rendimento del 67 %. È più del doppio del 30 % che la specifica WaterSense dell'EPA chiede per la sua etichetta.
  • Il sito di Waterdrop scrive, nelle domande frequenti del modello da 600 galloni, che durante l'uso il rapporto reale può essere più basso di quello dell'etichetta e che dipende da qualità dell'acqua, pH, pressione e temperatura. È l'avvertenza più onesta che si legga in questa categoria.
  • Nove stadi e filtri fino a 24 mesi dichiarati. Per la gamma da 600 galloni il marchio pubblica il dettaglio, che serve a fare il preventivo: il prefiltro dura 6 mesi o 550 galloni, quello a carbone 12 mesi o 1.100, la membrana 24 mesi o 2.200. E per l'X8 il negozio italiano di Waterdrop vende il set di ricambi per un anno, con una durata dichiarata fino a 12 mesi: è il costo annuale che usa il calcolatore di questa guida.
  • Conviene dire dove va la differenza rispetto agli impianti più semplici: nella portata, nel rubinetto con display e nelle tre certificazioni. L'acqua che esce dalla membrana non è migliore per questo; cambia quanto ci metti a riempire una caraffa e quanto sai di quello che hai comprato.
+Pro
  • Certificato secondo la NSF/ANSI 58, la norma che misura cosa fa un'osmosi
  • Due litri prodotti per uno allo scarico: 67 % di acqua utilizzata
  • 800 galloni al giorno: riempie una caraffa senza attesa e senza serbatoio
  • Il marchio pubblica la durata di ogni filtro e vende in Italia il set annuale
−Contro
  • Servono presa e scarico sotto il lavello
  • L'annuncio non dichiara la pressione d'ingresso che gli serve
  • Lo stesso marchio avverte che il rapporto reale può essere più basso di quello dell'etichetta
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Waterdrop T3-T, depuratore a osmosi inversa rimineralizzante a sette stadi con 220 galloni al giorno dichiarati, che funziona senza collegamento elettrico
Quello che funziona senza presa sotto il lavello

Waterdrop T3-T vedi ›

Verdetto m8d

Risolve il problema che frena mezza cucina: sotto il lavello non sempre c'è una presa, e portarla fin lì è un piccolo lavoro che può costare più dell'impianto. Questo lavora solo con la pressione della rete, dichiara sette stadi con rimineralizzazione e due litri prodotti per uno allo scarico. Senza pompa, tutto dipende dalla pressione di casa, quindi è il controllo da fare prima di ordinarlo, non dopo.

Cosa c'è da sapere
  • Funziona senza elettricità, ed è il suo vero argomento. Sotto il lavello non sempre c'è una presa: portarla fin lì vuol dire tracce, tubo e un elettricista, e il lavoro può costare più dell'impianto. Qui non serve.
  • La scheda dichiara 220 galloni al giorno, sette stadi con rimineralizzazione e un rapporto di due litri prodotti per ognuno che va allo scarico, cioè il 67 % di acqua utilizzata. È sopra il 30 % della specifica WaterSense.
  • Senza pompa dipende del tutto dalla pressione della rete, ed è il primo controllo prima di comprarlo: il DPCM 4 marzo 1996 garantisce al contatore un carico di circa mezzo bar riferito all'ultimo piano, e con così poco una membrana rende poco. Un manometro da rubinetto costa meno della spedizione dell'apparecchio.
  • La norma che dichiara è la NSF/ANSI 372, quella del contenuto di piombo dei materiali. Come nella maggior parte di questa categoria, non è quella che misura cosa fa l'impianto con l'acqua.
  • Il marchio pubblica la durata dei filtri della sua gamma: prefiltro a 6 mesi, filtro combinato a 12 e membrana a 24. Con questi tempi il costo della manutenzione si calcola prima di comprare.
+Pro
  • Non ha bisogno della presa: lavora con la pressione della rete
  • Due litri prodotti per uno allo scarico dichiarati
  • Rimineralizzazione compresa nei sette stadi
  • Il marchio pubblica i tempi di cambio di ogni filtro
−Contro
  • Senza pompa, tutto dipende dalla pressione di casa
  • 220 galloni al giorno è la portata più bassa dei flusso diretto della lista
  • L'annuncio non dice se ha il serbatoio o no
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iSpring RCC7AK, depuratore a osmosi inversa a sei stadi con serbatoio in pressione, filtro alcalino di rimineralizzazione e 75 galloni al giorno, certificato secondo la norma NSF/ANSI 58
Quello a serbatoio certificato con la norma che misura, e quello che scrive il suo 3:1 al contrario

