Casa intelligenteAggiornato il 16 settembre 202625 min di lettura

Migliori stufette elettriche a basso consumo 2026: quale comprare e perché la classe energetica non esiste

Radiatore elettrico bianco montato su una parete di pietra accanto a una poltrona

Apparecchi che portano «basso consumo» nel proprio nome vanno da 450 a 2.500 watt, e nessuno di loro ha una classe energetica: il Regolamento (UE) 2015/1186 esclude dall'etichettatura gli apparecchi elettrici. Quello che decide la bolletta sono i watt e le ore, e in Italia decide anche il contatore da 3 kW.

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Aggiornato il 16 settembre 2026In qualità di Affiliato Amazon, m8d.io riceve un guadagno dagli acquisti idonei. Non condiziona l'analisi: qui comandano i watt dichiarati da ogni produttore, i regolamenti europei citati in fondo e il prezzo di riferimento ARERA.
Radiatore elettrico bianco montato su una parete di pietra accanto a una poltrona

Le migliori stufette elettriche a basso consumo non consumano meno perché portano quell'etichetta: per gli apparecchi elettrici la classe energetica non esiste, e lo dice l'articolo 1 del regolamento europeo che le esclude dall'etichettatura. Quello che decide la tua bolletta sono i watt che accendi e le ore che li tieni accesi, e in Italia decide anche una terza cosa: con un contatore da 3 kW, una stufetta da 2.000 watt ti lascia 1.300 watt per tutto il resto della casa.

Dimmi la stanza e ti dico quale dei nove
EVVO C6, emettitore termico da 900 watt con sei elementi, wifi compatibile con Google Home, blocco bambini e installazione a pavimento o a parete
Scelta m8d · 900 watt, e restano 2.400 per il resto della casaEVVO C6

Novecento watt bastano e costano ventotto centesimi l'ora, meno della metà di uno da duemila. E lasciano 2.400 watt liberi sul contatore.

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Lo dice l'articolo 1 del regolamento

La classe energetica di una stufetta elettrica non esiste: lo dice il regolamento europeo

Dentro questa ricerca, su google.it, c'è un risultato che è una ricerca di Amazon per «stufetta elettrica classe A++». È il riassunto perfetto del problema: migliaia di persone cercano una classe energetica che per questo prodotto non esiste, e non per una dimenticanza dei produttori.

Il Regolamento delegato (UE) 2015/1186, che stabilisce l'etichettatura energetica degli apparecchi per il riscaldamento d'ambiente locale, dice all'articolo 1, testualmente, che «il presente regolamento non si applica: a) agli apparecchi per il riscaldamento d'ambiente locale elettrici». Le stufe a pellet e a legna hanno l'etichetta dal 1º gennaio 2018; le elettriche no, e non l'avranno, perché non ci sarebbe niente da distinguere.

La ragione è fisica ed è tutta la guida: una stufetta elettrica non fabbrica calore dal nulla, prende elettricità e la converte in calore, e lo fa praticamente per intero. Per questo, a parità di watt, costano tutte uguale all'ora. Un apparecchio da 1.000 watt consuma un kilowattora ogni ora acceso, sia ad olio, ceramico, a fluido o alogeno, e non conta il marchio. Un'etichetta che le ordinasse per efficienza ordinerebbe cose identiche.

Quello che promette l'etichetta e quello che dice la norma

Il regolamento è pubblico e linkato in fondo. La verifica sono due clic e l'articolo 1 è la prima cosa che si legge.

Quello che dice la scatola

«Stufetta elettrica a basso consumo», nel titolo del prodotto, prima di qualsiasi dato tecnico. È la formula di quasi tutta la categoria, e in alcuni negozi è il nome di una categoria intera.

Da 450 a 2.500 watt

Con quell'etichetta nel nome ci sono apparecchi da 450 W, da 1.000 come lo HJM OPTIMA 1000 vedi ›, da 1.200 come il Haverland RCE8S LCD vedi ›, da 1.500 come il Cecotec ReadyWarm 7000 Space vedi ›, da 2.000 come la Haverland Medusa vedi › e da 2.500 W. Fra il primo e l'ultimo ci sono cinque volte e mezza di differenza in quello che spendono all'ora. E si vede anche nei negozi italiani: un comparatore di prezzi ha una categoria che si chiama esattamente «stufetta elettrica basso consumo» e dentro ci sono termoventilatori ceramici da 1.200 W, mentre un altro scrive che una stufa elettrica standard va dai 500 ai 2.500 W e che fra quelle ci sono le a basso consumo.

E la norma non la ordina

Il Regolamento (UE) 2015/1186 esclude gli apparecchi elettrici dall'etichettatura energetica. Quello che li riguarda è l'ecodesign: il Regolamento (UE) 2024/1103, in vigore dal 1º luglio 2025, ha sostituito il 2015/1188 e fissa requisiti di controllo, non una classe. Fra le novità, gli apparecchi venduti senza dispositivo di controllo della temperatura entrano nel campo di applicazione. Nessuna di queste norme produce una lettera da mettere in vetrina.

Quello che sì ordina

I watt e le ore. Al prezzo di riferimento ARERA del terzo trimestre 2026, 31,63 centesimi al kilowattora, un apparecchio da 900 watt costa 28 centesimi l'ora e uno da 2.000 ne costa 63. Su cinque ore al giorno per i sei mesi della stagione di riscaldamento della zona E, sono 256 euro contro 569.

Regola m8d: Se vedi una classe energetica su una stufetta elettrica, non è l'etichetta europea: quel prodotto ne è escluso per legge. E «basso consumo» non è una caratteristica, è una parola che compare uguale su un apparecchio da 450 watt e su uno da 2.500. Quello che spenderai sta nella scheda, in watt, e lo paghi intero ogni ora che è acceso.

Il limite che in Italia decide l'acquisto

Quanti watt puoi davvero accendere con un contatore da 3 kW

Questa è la parte che nessuna guida italiana di questa ricerca racconta, e che in Italia decide l'acquisto più della marca. La potenza impegnata standard di una casa italiana è di 3 kW, e ARERA spiega sulla sua pagina per i consumatori che il contatore interrompe la fornitura quando si supera quel valore maggiorato di una franchigia del 10 %: con l'esempio scritto da loro, «la potenza impegnata è di 3 kW e quindi il contatore salta se si prelevano istantaneamente più di 3,3 kW».

Da lì esce una sottrazione che vale più di qualunque etichetta. Se accendi una stufetta da 2.000 watt, ti restano 1.300 watt per tutto il resto della casa. Un frigorifero sta sui 150, una lavatrice in fase di riscaldamento supera i 2.000 da sola, un forno elettrico anche, un phon sta fra 1.200 e 2.200. La scena di gennaio con la luce che va via non è un caso: è aritmetica.

E la contropartita ha anche lei un numero. Sempre ARERA: ogni kW di potenza impegnata pesa in bolletta per circa 26 euro l'anno, e passare da 3 a 4 kW costa 100,68 euro IVA inclusa con le agevolazioni attuali. Ti consigliamo di farlo solo se il problema è ricorrente, e con questo numero davanti: scegliere una stufetta da 900 watt invece di una da 2.000 ti fa risparmiare più di 300 euro in una stagione di sei mesi a cinque ore al giorno, cioè tre volte quello che costa cambiare il contatore.

La sottrazione, con i watt di quello che hai in casa

I 3,3 kW sono il tetto istantaneo di un contatore da 3 kW secondo la pagina di ARERA per i consumatori. Il resto è una sottrazione, e si può rifare con i watt scritti sulla targhetta dei tuoi elettrodomestici.

Stufetta da 900 W

Restano 2.400 watt sotto il tetto. Ci stanno il frigorifero, le luci, il televisore e perfino il forno se non lo accendi al massimo insieme a tutto il resto. È il gradino che non ti obbliga a pensarci.

Stufetta da 1.500 W

Restano 1.800 watt. Basta per la casa ferma, non basta per lavatrice o forno accesi contemporaneamente. Qui si comincia a scegliere che cosa accendere.

Stufetta da 2.000 W

Restano 1.300 watt, che sono meno di un phon. Se qualcuno si asciuga i capelli mentre la stufetta è al massimo, il contatore stacca. È il motivo per cui in questa guida un apparecchio da 2.000 watt non sta sul podio.

E la presa dove la attacchi

Una stufetta da 2.000 watt chiede circa 9 ampere, e molte prolunghe e ciabatte economiche sono marcate per 10 A o 2.300 W in totale, per tutto quello che hanno attaccato. Guarda la cifra stampata sulla ciabatta prima di usarla, e se puoi attacca la stufetta direttamente al muro. Il TP-Link Tapo P110 vedi › di questa guida dichiara un carico massimo di 3.680 watt e 16 ampere, quindi regge qualsiasi stufetta domestica: è la prima cosa da controllare nella scheda di una presa intelligente.

Regola m8d: Prima di scegliere i watt della stufetta, guarda la potenza del tuo contatore. Con 3 kW, una stufetta da 900 watt ti lascia 2.400 watt liberi e una da 2.000 te ne lascia 1.300, cioè meno di una lavatrice in riscaldamento. Non è una questione di risparmio: è di non restare al buio.

La bolletta, con la tua tariffa

Calcolatrice di quanto costa una stufetta elettrica all'ora, al mese e per stagione

In una stufetta elettrica il consumo lo fissa il wattaggio, e il wattaggio lo sceglie il produttore. Quello che resta nelle tue mani sono le ore. Qui ci sono i due conti affiancati, senza stimare niente: watt per ore per tariffa, con il prezzo di riferimento ARERA già impostato e la stagione della zona climatica E come base per il conto dell'inverno.

Calcolatrice di quanto costa una stufetta elettrica all'ora, al mese e per stagione

Quanto costa tenere accesa una stufetta elettrica e quanto cambia un'ora in meno al giorno. Scegli i watt dell'apparecchio, le ore e il prezzo del tuo kilowattora: il riferimento ARERA per il cliente tipo vulnerabile è già impostato, 0,3163 euro dal 1º luglio 2026. Il conto della stagione usa i sei mesi della zona climatica E del D.P.R. 412/1993, dal 15 ottobre al 15 aprile, che è dove vivono Milano, Torino e Bologna. Non c'è nessuna stima: è una moltiplicazione, ed è il tetto con l'apparecchio acceso senza fermarsi.

Quanto costa tenerla accesa, e cosa cambia un'ora in menoIn una stufetta elettrica il consumo lo fissa il wattaggio, e il wattaggio lo sceglie il produttore. Quello che è nelle tue mani sono le ore. Qui ci sono i due conti affiancati, senza stimare niente: watt per ore per tariffa.
Watt dell'apparecchio
Come la userai30,00 €al mese120,00 € nei sei mesi della stagione della zona climatica E
Con un'ora in meno al giorno24,00 €al mese96,00 € nei sei mesi della stagione

Un'ora in meno al giorno sono 24,00 € in una stagione, con lo stesso apparecchio e senza rinunciare a nient'altro. Ogni ora accesa costa 0,20 €.

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Quello di questa guida che vive in quel wattaggioHJM OPTIMA 1000Vedi su Amazon ›

È il tetto: l'apparecchio in funzione senza fermarsi per tutte quelle ore. Con il termostato su una temperatura ragionevole si ferma e riparte a cicli e la bolletta scende, ma di quanto dipende da quanto è isolata la tua casa e questo non lo pubblica nessun produttore. I sei mesi della stagione sono quelli della zona climatica E del D.P.R. 412/1993, dal 15 ottobre al 15 aprile: se sei in zona D sono cinque mesi e mezzo, dal 1º novembre. La tariffa preimpostata è il prezzo di riferimento ARERA per il cliente tipo vulnerabile in Maggior Tutela, 0,3163 euro al kilowattora dal 1º luglio 2026: cambiala con quella della tua bolletta. La disponibilità dei prodotti cambia da un mercato all'altro e i pulsanti portano al negozio del tuo Paese.

Cinque famiglie, una sola bolletta

Termoventilatore, alogena, ceramica, olio o termoconvettore: cosa cambia davvero

Qui è dove il settore si difende: se consumano tutte uguale per watt, la conversazione si sposta sulla tecnologia. E la tecnologia cambia qualcosa, solo che non è la bolletta.