iSpring RCC7AK vedi ›

Verdetto m8d

È il formato classico a serbatoio fatto bene: sei stadi, filtro alcalino di rimineralizzazione, 75 galloni al giorno e, cosa che quasi nessuno ha, la certificazione secondo la NSF/ANSI 58. Ed è l'esempio perfetto della trappola di questa categoria: il produttore dichiara un rapporto di tre a uno, ma qui il tre sta dall'altra parte, tre litri allo scarico per ognuno buono. La stessa coppia di numeri che altri annunci usano per dire esattamente il contrario.

Cosa c'è da sapere
  • Il produttore dichiara un rapporto di tre a uno, e qui il tre sta dalla parte dello scarico: tre litri buttati per ognuno buono, cioè il 25 % di acqua utilizzata. È la stessa coppia di numeri che altri annunci usano per dire il contrario, ed è il motivo per cui un 3:1 senza la parola che lo definisce non è un dato.
  • È certificato secondo la NSF/ANSI 58, la norma che misura cosa fa un'osmosi e non di cosa è fatta. Solo un altro dei sette lo è, e solo uno dei 44 annunci contati in Spagna la nomina nel titolo.
  • La scheda chiede da 45 a 70 libbre per pollice quadrato di pressione d'ingresso, cioè da 3,1 a 4,8 bar. Il minimo è più di sei volte il mezzo bar che il DPCM 4 marzo 1996 garantisce all'ultimo piano: per questo la stessa gamma esiste anche con pompa.
  • Sei stadi con filtro alcalino di rimineralizzazione e serbatoio in pressione. È il formato classico: si riempie da solo, ci mette del tempo, e sotto il lavello bisogna fare posto al bi-blocco e al serbatoio.
  • Lo stesso produttore vende la gamma senza filtro alcalino e la distingue per iscritto da quella che lo ha. Che un marchio tenga le due versioni e spieghi la differenza è il segno che la scelta di rimineralizzare è reale, non un ornamento di fascia alta.
+Pro
  • Certificato secondo la NSF/ANSI 58, la norma delle prestazioni
  • Sei stadi con filtro alcalino di rimineralizzazione
  • Dichiara la sua pressione d'ingresso di lavoro
  • Serbatoio in pressione: un buon getto senza pompa
−Contro
  • Il rapporto dichiarato è di tre litri allo scarico per ognuno buono
  • Il serbatoio occupa spazio, e va contato quando si misura il vano
  • Chiede almeno 3,1 bar di pressione d'ingresso
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Bbagua EUR-50, depuratore a osmosi inversa a cinque stadi con serbatoio in pressione e membrana da 50 galloni al giorno, di un marchio spagnolo che pubblica manutenzione e ricambi
Quello che dice per iscritto perché non rimineralizza

Bbagua EUR-50 vedi ›

Verdetto m8d

È qui per un motivo di fondo: la sua scheda sostiene per iscritto la posizione contraria a quella di quindici dei quarantaquattro annunci contati in Spagna. Non ha il rimineralizzatore e il produttore spiega che lo considera inutile perché i minerali arrivano dal cibo. Le due posizioni convivono sullo stesso scaffale, e sapere che la discussione esiste è già mezza decisione; in Italia le linee guida del Ministero della Salute chiedono attenzione ai rischi di un'eccessiva demineralizzazione. Pubblica anche manutenzione e pressione d'ingresso. È un marchio spagnolo: prima di comprare conviene chiedere se assistenza e ricambi arrivano in Italia.

Cosa c'è da sapere
  • La scheda ufficiale dice, con queste parole, che l'impianto non ha un sistema di rimineralizzazione e che è inutile perché tutto si ottiene con l'alimentazione. È la posizione opposta a quella di quindici dei quarantaquattro annunci contati in Spagna, che vendono il rimineralizzatore o il pH alcalino come argomento principale.
  • Dichiara una pressione d'ingresso di 3 bar come minimo e 5 come massimo. È sei volte il mezzo bar che il DPCM 4 marzo 1996 garantisce all'ultimo piano: se in casa la pressione è scarsa, lo stesso marchio vende la versione con pompa.
  • Cinque stadi con membrana da 50 galloni al giorno, che la scheda indica capace di togliere tra l'85 % e il 95 % dei sali disciolti. Serbatoio da 8 litri utili su 19 di capacità totale e una produzione dichiarata di 225 litri al giorno.
  • Pubblica la manutenzione: cambio annuale delle cartucce e della membrana tra due e quattro anni, con due anni di garanzia sui pezzi. Dei 44 annunci contati in Spagna nessuno mette la durata o il prezzo dei ricambi nel titolo; questa scheda li mette dentro, che è dove bisogna andarli a cercare.
  • L'annuncio vende acqua purificata a bassa mineralizzazione, e non è un ornamento: è letteralmente quello che fa un'osmosi. Quello che conviene sapere è cosa significa per l'acqua che si beve, ed è più su, con quello che indicano l'Organizzazione mondiale della sanità e il Ministero della Salute.
+Pro
  • Pubblica i tempi di manutenzione e la pressione d'ingresso
  • Spiega per iscritto perché non monta il rimineralizzatore
  • Dichiara quanti sali toglie: dall'85 % al 95 %
  • Lo stesso marchio vende la versione con pompa per chi ha poca pressione
−Contro
  • Non pubblica il rapporto d'acqua che butta: dice solo basso scarto
  • Chiede almeno tre bar di pressione, o la versione con pompa
  • Marchio spagnolo: prima di comprare conviene chiedere se assistenza e ricambi arrivano in Italia
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Come abbiamo valutato questi sette impianti a osmosi inversa

Il catalogo è stato percorso il 6 settembre 2026 con quindici ricerche della famiglia nel catalogo di Amazon Spagna, per la versione originale di questa guida: 62 annunci distinti, di cui 44 impianti a osmosi inversa per la casa, 10 ricambi e accessori, 7 ultrafiltrazioni o filtri a carboni e 1 per acquario. Di ciascuno si è annotato ciò che dice il titolo con cui è in vendita, che è quello che si legge nell'elenco prima di aprire la scheda.

Le cifre tecniche dei sette selezionati vengono dalla scheda del loro produttore, letta lo stesso giorno: la pagina ufficiale del BWT MO575MBWT, quella del Waterdrop G3P600 e della gamma X8, la scheda del Bbagua EUR-50, quella dell'iSpring RCC7AK, il catalogo tecnico di Hidro-Water per il Nereo e l'annuncio stesso per chi non pubblica altro. Quando una scheda non pubblica un dato, in tabella c'è scritto che non lo dichiara, invece di riempirlo con una media.

Per l'Italia si sono aggiunte le fonti italiane, lette il 23 settembre 2026: il DM 25/2012 nel testo della Gazzetta Ufficiale, le linee guida del Ministero della Salute su quel decreto, il DPCM 4 marzo 1996 sulla pressione minima di fornitura, il XXI Rapporto di Cittadinanzattiva sulle tariffe del servizio idrico, il prezzo della minerale rilevato da Consumers' Forum sui dati dell'Osservatorio prezzi del ministero, i consumi dell'Annuario Acquitalia, la tariffa delle case dell'acqua del Comune di Pesaro, il listino dei filtri di Waterdrop nel suo negozio italiano, la spiegazione dell'elettrolisi dell'Associazione Italiana Acqua di Qualità, l'inchiesta di Altroconsumo e la pagina dell'Agenzia delle Entrate sul bonus acqua potabile. Dal 21 marzo 2023 la qualità dell'acqua potabile è regolata dal D.Lgs. 18/2023, che attua la direttiva europea 2020/2184. Ogni cifra porta la sua fonte e la data in cui è stata letta.

L'ordine non lo decidono il prezzo né la commissione: lo decide cosa si può sapere di ogni impianto prima di comprarlo e quanto costerà a chi lo installa. La disponibilità dei modelli cambia da paese a paese: i pulsanti portano al negozio Amazon del tuo paese.

Domande

Domande frequenti prima di comprare un depuratore a osmosi inversa

Quello che si chiede di più prima di comprare un'osmosi inversa
Qual è il miglior depuratore d'acqua a osmosi inversa?