Quello che cambia è l'inerzia e il modo in cui il calore arriva. Un radiatore ad olio come il De'Longhi Radia S vedi › ci mette a scaldare e resta tiepido un po' dopo lo spegnimento. Un emettitore secco come lo EVVO C6 vedi › scalda prima e si raffredda prima. Un ceramico come lo HJM OPTIMA 1000 vedi › sta in mezzo. Un termoventilatore butta aria calda addosso subito e smette nel momento in cui lo spegni. Un'alogena scalda per irraggiamento quello che ha davanti, non la stanza. Tutti hanno consumato esattamente gli stessi kilowattora: l'inerzia sposta il calore nel tempo, non lo regala. Quel po' di calore dopo lo spegnimento l'hai già pagato.

Cosa cambia e cosa no, con la scheda davanti

Tre colonne per non doverne più discutere, e una quarta per la parola che in Italia compare di più nel titolo dopo «stufetta».

Non cambia la bolletta

Il tipo di calore: olio, fluido, secco, ceramico, alogeno o mica. A parità di watt, la stessa ora accesa costa uguale. È una conseguenza diretta del fatto che un apparecchio elettrico converte in calore praticamente tutta l'elettricità che prende.

Cambia il comfort

L'inerzia e come distribuisce il calore. Olio e ceramica per una stanza dove stai molte ore di fila; secco e termoventilatore per una che vuoi calda in fretta e per poco; alogena per scaldare una persona, non un ambiente. È una decisione d'uso, non di soldi.

Cambia la bolletta davvero

Il controllo: termostato preciso, programmazione settimanale, rilevamento di finestra aperta. Tutto quello che fa stare l'apparecchio spento più tempo. Per questo la scelta di questa guida è lo EVVO C6 vedi › e non quello con più elementi, e per questo il TP-Link Tapo P110 vedi › fa più per la tua bolletta che cambiare tecnologia.

E il termoconvettore

È la parola che in Italia si cerca quasi quanto «stufetta», e non è una tecnologia diversa dal punto di vista della bolletta: è una resistenza che scalda l'aria che sale per convezione naturale, senza ventola. Silenzioso, scalda l'ambiente invece della persona, e consuma esattamente i watt che dichiara. Se stai confrontando un termoconvettore da 2.000 watt con un termoventilatore da 2.000, la differenza è il rumore e la velocità, non il costo orario.

Regola m8d: Fra due apparecchi con gli stessi watt, la tecnologia del calore non cambia quello che spendi: cambia quando lo senti. Quello che cambia la bolletta è il termostato e il programmatore, cioè tutto quello che fa stare l'apparecchio spento più tempo.

Con il prezzo ARERA in ogni riga

Le nove stufette a confronto, con quello che costa ognuna all'ora

Ordinate per watt, che è l'unica cosa che ordina il costo. La riga evidenziata non è la macchina migliore: è quella che costa meno da tenere accesa, che in questa categoria è un modo legittimo di scegliere.

ApparecchioWattTipoControlloCosta all'oraRestano sul contatore da 3 kW
EVVO C6EVVO C6 vedi ›900 Wemettitore seccowifi0,28 euro2.400 WVedi ›
HJM OPTIMA 1000HJM OPTIMA 1000 vedi ›1.000 Wceramicowifi + settimanale0,32 euro2.300 WVedi ›
Haverland RCE8S LCDHaverland RCE8S LCD vedi ›1.200 Wfluidosettimanale + indicatore di consumo0,38 euro2.100 WVedi ›
Orbegozo RRW 1300Orbegozo RRW 1300 vedi ›1.300 Wemettitore seccowifi + telecomando0,41 euro2.000 WVedi ›
Orbegozo RRW 1500Orbegozo RRW 1500 vedi ›1.500 Wemettitore seccowifi + telecomando0,47 euro1.800 WVedi ›
Cecotec ReadyWarm 7000 SpaceCecotec ReadyWarm 7000 Space vedi ›1.500 Wolio3 livelli, senza programmare0,47 euro1.800 WVedi ›
Haverland MedusaHaverland Medusa vedi ›2.000 Wceramicofinestra aperta0,63 euro1.300 WVedi ›
De'Longhi Radia SDe'Longhi Radia S vedi ›non figura nella sua schedaoliotermostatonon calcolabilenon calcolabileVedi ›
TP-Link Tapo P110TP-Link Tapo P110 vedi ›presa, non stufettamisura e programmaorari + misurazioneil consumo di quello che attacchiregge fino a 3.680 WVedi ›

Il costo orario è watt per tariffa, con il prezzo di riferimento ARERA di 0,3163 euro al kilowattora e l'apparecchio acceso senza fermarsi. L'ultima colonna è la sottrazione da 3,3 kW, che è il tetto istantaneo di un contatore da 3 kW secondo ARERA. La riga in cui c'è scritto "non figura" è letterale: quella scheda non pubblica i watt, quindi il suo costo non si può calcolare senza aprire il manuale.

Nove apparecchi e una presa

Le migliori stufette elettriche a basso consumo del 2026, una per una

L'ordine non è per potenza né per prezzo: è per a chi serve ciascuna. E dentro ogni caso comanda quello che il produttore pubblica, perché quello che non pubblica non si può calcolare.

EVVO C6, emettitore termico da 900 watt con sei elementi, wifi compatibile con Google Home, blocco bambini e installazione a pavimento o a parete
Scelta m8d · 900 watt, e restano 2.400 per il resto della casa

EVVO C6 vedi ›

Verdetto m8d

Novecento watt è la cifra che quasi nessuno osa mettere in un soggiorno e che avanza in una camera da letto, e lì sta la sua grazia: ventotto centesimi l'ora, meno della metà di quello che costa tenere acceso uno da duemila. In più è uno dei pochi che dichiara la superficie a cui punta, dodici metri quadrati, e questo permette di verificare se il produttore sta esagerando o no.