Per una casa, l'aqqua FRESS 600GPD: dichiara il 70 % di acqua utilizzata, cioè 2,3 litri buoni per ogni litro allo scarico, più del doppio del 30 % che la specifica WaterSense dell'EPA chiede come minimo, e ha una modalità di microfiltrazione senza scarico per quando la membrana non serve. Se vuoi poter fare il conto prima di comprare, il BWT MO575MBWT, l'unico dei sette la cui scheda pubblica il recupero. Se la pressione di casa è bassa, l'Hidrowater Nereo, che dichiara di lavorare da 2,5 bar.

Quanta acqua si spreca con l'osmosi inversa?

Dipende dall'impianto, e le cifre pubblicate vanno da 1 a 9 litri per ogni litro prodotto: Altroconsumo scrive tra 1 e 2 litri (30 aprile 2025), l'EPA statunitense da 4 a 9 per gli impianti domestici comuni (novembre 2024). Per due persone che bevono e cucinano con quattro litri al giorno sono da 5.840 a 13.140 litri l'anno con un rendimento tra il 10 e il 20 %. Quell'acqua non è sporca: le linee guida del Ministero della Salute citano la possibilità di riutilizzarla dove non serve un'acqua a bassa salinità.

Quali sono gli svantaggi dell'osmosi inversa?

Sono quattro e hanno tutti un numero. Butta acqua: da 1 a 2 litri per litro bevuto secondo Altroconsumo fino a 4-9 secondo l'EPA, a seconda dell'impianto. Demineralizza: toglie dall'85 % al 97,5 % dei sali secondo la scheda di ciascuno, e il Ministero della Salute chiede attenzione ai rischi di un'eccessiva demineralizzazione. Chiede pressione: i quattro della selezione che la pubblicano vogliono almeno 2,5 bar, e il DPCM 4 marzo 1996 garantisce circa mezzo bar all'ultimo piano. E i filtri si pagano ogni anno: il set annuale del Waterdrop X8 costa 89,97 euro nel negozio italiano del produttore (letto il 23 settembre 2026).

Bere acqua osmotizzata fa male?

Non è l'acqua in sé il problema, è ciò che le manca. Una membrana a osmosi toglie anche calcio e magnesio, e l'acqua che esce è molto povera di minerali: il BWT MO575MBWT, che ha il rimineralizzatore, dichiara meno di 10 mg/L di calcio e meno di 1 mg/L di magnesio, sotto i minimi di 20 e 10 mg/L del capitolo dell'OMS sull'acqua demineralizzata. Le linee guida del Ministero della Salute riportano per la durezza un valore consigliato da 15 a 50 gradi francesi e l'invito a informare chi usa questi apparecchi. In pratica: con un'osmosi, calcio e magnesio devono arrivare dal cibo, e per cucinare la verdura l'acqua di rete è migliore.

Qual è la differenza tra un depuratore e un sistema di osmosi inversa?

In Italia la fa la legge. Il DM 25/2012, all'articolo 8, vieta di vendere un apparecchio sotto la voce generica di «depuratore d'acqua»: bisogna indicare l'azione precisa che svolge. L'osmosi inversa è una di queste azioni: una membrana che trattiene i sali disciolti e ha bisogno di uno scarico. Carboni attivi, microfiltrazione e ultrafiltrazione sono altri trattamenti che non tolgono i sali e non buttano acqua. La verifica rapida: se l'apparecchio non ha l'uscita per lo scarico, non è un'osmosi inversa.

Quanto dura un filtro ad osmosi inversa?

Dipende dall'impianto e dall'acqua, ed è il produttore a doverlo dire: il DM 25/2012 gli chiede di indicare sulla confezione il periodo di utilizzo. Per la gamma G3P600 Waterdrop dichiara 6 mesi o 550 galloni per il prefiltro, 12 mesi o 1.100 galloni per il carbone e 24 mesi o 2.200 galloni per la membrana; per l'X8 vende un set di ricambi con una durata dichiarata fino a 12 mesi. BWT consiglia di cambiare il kit di prefiltri del suo MO575 ogni 3-6 mesi a seconda della qualità dell'acqua.

L'elettrolisi dei venditori dimostra che l'acqua del rubinetto è inquinata?