Cosa c'è da sapere
  • Dichiara fino a dodici metri quadrati con novecento watt. È uno dei pochi che dà il dato, e dà un riferimento con cui giudicare gli altri: settantacinque watt per metro quadrato.
  • Ventotto centesimi l'ora al prezzo di riferimento ARERA. In una camera da letto acceso tre ore prima di dormire sono circa venticinque euro al mese, contro i cinquantasette di un apparecchio da 2.000 watt nelle stesse ore.
  • È anche l'unico gradino di potenza che non ti mette in conflitto con il contatore. Con 900 watt accesi restano 2.400 watt sotto il tetto di 3,3 kW di un contatore da 3 kW: ci stanno forno, lavatrice o phon senza che scatti. Con 2.000 watt ne restano 1.300.
  • Si installa a pavimento con i piedini o ancorato alla parete, e questa seconda opzione è quella che lo trasforma in riscaldamento fisso di una stanza invece che in un oggetto che si sposta.
+Pro
  • I watt più onesti della lista per una camera da letto
  • Pubblica la superficie a cui punta, cosa che quasi nessuno fa
  • Si può ancorare alla parete
  • Blocco bambini
−Contro
  • Novecento watt restano corti in un soggiorno grande o mal isolato
  • Marchio con meno storia in questa categoria
  • Il wifi dipende dalla sua app
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De'Longhi Radia S, radiatore ad olio a sette elementi con termostato di sicurezza e funzione antigelo per ambienti fino a 45 metri cubi
Il radiatore ad olio, marca italiana

De'Longhi Radia S vedi ›

Verdetto m8d

Un radiatore ad olio del marchio che li fa da più tempo, con termostato di sicurezza e funzione antigelo, che è quella che lo lascia a sorvegliare una seconda casa chiusa senza che scoppi una tubatura. È la scelta italiana per antonomasia di questa categoria, e la mettiamo al secondo posto e non al primo per una ragione precisa: non pubblica i watt, e in questa guida i watt sono l'unica cosa che decide la bolletta.

Cosa c'è da sapere
  • Dichiara la sua portata in metri cubi, fino a quarantacinque, non in metri quadrati. È il terzo criterio diverso della stessa lista, ed è il motivo per cui in questa guida non usiamo la superficie per confrontare niente.
  • La funzione antigelo tiene l'ambiente sopra lo zero senza scaldarlo davvero. Per una casa di montagna o una seconda casa chiusa in inverno è la ragione per comprarlo, e in Italia è un caso frequente: fuori dal periodo fissato dal D.P.R. 412/1993 per la tua zona climatica l'impianto è spento e la casa scende.
  • Nella sua scheda di vendita non figura la potenza in watt, che è il dato con cui si calcola quanto costa tenerlo acceso. Bisognerebbe cercarlo nel manuale, e lo diciamo invece di stimarlo.
  • È a olio, con quello che comporta: ci mette a partire, resta tiepido dopo lo spegnimento e pesa. Nessuna delle tre cose cambia quello che consuma.
+Pro
  • Marchio italiano con decenni su questo prodotto esatto
  • Funzione antigelo, quella che serve in una seconda casa chiusa
  • Termostato di sicurezza
  • Ruote e maniglia di serie
−Contro
  • La sua scheda di vendita non pubblica i watt
  • Dichiara la portata in metri cubi, non confrontabile con il resto
  • Senza programmazione: dipende da una presa con orario
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HJM OPTIMA 1000, emettitore termico ceramico wifi da 1.000 watt con programmazione settimanale, funzioni di risparmio e modo turbo
Ceramico e con programmazione settimanale

HJM OPTIMA 1000 vedi ›

Verdetto m8d

Mille watt, ceramico e programmabile dal telefono, di un produttore specializzato. È l'apparecchio di chi lo lascerà sulla parete e non lo toccherà più per cinque anni. Quello che va chiaro è che i suoi mille watt costano trentadue centesimi l'ora esattamente come i mille watt di chiunque altro: quello che paghi in più è finitura, garanzia e controllo.

Cosa c'è da sapere
  • Mille watt sono trentadue centesimi l'ora tondi al prezzo di riferimento ARERA. È il conto più facile della guida e serve da metro per tutti gli altri.
  • Ceramico: il blocco interno accumula calore e lo rilascia più lentamente. Come con l'olio, questo distribuisce il calore nel tempo ma non cambia i kilowattora che hai comprato.
  • Programmazione settimanale completa e funzioni di risparmio. In un apparecchio che vivrà sulla parete, questo è quello che decide la bolletta dei prossimi inverni.
  • Porta anche lui l'etichetta del basso consumo, con mille watt. E un altro con la stessa etichetta sul mercato ne ha duemilacinquecento. L'etichetta non distingue, e non esiste nessuna classe energetica che lo faccia.
+Pro
  • Programmazione settimanale e controllo wifi
  • Mille watt tondi, il conto più facile di tutti
  • Pensato per installazione fissa a parete
−Contro
  • Prezzo da gamma alta per mille watt
  • Mille watt restano corti in un soggiorno grande
  • Il ceramico ci mette un po' a rilasciare il calore all'inizio
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Haverland RCE8S LCD, emettitore termico a fluido da 1.200 watt con indicatore di consumo, programmazione settimanale, funzione BOOST e avvio adattivo
L'unico che ti dice quanto sta spendendo

Haverland RCE8S LCD vedi ›

Verdetto m8d

È il più caro della lista e quello che risolve meglio il problema di fondo di questa categoria, che è che nessuno sa quanto sta spendendo: ha l'indicatore di consumo sull'apparecchio. Tutta la guida dice che la bolletta la decidono le ore, e questo è l'unico che te le mostra mentre le consumi.

Cosa c'è da sapere
  • Indicatore di consumo integrato. Nessun altro della lista ce l'ha, ed è esattamente il dato che nessun produttore pubblica nella scheda: quanto finisce per consumare davvero in una casa concreta. In Italia, con il kilowattora a 31,63 centesimi, quel numero vale più che altrove.
  • Programmazione settimanale di serie, con avvio adattivo. Tradotto: impara quanto ci mette la tua stanza ad arrivare in temperatura e comincia prima o dopo per non superarla.
  • Milleduecento watt sono trentotto centesimi l'ora al prezzo di riferimento ARERA. Quello che paghi in più rispetto agli altri è il controllo, non il calore.
  • È a fluido. La differenza rispetto a un ceramico o a un secco sta in come distribuisce il calore nel tempo, non nella bolletta: a parità di watt, la stessa ora accesa costa uguale.
+Pro
  • Indicatore di consumo sull'apparecchio, unico in questa lista
  • Programmazione settimanale e avvio adattivo
  • Produttore specializzato solo in questo
  • Watt contenuti per quello che costa
−Contro
  • È il prezzo più alto della guida con distacco
  • Il calore a fluido ci mette un po' più di un ceramico ad arrivare
  • Senza wifi: si programma sull'apparecchio stesso
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Cecotec ReadyWarm 7000 Space, radiatore ad olio a sette moduli e 1.500 watt con tre livelli di potenza, ruote e sistema di sicurezza
L'economico che ha senso