No. Secondo l'Associazione Italiana Acqua di Qualità, i sali disciolti nell'acqua permettono l'ossidazione dell'elettrodo di ferro, che rilascia gli idrossidi che la colorano: i fiocchi vengono dall'elettrodo, non dall'acqua, e l'associazione la definisce una tecnica fraudolenta di vendita. L'acqua dell'osmosi resta limpida perché, senza sali, la corrente quasi non passa. Sulla potabilità, le linee guida del Ministero della Salute scrivono che le acque distribuite possono essere consumate in condizioni di sicurezza per tutta la vita, salvo situazioni limitate nel tempo e nel territorio.

Conviene l'osmosi rispetto all'acqua in bottiglia o alla casetta dell'acqua?

Rispetto alla bottiglia sì, rispetto alla casetta spesso no. La minerale costa in media 26 centesimi al litro (Consumers' Forum sui dati dell'Osservatorio prezzi del ministero, novembre 2025). Un'osmosi, per due persone che bevono e cucinano con quattro litri al giorno, costa tra 7,6 e 9,1 centesimi al litro tra filtri e acqua, con il set annuale di filtri del Waterdrop X8 (89,97 euro) e l'acqua a 2,90 euro al metro cubo: circa 22 euro al mese in meno della bottiglia. Le case dell'acqua del Comune di Pesaro vendono il litro a 5 centesimi, e per due persone l'osmosi finisce per costare di più. Il calcolatore di questa guida fa il conto con i tuoi numeri.

Esiste ancora il bonus acqua potabile?

No. Il bonus acqua potabile era un credito d'imposta del 50 %, fino a 1.000 euro per abitazione per le persone fisiche, e copriva le spese per sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e gasatura sostenute dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2023. La pagina dell'Agenzia delle Entrate che lo descrive è nell'archivio, aggiornata al 15 gennaio 2025. Per un acquisto del 2026 non vale.

Che pressione serve per un depuratore a osmosi inversa?

Tra quelli di questa selezione che la pubblicano, da 2,5 bar in su: l'Hidrowater Nereo da 2,5 a 4,2 bar, il BWT MO575MBWT da 3 a 6, il Bbagua EUR-50 da 3 a 5, l'iSpring RCC7AK da 3,1 a 4,8. Il DPCM 4 marzo 1996 garantisce al contatore un carico di 5 metri riferito al piano abitabile più alto, circa mezzo bar. Si misura con un manometro da rubinetto prima di comprare; sotto i 2,5 bar serve la versione con pompa.

Bisogna rimineralizzare l'acqua dell'osmosi inversa?

Il rimineralizzatore corregge il pH e il sapore e rende l'acqua meno aggressiva con l'impianto, ma non restituisce i minerali tolti dalla membrana. La scheda del BWT MO575MBWT lo dimostra: dopo il rimineralizzatore l'acqua ha da 20 a 30 mg/L di minerali in tutto, meno di 3 gradi francesi di durezza, contro i 15 che le linee guida del Ministero della Salute riportano come minimo consigliato per le acque addolcite o dissalate. Vale la pena per il gusto; i minerali arrivano dal cibo.

Se ci chiedi quale mettere sotto il lavello, ti consigliamo l'aqqua FRESS 600GPD: dichiara il 70 % di acqua utilizzata, più del doppio della soglia WaterSense, è a flusso diretto e ha una modalità senza scarico per l'acqua della pentola. Se vuoi poter fare tutto il conto prima di pagare, il BWT MO575MBWT, l'unico dei sette la cui scheda pubblica il recupero, la pressione d'ingresso e la composizione dell'acqua che esce. E se la pressione di casa è poca, che è l'errore più caro di questa categoria, l'Hidrowater Nereo, che dichiara di lavorare da 2,5 bar. C'è poi una domanda che vale tutta questa guida e si fa in dieci secondi: chiedi al venditore i valori prestazionali garantiti dell'impianto prima di pagare. Il DM 25/2012 obbliga a scriverli sulla confezione, e lì deve esserci il numero che quasi nessun annuncio riporta.

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Fonti di questa guida

Tutto quello che si afferma sopra viene da una di queste, lette nella data indicata.