Cecotec ReadyWarm 7000 Space vedi ›

Verdetto m8d

Se quello che vuoi è calore questa settimana e per pochi soldi, questo è l'apparecchio. Va detto che cosa compri e che cosa no: millecinquecento watt sono quarantasette centesimi l'ora, non ha programmatore e l'inerzia dell'olio farà sì che ci metta a scaldare e che resti tiepido un po' dopo lo spegnimento. Quel po' non è risparmio, è calore che hai già pagato, e si apprezza lo stesso.

Cosa c'è da sapere
  • Quarantasette centesimi l'ora al prezzo di riferimento ARERA. Cinque ore al giorno per i sei mesi della stagione di riscaldamento della zona climatica E sono circa 427 euro, e quel conto va fatto prima di comprare, non a gennaio.
  • I tre livelli di potenza non sono un dettaglio: sul livello basso l'apparecchio scende di watt e con lui scende il costo orario. È l'unico modo di usarlo bene, perché programmatore non ne ha.
  • Dichiara quindici metri quadrati con millecinquecento watt: cento watt per metro. Un altro apparecchio della lista ne dichiara dodici con novecento, che sono settantacinque. Nessuno usa lo stesso criterio.
  • Senza programmazione né termostato di precisione. Qui entra la presa con orario più in basso, che costa pochissimo e gli aggiunge l'unica cosa che gli manca.
+Pro
  • Prezzo di ingresso difficile da discutere
  • Pubblica la superficie che dichiara di coprire
  • Inerzia: resta tiepido un po' dopo lo spegnimento
  • Tre livelli di potenza, che permettono davvero di scendere di watt
−Contro
  • Né programmatore né termostato fine: va spento a mano
  • Millecinquecento watt a pieno sono quarantasette centesimi l'ora
  • Ci mette più di un emettitore secco a scaldare
  • Pesa e ingombra
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Haverland Medusa, emettitore ceramico da 2.000 watt con termostato regolabile, rilevamento di finestra aperta, quattro modi e funzione Babycare
Potenza grande, e il limite del contatore

Haverland Medusa vedi ›

Verdetto m8d

Duemila watt, che sono sessantatré centesimi l'ora e il tetto di quello che si accende in una casa normale. Sta qui perché ci sono soggiorni grandi e mal isolati dove serve, e perché porta la funzione che ha più senso in un apparecchio così: il rilevamento di finestra aperta, che lo spegne da solo quando qualcuno arieggia ed evita di scaldare la strada a sessantatré centesimi l'ora. Prima di comprarlo, controlla la potenza del tuo contatore.

Cosa c'è da sapere
  • Sessantatré centesimi ogni ora acceso al prezzo di riferimento ARERA. È l'apparecchio più caro da tenere in funzione di tutta la guida, e per questo il termostato conta qui più che altrove.
  • È anche quello che obbliga a fare i conti con il contatore. Duemila watt su un contatore da 3 kW lasciano 1.300 watt per tutto il resto: frigorifero, luci, forno, lavatrice, phon. Sopra i 3,3 kW il contatore stacca, ed è la scena tipica di una casa italiana a gennaio.
  • Rilevamento di finestra aperta: nota il calo brusco di temperatura e si spegne. In una casa con bambini o con qualcuno che arieggia la mattina, questo si ripaga in un inverno.
  • Funzione Babycare, che limita la temperatura della superficie. In una stanza dei bambini è la differenza fra poterlo mettere e no.
+Pro
  • Rilevamento di finestra aperta, la funzione che fa risparmiare di più della lista
  • Potenza vera per un ambiente grande
  • Limitazione della temperatura di superficie
  • Produttore specializzato
−Contro
  • Sessantatré centesimi l'ora: il più caro da tenere acceso
  • Con un contatore da 3 kW lascia solo 1.300 watt per il resto della casa
  • Senza wifi né programmazione settimanale
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Orbegozo RRW 1300, emettitore termico da 1.300 watt con sei elementi in alluminio, wifi, telecomando e programmazione oraria
Il gradino di mezzo, con programmazione

Orbegozo RRW 1300 vedi ›

Verdetto m8d

Il gradino di mezzo di questa lista: potenza per un soggiorno piccolo e la programmazione, che è l'unica cosa che separa una bolletta da un'altra. Se la stanza è una camera da letto, con novecento watt risparmi tredici centesimi ogni ora.

Cosa c'è da sapere
  • Milletrecento watt sono quarantuno centesimi l'ora al prezzo di riferimento ARERA, e cinque ore al giorno per i sei mesi della stagione di zona E sono circa 370 euro.
  • Sei elementi in alluminio, cioè un emettitore secco: scalda prima di uno a olio e si raffredda prima anche. Nessuna delle due cose cambia quello che consuma, solo quando lo senti.
  • Telecomando oltre all'app. Sembra un dettaglio e non lo è: in una casa dove la stufetta la spegne chi va a letto per ultimo, quello che non è a portata di mano non si spegne.
+Pro
  • Il programmatore e il wifi, che sono l'unica cosa che abbassa davvero la bolletta
  • Watt contenuti per quello che scalda
  • Telecomando fisico oltre all'app
−Contro
  • Un emettitore secco si raffredda appena si spegne: non c'è inerzia che accompagni
  • La sua scheda non pubblica la superficie consigliata
  • A pieno regime resta un apparecchio da 1.300 watt come qualsiasi altro da 1.300
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È lo stesso apparecchio del modello da 1.300 con duecento watt in più, e questa è tutta la differenza: quarantasette centesimi l'ora invece di quarantuno. Ha senso se l'ambiente è grande o mal isolato, perché una stufetta che non arriva alla temperatura resta accesa tutto il tempo e allora sì che consuma.