  1. Ministero della Salute, Gazzetta Ufficiale n. 69 del 22 marzo 2012Decreto 7 febbraio 2012, n. 25: disposizioni tecniche concernenti apparecchiature finalizzate al trattamento dell'acqua destinata al consumo umanoArticolo 3, commi 5 e 6 (cosa indicare sulla confezione e nei manuali); articolo 5, comma 4 (non ritorno dell'acqua trattata in rete ed erogazione di acqua non trattata); articolo 6 (manuali in italiano e avvertenza obbligatoria sulla manutenzione); articolo 7, comma 2 (valvole di bypass); articolo 8 (prestazioni riferite a sostanze verificate e divieto della voce generica «depuratore d'acqua»). Letto il 23 settembre 2026.
  2. Ministero della Salute, con il parere del Consiglio superiore di sanità del 15 novembre 2012 (copia pubblicata dall'Associazione Italiana Acqua di Qualità)Linee guida sui dispositivi di trattamento delle acque destinate al consumo umano ai sensi del D.M. 7 febbraio 2012, n. 25Acque distribuite consumabili in sicurezza per tutta la vita; trattamenti domestici di affinamento del sapore; denominazioni di fantasia; durezza con valore consigliato tra 15 e 50 °F e limite inferiore per le acque addolcite o dissalate (D.Lgs. 31/2001); rischi di eccessiva demineralizzazione; conservazione dell'acqua trattata; soluzione concentrata allo scarico e suo riutilizzo; finezza di ultrafiltrazione e osmosi inversa. Letto il 23 settembre 2026.
  3. Gazzetta Ufficiale n. 55 del 6 marzo 2023, in vigore dal 21 marzo 2023Decreto legislativo 23 febbraio 2023, n. 18: attuazione della direttiva (UE) 2020/2184 sulla qualità delle acque destinate al consumo umanoLa norma vigente sulla qualità dell'acqua potabile. Letto il 23 settembre 2026.
  4. Spiegato da Acque Bresciane, gestore del servizio idricoDPCM 4 marzo 1996, disposizioni in materia di risorse idriche: livelli minimi dei serviziCarico idraulico minimo di 5 metri (0,5 bar) al punto di consegna, riferito alla copertura del piano abitabile più alto. Letto il 23 settembre 2026.
  5. Associazione Italiana Acqua di Qualità, risposta del dott. Giorgio TemporelliChe cosa è l'elettrolisi e a cosa serve?L'ossidazione dell'anodo in ferro rilascia gli idrossidi che colorano l'acqua; la dimostrazione è una tecnica fraudolenta di vendita. Letto il 23 settembre 2026.
  6. Cittadinanzattiva, 19 marzo 2026XXI Rapporto sul servizio idrico integrato528 euro di spesa media nel 2025 per una famiglia di tre persone con 182 metri cubi l'anno; il 28,7 % delle famiglie non si fida dell'acqua del rubinetto, il 49,5 % nelle isole. Letto il 23 settembre 2026.
  7. Sky TG24, 8 novembre 2025, sui dati di Consumers' Forum e dell'Osservatorio prezzi del MIMITAcqua minerale e del rubinetto: quanto si spende in Italia e dove costa di piùPrezzo medio di un litro di acqua minerale in 18 grandi città: 0,26 euro. Letto il 23 settembre 2026.
  8. Beverfood, Annuario Acquitalia, 26 giugno 2026Acque minerali Italia 2025: consumi record a 16,1 miliardi di litriConsumo di 273 litri a testa nel 2025, primo in Europa. Letto il 23 settembre 2026.
  9. Comune di PesaroCase dell'acquaDue case dell'acqua con tariffa unica di 5 centesimi al litro per acqua naturale, refrigerata e frizzante. Letto il 23 settembre 2026.
  10. Waterdrop, negozio italianoSet combinato di filtri di ricambio per sistema Waterdrop X8 ROSet per un anno a 89,97 euro, durata dichiarata fino a 12 mesi. Letto il 23 settembre 2026.
  11. Agenzia delle Entrate, pagina d'archivio aggiornata al 15 gennaio 2025Bonus acqua potabile: che cos'èCredito del 50 %, fino a 1.000 euro per abitazione per le persone fisiche, per le spese dal 2021 al 2023. Letto il 23 settembre 2026.
  12. Altroconsumo, 30 aprile 2025Depuratori d'acqua: a confronto tipi, caratteristiche e funzionamento«Per ogni litro di acqua osmotizzata prodotta, tra 1 e 2 litri di acqua potabile vengono sprecati». Letto il 23 settembre 2026.
  13. U.S. Environmental Protection Agency, in vigore dal 14 novembre 2024WaterSense Specification for Point-of-Use Reverse Osmosis Systems, Version 1.0Rendimento minimo del 30 %, pari a 2,3 litri allo scarico per ogni litro prodotto.
  14. U.S. Environmental Protection Agency, novembre 2024WaterSense Specification for Point-of-Use Reverse Osmosis Systems: Supporting StatementGli impianti comuni lavorano tra il 10 e il 20 %, da quattro a nove galloni allo scarico per gallone trattato.
  15. U.S. Environmental Protection Agency, 17 dicembre 2024Point-of-Use Reverse Osmosis Systems: Specification Overview and Certification ProcessDefinizioni di efficiency rating e recovery rating; il secondo è sempre più alto; la NSF/ANSI 58 chiede di togliere almeno il 75 % dei solidi disciolti e la ASSE 1086-2020 un recupero minimo del 40 %.
  16. NSF InternationalNSF/ANSI 58: Reverse Osmosis Drinking Water Treatment SystemsLa norma di prodotto delle osmosi domestiche; condizioni di misura a 50 psi, 77 °F e 750 mg/L di sali.
  17. NSF InternationalNSF/ANSI/CAN 372: Drinking Water System Components, Lead ContentCertifica il contenuto di piombo dei materiali, non ciò che l'impianto fa con l'acqua.
  18. Frantisek Kozisek per l'Organizzazione mondiale della sanità, 2005Health risks from drinking demineralised water, capitolo 12 di Nutrients in Drinking WaterAcqua a bassa mineralizzazione aggressiva con i materiali; minimi di 10 mg/L di magnesio e 20 mg/L di calcio e durezza da 2 a 4 mmol/L; perdite fino al 60 % di calcio e magnesio cucinando; ricolonizzazione batterica dei serbatoi in pressione.
  19. OCU, associazione dei consumatori spagnola, aggiornato al 1° gennaio 2011Filtros para el aguaLe osmosi utilizzano tra il 10 e il 20 % dell'acqua.
  20. BWTScheda del BWT Standard Reverse Osmosis MO575MBWTRecupero del 10-20 %; pressione da 3 a 6 bar; 8 litri all'ora; serbatoio da 12 litri; composizione dell'acqua dopo il rimineralizzatore. Letta il 6 settembre 2026.
  21. BWTFiltro di ricambio per BWT Standard Reverse Osmosis (CPV3BWT)Sostituzione consigliata ogni 3-6 mesi a seconda della qualità dell'acqua. Letto il 23 settembre 2026.
  22. WaterdropScheda del Waterdrop G3P600Rapporto 2:1; durata dei filtri di 6, 12 e 24 mesi; il rapporto reale può essere più basso di quello dell'etichetta. Letta il 6 settembre 2026.
  23. WaterdropScheda della gamma Waterdrop X8800 galloni al giorno, 2 litri prodotti per 1 allo scarico, certificazione NSF/ANSI 42, 58 e 372. Letta il 6 settembre 2026.
  24. BbaguaScheda del Bbagua EUR-50Pressione da 3 a 5 bar; 85-95 % dei sali; serbatoio da 8 litri utili; niente rimineralizzazione, spiegato per iscritto. Letta il 6 settembre 2026.
  25. iSpring Water SystemsScheda dell'iSpring RCC7AK75 galloni al giorno, NSF/ANSI 58, pressione da 45 a 70 psi, tre galloni allo scarico per ogni gallone prodotto. Letta il 6 settembre 2026.
  26. Hidro-Water, catalogo tecnicoOsmosi inversa RO-0206-12, modello NereoCinque stadi, pressione da 2,5 a 4,2 bar, sali tolti tra il 96 e il 97,5 %, ingresso massimo di 1.000 ppm. Letto il 6 settembre 2026.