Cosa c'è da sapere
  • Millecinquecento watt sono quarantasette centesimi l'ora, sei più di quello da 1.300. In sei mesi a cinque ore al giorno sono circa cinquantasette euro di differenza.
  • Stesso wifi, stesso telecomando e stessa programmazione del fratello piccolo. L'unica cosa che cambia è la potenza, che è proprio quello che va scelto con la testa in questa categoria.
  • Salire di watt non è male di per sé: un apparecchio piccolo per un ambiente grande non arriva mai alla temperatura e resta acceso senza fermarsi, il che costa più di uno maggiore che si spegne.
+Pro
  • Potenza per un ambiente grande senza arrivare a 2.000 watt
  • Programmazione e wifi uguali al modello piccolo
−Contro
  • Sei centesimi l'ora in più di quello da 1.300
  • Neanche la sua scheda pubblica la superficie consigliata
  • In una camera da letto è potenza di troppo
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CEI 64-8, sezione 701

Stufetta elettrica in bagno: cosa dice la CEI 64-8 e dove non si può mettere

«Stufetta elettrica da bagno» è una delle ricerche correlate di questa pagina di Google, e accanto c'è «stufetta elettrica pericolosa». Le due domande sono la stessa, e hanno una risposta scritta in una norma italiana che nessuna delle guide in prima pagina cita.

La norma CEI 64-8, sezione 701, dedicata ai locali che contengono bagni o docce, divide il bagno in zone di pericolosità a partire dalla vasca o dal piatto doccia. La zona 0 è il volume interno della vasca o del piatto. La zona 1 arriva fino a 2,25 metri di altezza sopra il pavimento. La zona 2 si estende per 60 centimetri oltre il bordo della zona 1, sempre fino a 2,25 metri. Dalla zona a cui appartiene una presa dipende che cosa ci si può attaccare.

Tradotto in quello che ti riguarda: una stufetta portatile appoggiata accanto alla doccia sta in zona 1, e lì non ci va. Gli apparecchi di riscaldamento sono ammessi in zona 2, in classe I o II e con il grado di protezione richiesto, e fuori dalle zone non c'è limite di questo tipo. È anche il motivo per cui i calefattori da bagno si vendono da fissare in alto sulla parete e non da appoggiare per terra.

E una verifica che non costa niente. Se stai comprando una stufetta per il bagno, guarda nella scheda il grado di protezione IP: è la sigla che dice quanta acqua regge. Un apparecchio senza IP dichiarato non è un apparecchio da bagno, per quanto lo venda la foto. E se il bagno è piccolo e la stufetta sta lontana dalla doccia, quello che conta di più è la potenza: un bagno si scalda in dieci minuti, e con dieci minuti al giorno anche 2.000 watt costano dieci centesimi.

Onestà

Cosa abbassa davvero la bolletta, e quando non dovresti comprare una stufetta elettrica

Se sei arrivato fin qui cercando l'apparecchio che consuma poco, la risposta onesta è che quell'apparecchio non esiste: esiste quello che sta spento più tempo. E ci sono tre modi di ottenerlo, in ordine di quanto costano.

Il primo è gratis: abbassare di un grado il termostato e chiudere la porta della stanza che stai scaldando. Il secondo costa pochissimo ed è il TP-Link Tapo P110 vedi ›: mette orari a qualsiasi stufetta e, soprattutto, ti mostra in euro quanto sta consumando davvero a casa tua, che è il dato che nessun produttore pubblica. Il terzo è comprare la stufetta con la programmazione dentro, che è la ragione per cui lo HJM OPTIMA 1000 vedi › e il Haverland RCE8S LCD vedi › costano quello che costano.

E l'avviso che ci costa una vendita: se in casa hai un climatizzatore con pompa di calore, accendi quello prima della stufetta. Una stufetta elettrica restituisce un kilowattora di calore per ogni kilowattora che consuma. Una pompa di calore sposta calore invece di fabbricarlo e ne restituisce diversi per ognuno, e la sua etichetta energetica pubblica quel rendimento stagionale. In Italia, dove quasi ogni casa ha uno split per l'estate, questo è vero più che altrove: quella macchina fa anche caldo. La stufetta elettrica è la soluzione per dove il riscaldamento non arriva o per le ore in cui l'impianto è spento, non per sostituire un impianto che hai già.

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Quello che abbassa davvero la bolletta

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Verdetto m8d

È l'acquisto più redditizio di tutta la guida e costa una frazione degli altri. Mette orari a qualsiasi stufetta senza cervello, che è l'unica cosa che riduce la bolletta di un apparecchio elettrico, e in più misura quello che sta consumando davvero, che è il dato che nessun produttore di stufette pubblica. Se la tua stufetta funziona già, ti consigliamo questo e nient'altro.

Cosa c'è da sapere
  • Misura il consumo reale e lo salva per giorni. Con quello smetti di discutere su quanto consuma la tua stufetta: lo vedi in euro, a casa tua e con la tariffa della tua bolletta, non con quella di un esempio.
  • Orari propri: accende mezz'ora prima che ti alzi e si spegne quando esci. È esattamente la funzione che manca ai radiatori ad olio economici di questa lista, e in Italia serve anche per un'altra cosa: coprire le ore in cui l'impianto centralizzato è spento per legge, che in zona E sono dieci ogni giorno.
  • Il produttore dichiara un carico massimo di 3.680 watt e 16 ampere, quindi regge qualsiasi stufetta domestica, compresa una da 2.000. Quel dato va sempre controllato: non tutte le prese intelligenti arrivano lì, e una presa da 10 ampere con una stufetta da 2.000 watt è un problema.
  • Non trasforma una stufetta in un termostato: continua a non sapere la temperatura della stanza. Quello che controlla sono le ore, che è dove stanno i soldi.
+Pro
  • Misura il consumo reale in euro, a casa tua e con la tua tariffa
  • Programma orari su qualsiasi stufetta senza programmazione
  • Carico massimo dichiarato di 3.680 watt e 16 ampere
  • Costa una frazione di quello che costa la stufetta
−Contro
  • Non misura la temperatura: controlla le ore, non i gradi
  • Ha bisogno di wifi a 2,4 GHz e della sua app
  • Su stufette già programmabili non aggiunge niente
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Domande che escono nel riquadro di Google
Qual è la stufa elettrica che consuma di meno?

Quella che ha meno watt e che sta accesa meno ore, e non c'è nessun'altra risposta perché un apparecchio elettrico converte in calore praticamente tutta l'elettricità che prende. A parità di watt consumano tutte uguale, sia a olio, ceramiche, a fluido o alogene. Di questa guida, quella da 900 watt costa 28 centesimi l'ora al prezzo di riferimento ARERA; quella da 2.000 ne costa 63. La differenza fra le due in cinque ore al giorno per una stagione intera è di oltre trecento euro.

Quanto costa un'ora di stufetta elettrica?

Si calcola con una moltiplicazione: watt diviso mille, per il prezzo del tuo kilowattora. Al prezzo di riferimento ARERA del terzo trimestre 2026, che è 31,63 centesimi al kilowattora tasse incluse, sono 14 centesimi l'ora per una da 450 watt, 28 per una da 900, 47 per una da 1.500 e 63 per una da 2.000. Se hai un'offerta del mercato libero, sostituisci il prezzo e rifai la moltiplicazione: la calcolatrice di questa guida lo fa da sola.

Quanto costa tenere accesa una stufetta da 2000 watt?

Sessantatré centesimi ogni ora al prezzo di riferimento ARERA. Cinque ore al giorno sono circa 95 euro al mese, e per i sei mesi della stagione di riscaldamento della zona climatica E sono circa 569 euro. È il conto con l'apparecchio acceso senza fermarsi: con un termostato impostato su una temperatura ragionevole si ferma e riparte a cicli e la cifra scende, ma di quanto dipende da quanto è isolata la tua casa e non lo pubblica nessun produttore.

Le stufe elettriche consumano molta energia?

Consumano esattamente i watt che dichiarano, e questo le rende il modo più caro di fare calore per kilowattora utile, perché non moltiplicano niente. Il paragone che conta è con una pompa di calore: quella sposta calore invece di fabbricarlo e ne restituisce diversi per ogni kilowattora consumato. La stufetta elettrica ha senso per una stanza, per poche ore e per dove il riscaldamento non arriva, non come impianto principale.

Quali sono i pericoli associati all'uso di una stufetta elettrica?

Tre, e sono tutti e tre evitabili. Il primo è elettrico: una stufetta da 2.000 watt chiede circa 9 ampere e molte ciabatte economiche sono marcate per 10 A o 2.300 W in totale per tutto quello che hanno attaccato, quindi va attaccata direttamente al muro. Il secondo è il contatore: con 3 kW impegnati, 2.000 watt di stufetta lasciano 1.300 watt per il resto della casa e sopra i 3,3 kW il contatore stacca. Il terzo è il bagno: la norma CEI 64-8 sezione 701 divide il locale in zone e un apparecchio portatile non va messo accanto alla doccia.

Quali sono le stufe meno pericolose?

Quelle che non hanno una superficie che scotta e che si spengono da sole. Nella pratica: quelle con limitazione della temperatura di superficie, che alcuni produttori chiamano funzione per la stanza dei bambini; quelle con protezione contro il ribaltamento; e quelle con grado IP dichiarato se devono stare in bagno. E un criterio che vale per tutte: meno watt significa meno corrente sul cavo e sulla presa, quindi una da 900 watt è più tranquilla di una da 2.000 anche da questo punto di vista.

Cosa consuma di più, il condizionatore o la stufa elettrica?

La stufa elettrica, e non di poco. Un condizionatore in pompa di calore sposta calore da fuori a dentro invece di fabbricarlo, e per ogni kilowattora che consuma ne restituisce diversi di calore: è il rendimento stagionale che sta sulla sua etichetta energetica. Una stufetta elettrica restituisce uno per uno. Se in casa hai già uno split per l'estate, quella macchina fa anche caldo ed è quasi sempre più economica da accendere.

Esiste la classe energetica per una stufetta elettrica?

No. Il Regolamento delegato (UE) 2015/1186 sull'etichettatura energetica degli apparecchi per il riscaldamento d'ambiente locale dice all'articolo 1 che non si applica agli apparecchi per il riscaldamento d'ambiente locale elettrici. Le stufe a pellet e a legna hanno l'etichetta dal 1º gennaio 2018; le elettriche no. Se vedi una classe energetica su una stufetta elettrica, non è quella europea. Quello che le riguarda è l'ecodesign del Regolamento (UE) 2024/1103, in vigore dal 1º luglio 2025, che fissa requisiti di controllo e non una lettera.

Quanti watt servono per la mia stanza?

Dipende dall'isolamento più che dai metri, e per questo i metri quadrati che dichiara ogni produttore non si possono confrontare fra loro: uno dichiara 12 m² con 900 watt, che sono 75 watt al metro, e un altro 15 m² con 1.500 watt, che sono 100. Una regola prudente per una stanza interna di una casa recente è fra 70 e 80 watt al metro quadrato; per un piano terra degli anni settanta con infissi in alluminio serve parecchio di più. E prima di scegliere, guarda il contatore: 2.000 watt ti lasciano 1.300 watt per il resto della casa.

Posso attaccarla a una prolunga o a una ciabatta?

Meglio di no, e se lo fai guarda la cifra stampata sulla ciabatta stessa. Una stufetta da 2.000 watt chiede circa 9 ampere e molte ciabatte economiche sono marcate per 10 A o 2.300 W in totale, per tutto quello che hanno attaccato: con la stufetta al massimo il margine per il resto è nullo. Se usi una presa intelligente, controlla che dichiari il carico massimo: quella di questa guida dichiara 3.680 W e 16 A, ma non tutte arrivano lì.

Posso usare la stufetta elettrica quando il riscaldamento condominiale è spento?

Sì, ed è uno dei motivi per cui in Italia se ne vendono tante. Il D.P.R. 412/1993 fissa per ogni zona climatica il periodo e le ore massime giornaliere in cui gli impianti possono restare accesi: in zona E, dove stanno Milano, Torino e Bologna, dal 15 ottobre al 15 aprile e per un massimo di 14 ore al giorno; in zona D dal 1º novembre al 15 aprile e 12 ore. Quelle regole valgono per l'impianto, non per un apparecchio portatile che attacchi tu. Il conto da fare, però, resta lo stesso: due ore al mattino con una da 2.000 watt sono 1,26 euro al giorno.