Confronto: aqqua FRESS 600GPD vs BWT MO575MBWT vs Hidrowater Nereo RO-0206-12I tre fianco a fianco, con quello che questa guida dice di ciascuno

aqqua FRESS 600GPDQuello che spreca menoaqqua FRESS 600GPDVedi ›
BWT MO575MBWTQuello che pubblica i numeriBWT MO575MBWTVedi ›
Hidrowater Nereo RO-0206-12Se la pressione è pocaHidrowater Nereo RO-0206-12Vedi ›
Per chi
Scelta m8d · Il più parsimonioso dei sette, e l'unico che può filtrare senza scarico
Quello che pubblica il suo recupero, e con questo si può calcolare quanto consuma
Quello che chiede meno pressione per funzionare
Verdetto m8d
È l'unico dei sette che lascia scegliere se l'acqua passa o no dalla membrana, ed è anche quello che dichiara il rendimento più alto della selezione. In modalità osmosi lavora con presa e scarico e dichiara il 70 % di acqua utilizzata, cioè 2,3 litri buoni per ognuno che se ne va, più del doppio della soglia WaterSense. In modalità eco filtra senza elettricità e senza scarico, si ferma alla microfiltrazione e conserva i minerali dell'acqua di rete. Per riempire una pentola o il bollitore non serve demineralizzare, e poterlo decidere è un'idea che nessun altro impianto di questa selezione ha. La sua certificazione, come quella di quasi tutti, parla dei materiali.
La sua scheda ufficiale è la più onesta delle sette, ed è qui per questo anche se il numero che pubblica non è il migliore: dice, con queste parole, che il suo recupero sta tra il 10 e il 20 %. Pubblica anche la pressione d'ingresso che gli serve, la temperatura di lavoro e, cosa che non pubblica quasi nessuno, la composizione dell'acqua che esce dal rimineralizzatore. Con queste cifre si può fare tutto il conto prima di comprare, che è esattamente quello che questa guida chiede.
È quello della selezione che chiede meno pressione: il produttore dichiara una pressione di lavoro da 2,5 a 4,2 bar, mezzo bar in meno degli altri dalla parte bassa. Dove il livello minimo del servizio garantisce circa mezzo bar all'ultimo piano, quel mezzo bar è la differenza tra un impianto che lavora e uno che passa la giornata a riempire il serbatoio. La sua scheda non dichiara l'acqua che butta, e annuncio e catalogo tecnico non contano gli stessi stadi, il che dice parecchio su quanto vale quella cifra in tutta la categoria.
L'acqua che butta
2,3 buoni per 1 · 70 %
recupero dal 10 al 20 %
non lo dichiara
Pressione richiesta
non la dice
da 3 a 6 bar
da 2,5 a 4,2 bar
Serbatoio
senza serbatoio
12 litri
circa 15 litri
Norma nell'annuncio
CE, Regolamento 1935/2004
nessuna citata
nessuna citata
Pro
  • Due modalità: con membrana e scarico, o filtrando senza buttare acqua
  • 70 % di acqua utilizzata dichiarato in modalità osmosi, il più alto dei sette
  • Flusso diretto senza serbatoio: niente sacca in pressione sotto il lavello
  • Cambio del filtro con un solo gesto e installazione dichiarata in quindici minuti
  • Pubblica il suo recupero: l'unico dei sette che lo fa
  • Dichiara la pressione d'ingresso, unico dei 44 annunci contati in Spagna a metterla nel titolo
  • Pubblica la composizione dell'acqua che esce dal rimineralizzatore
  • Serbatoio da 12 litri con cinque stadi e rimineralizzatore compreso
  • Marchio europeo del trattamento dell'acqua con scheda tecnica scaricabile
  • La pressione di lavoro più bassa della selezione: da 2,5 bar
  • Toglie tra il 96 % e il 97,5 % dei sali secondo il produttore
  • Fissa per iscritto il limite dell'acqua in ingresso: 1.000 parti per milione
  • Produttore del trattamento dell'acqua con catalogo tecnico pubblicato
Contro
  • Il rapporto d'acqua non è nel titolo: bisogna aprire la scheda
  • La certificazione dichiarata riguarda i materiali, non le prestazioni
  • In modalità eco non è un'osmosi: è microfiltrazione, e bisogna saperlo
  • Il recupero dal 10 al 20 % è la fascia bassa del mercato
  • Senza pompa, ha bisogno di almeno tre bar di pressione d'ingresso
  • L'annuncio e la scheda del produttore non danno la stessa portata
  • Non dichiara l'acqua che butta né il suo rendimento
  • L'annuncio conta sei stadi e la scheda del produttore cinque
  • Bi-blocco con serbatoio: è il formato che chiede più spazio

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