Come abbiamo fatto questa guida

Ogni cifra di questa guida porta la sua fonte e la sua data. Quello che abbiamo fatto è leggere quello che pubblicano i produttori e confrontarlo con quello che dicono le norme, che in questa categoria è dove sta il buco: nessuna delle guide che occupano oggi la prima pagina italiana mette un euro accanto ai watt che elenca, nessuna nomina il contatore e nessuna cita il regolamento che esclude questi apparecchi dall'etichetta energetica.

Il 17 agosto 2026 abbiamo percorso il catalogo di apparecchi che portano «basso consumo» nel proprio nome e annotato i watt dichiarati da ciascuno, da 450 a 2.500. Il 16 settembre 2026 abbiamo verificato l'articolo 1 del Regolamento delegato (UE) 2015/1186, la pagina di ARERA sulla potenza del contatore e il comunicato di ARERA sul prezzo del terzo trimestre 2026, e abbiamo letto una per una le guide italiane in prima pagina per questa ricerca: una di quelle più lette ha una sezione intitolata alle stufe a basso consumo e, più sotto, scrive che per 20 o 30 metri quadrati «occorrerà un wattaggio di circa 2.000 W».

I costi orari sono aritmetica, non stime: watt per tariffa. Il conto della stagione usa i sei mesi della zona climatica E del D.P.R. 412/1993. Il carico massimo della presa intelligente esce dalla scheda ufficiale di TP-Link. La disponibilità dei prodotti cambia da un mercato all'altro e i pulsanti portano al negozio del tuo Paese.

Se cercavi la stufetta che consuma poco, la conclusione scomoda di questa guida è che non la troverai guardando etichette: non esiste una classe energetica per questi apparecchi, lo dice il regolamento, e quello che spendi lo decidi tu scegliendo i watt e decidendo le ore. Una da 900 watt costa 28 centesimi l'ora e una da 2.000 ne costa 63, e si vendono con la stessa parola sulla scatola.

Quello che invece decide: se è una camera da letto, ti consigliamo lo EVVO C6 vedi ›, perché novecento watt bastano, costano la metà e lasciano 2.400 watt liberi sul contatore. Se è una seconda casa o una stanza dove vuoi calore che dura, il De'Longhi Radia S vedi ›, perché la funzione antigelo è quella che serve quando l'impianto è spento per stagione. E se una stufetta ce l'hai già, non comprarne un'altra: mettile il TP-Link Tapo P110 vedi ›, che le dà orari e ti mostra in euro quello che stavi spendendo senza saperlo.

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Da dove esce ogni dato

Norme, documentazione e schede consultate, con la data in cui le abbiamo lette.

  1. Commissione europeaRegolamento delegato (UE) 2015/1186, etichettatura energetica degli apparecchi per il riscaldamento d'ambiente localeArticolo 1: «Il presente regolamento non si applica: a) agli apparecchi per il riscaldamento d'ambiente locale elettrici». È la ragione per cui la classe energetica di una stufetta elettrica non esiste. Verificato il 16 settembre 2026.
  2. Commissione europeaRegolamento (UE) 2024/1103, progettazione ecocompatibile degli apparecchi per il riscaldamento d'ambiente localeIn vigore dal 1º luglio 2025, abroga il Regolamento (UE) 2015/1188. Fissa requisiti di controllo della temperatura e di progettazione, non una classe energetica. Verificato il 16 settembre 2026.
  3. ARERA, Autorità di regolazione per energia reti e ambientePotenza del contatore: maggiore scelta e agevolazioni«La potenza impegnata è di 3 kW e quindi il contatore salta se si prelevano istantaneamente più di 3,3 kW», con la franchigia del 10 %. Ogni kW di potenza impegnata pesa in bolletta circa 26 euro l'anno e passare da 3 a 4 kW costa 100,68 euro IVA inclusa. Letto il 16 settembre 2026.
  4. ARERAElettricità: Maggior Tutela +4,6 % nel III trimestre 2026 per i clienti vulnerabiliDal 1º luglio 2026 il prezzo di riferimento per il cliente tipo vulnerabile in Maggior Tutela è di 31,63 centesimi di euro per kilowattora, tasse incluse. È la tariffa con cui sono fatti tutti i costi orari di questa guida. Letto il 16 settembre 2026.
  5. Presidente della Repubblica, regolamento in vigoreD.P.R. 26 agosto 1993, n. 412, zone climatiche e periodi di accensioneDivide l'Italia in sei zone climatiche in base ai gradi giorno e fissa per ciascuna il periodo e le ore massime giornaliere di accensione degli impianti: zona E dal 15 ottobre al 15 aprile e 14 ore al giorno, zona D dal 1º novembre al 15 aprile e 12 ore. I sei mesi della stagione usati nei conti di questa guida sono quelli della zona E.
  6. Comitato Elettrotecnico ItalianoNorma CEI 64-8, sezione 701, locali contenenti bagni o docceDivide il locale in zone 0, 1 e 2 a partire dalla vasca o dal piatto doccia, con la zona 1 fino a 2,25 metri di altezza e la zona 2 estesa 60 centimetri oltre. Gli apparecchi di riscaldamento sono ammessi in zona 2 in classe I o II con il grado di protezione richiesto.
  7. TP-LinkScheda tecnica della presa intelligente Tapo P110Carico massimo dichiarato di 3.680 W e 16 A, il dato con cui si verifica se una presa regge una stufetta.
  8. Dato proprio di m8dCensimento degli apparecchi che portano «basso consumo» nel nomeI watt dichiarati da ogni produttore in apparecchi che portano quell'etichetta nel proprio nome, da 450 a 2.500 W, letti il 17 agosto 2026. Il censimento è del catalogo che abbiamo percorso e datato; i marchi e i prezzi cambiano da un Paese all'altro, quello che una scheda dichiara no.
  9. Dato proprio di m8dLettura delle guide italiane in prima pagina per la ricerca stufetta elettricaLettura pagina per pagina il 16 settembre 2026. Una delle più lette ha una sezione dedicata alle stufe a basso consumo e più sotto scrive che per 20 o 30 metri quadrati «occorrerà un wattaggio di circa 2.000 W». Nessuna delle pagine lette cita il contatore, il regolamento dell'etichettatura o un costo orario.
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